IC il Ministero modifica l'interpretazione del regime di esenzione prima casa

"Nel giugno 2008 il Ministero ha emanato una prima interpretazione delle norme sulla base della quale si è consentita l'applicazione dell'esenzione a un numero ampio di cittadini proprietari di case; - ha spiegato l'assessore Polastri, supportato dalla dirigente del Servizio Tributi Lauretta Angelini e dal responsabile dell'ufficio ICI Enrico Scalambra - il 4 marzo 2009 invece lo stesso Ministero ha emanato una nuova interpretazione che va a restringere il campo di applicazione dell'esenzione prima casa".

12/mar/2009 15.47.58 Comune di Ferrara Contatta l'autore

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Imposta Comunale sugli Immobili
Il Ministero modifica l'interpretazione del regime di esenzione prima casa dell'ICI


12-03-2009

“L'operazione del Governo di esentare la prima casa oltre a creare problemi alle amministrazioni locali è un vero e proprio pasticcio”. Con queste parole l'assessore comunale alle Finanze Roberto Polastri ha introdotto la conferenza stampa convocata per questa mattina in residenza municipale con l'obiettivo di informare i cittadini ferraresi di una novità relativa alla nuova interpretazione ministeriale sulle esenzioni ICI prima casa. “Nel giugno 2008 il Ministero ha emanato una prima interpretazione delle norme sulla base della quale si è consentita l'applicazione dell'esenzione a un numero ampio di cittadini proprietari di case; – ha spiegato l'assessore Polastri, supportato dalla dirigente del Servizio Tributi Lauretta Angelini e dal responsabile dell'ufficio ICI Enrico Scalambra – il 4 marzo 2009 invece lo stesso Ministero ha emanato una nuova interpretazione che va a restringere il campo di applicazione dell'esenzione prima casa”. Nello specifico non è consentita ! l'esenzione per gli immobili ceduti in uso gratuito agli affini (parenti del coniuge del proprietario) e per gli immobili acquistati con i benefici prima casa. Questo significa a livello locale, secondo i calcoli degli uffici preposti, che un migliaio di cittadini esentati dall'Ici sulla base della prima interpretazione ministeriale dovranno non solo pagare la tassa per il 2009, ma dovranno anche provvedere al pagamento relativo al periodo 2008.
I comuni, secondo la norma stabilita dal Ministero, hanno il dovere di comunicare entro aprile il mancato gettito ICI per avere il conguaglio dal Ministero. Una prima stima su base nazionale parla di alcune centinaia di milioni di euro di mancato gettito, una cifra che non risulta essere a bilancio dello Stato per il dovuto conguaglio ai Comuni. Una volta che il Comune di Ferrara avrà certificato il mancato gettito ICI dovrà chiedere a quel migliaio di cittadini ferraresi, secondo la più recente interpretazione ministeriale, il versamento di competenza del 2008 per un totale approssimato di 200 – 300 mila euro. “A livello nazionale e in altre città – assicurano Angelini e Scalambra – possono essere ben diverse. Solo per fare un esempio territorialmente vicino, a Rimini si parla di 5 milioni di euro da recuperare”. “E' bene che questi fatti oggettivi vengano raccontati nel modo più corretto possibile ai cittadini – ha concluso l'assessore Polastri - affinchè si comprenda esat! tamente che questa situazione è creata esclusivamente da decisioni governative centrali. Noi enti locali siamo solo degli esecutori e a noi spetta il ruolo di recuperare il mancato gettito”.
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