Gae aulenti a Cittterritorio

L'incontro, dal tema "Il racconto dell'architettura", ha riportato a Ferrara la nota professionista nell'ambito di Cittàterritorio Festival.

18/apr/2009 11.29.26 Comune di Ferrara Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.
CronacaComune

Ufficio Stampa
0532.419.243/244/338/452 (fax 0532.419.263)
http://www.comune.fe.it/stampa
ufficiostampa@comune.fe.it
Sala Estense affollata per Cittàterritorio Festival
Gae Aulenti racconta l'architettura


18-04-2009

Pronta a partire fra pochi giorni per Tokyo (“inaugurano un mio progetto di shopping center”), Gae Aulenti, architetto, 81 anni ben celati, ha intrattenuto simpaticamente tra ironia sulla realtà odierna e ricordi di vita e lavoro, il folto pubblico presente ieri sera la sala Estense. L’incontro, dal tema ‘Il racconto dell’architettura’, ha riportato a Ferrara la nota professionista nell’ambito di Cittàterritorio Festival. Laureata nel 1953 al Politecnico di Milano, dal 1955 al 1965 ha partecipato alla redazione di Casabella-Continuità diretta da Ernesto Rogers. Dal 1956 ha svolto la propria attività a Milano spaziando dalla progettazione architettonica, all'interior e industrial design, alla scenografia teatrale. Affermata a livello internazionale ha lavorato a Parigi - alla riqualificazione della gare d’Orsay e all’allestimento del museo d’Orsay - , a Barcellona - al Museo nazionale d’arte catalana,- a Venezia per la ristrutturazione del palazzo Grassi e poi ancora a ! Firenze, Milano, Roma, Tokyo e anche Ferrara, dove nel 2003 ha coordinato la redazione di un progetto espositivo del Castello Estense.
“Sono nata in un periodo in cui ho potuto partecipare alla guerra partigiana, - ha esordito Gae Aulenti rispondendo alle incalzanti domante di Simonetta Fiori e poi del pubblico – piccoli incarichi, ma che mi sono serviti per capire la nostra storia e per crescere come persona che partecipa, correttamente, con altre, alla propria realtà.”
Interrogata sugli anni dell’università ha ricordato “Milano, all’inizio degli anni Cinquanta era una meraviglia e tutti noi eravamo pervasi da una grande energia con la consapevolezza che la ricostruzione era per tutti, non solo della città ma per l’intera comunità. Al Politecnico eravamo cinquanta allievi, di cui soltanto due donne; oggi sono cinquemila e in maggioranza donne: bravissime, studiano di più e hanno interessi più ampi dei loro colleghi maschi”.
Sono poi seguiti gli anni della redazione di ‘Casabella’ e l’incontro con Ernesto Rogers, il maestro attorno al quale è cresciuto un gruppo di professionisti che hanno poi scelto strade diverse. “Da Rogers – ha ricordato Gae Aulenti – abbiamo ricevuto il fondamentale insegnamento ad essere prima intellettuali e poi architetti e la spinta a conoscere sempre nuovi Paesi e nuove realtà. Questo perché l’attività intellettuale ha come base la curiosità, che è sempre un buon modo per fare il proprio lavoro.”
Un atteggiamento di ricerca e di approfondimento che ha costituito da quel momento la base di un percorso che ha portato Gae Aulenti a partecipare da protagonista sia alla vita sociale e intellettuale italiana sia alla costruzione di importanti opere mondiali degli anni successivi, con le punte di eccellenza di Parigi, Barcellona, Tokyo.
”All’estero – ha aggiunto - alla base di ogni progetto c’è una programmazione straordinaria che rimane definita nel tempo e a fronte di qualsiasi cambiamento: lo stesso non avviene invece in Italia, dove non si conosce mai con precisione l’ammontare dei finanziamenti e dove i mutamenti politici producono talora vere e proprie rivoluzioni nei programmi iniziali”.
Anche nel prevedere sistemi antisismici nelle costruzioni le diversità non mancano.
“I metodi di costruzione con funzioni antisismiche esistono. - ha affermato - E anche l’Italia li conosce, tanto che li richiede nel piano di manutenzione da allegare alla stesura del progetto. Salvo che all’estero poi il piano viene richiesto e diventa condizione per l’affidamento del lavoro, in Italia no. Anche in questo caso è un problema di regole, che esistono ma non vengono rispettate. Un atteggiamento che a livello nazionale ritroviamo sia nella proposta del nuovo ‘piano casa’ sia nella crescita incontrollata e senza un disegno organico nelle costruzioni del nostro territorio.”
Milano negli anni Cinquanta era pervasa di una grande energia. “L’ha mai più sentita ancora, in Italia o nel mondo?”
“Sicuramente in Umbria dopo il terremoto – ha concluso Gae Aulenti – e ora dobbiamo fare in modo di ritrovarla anche in Abruzzo e non certo risolvendo con la costruzione delle ‘new town’”.


blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl