nota del sindaco

Se fosse così, chi ha costruito Darsena City, sta costruendo il nuovo Ospedale di Cona, costruirà settantasei alloggi Acer al Barco e molto altro, dovrebbe solo stare zitto.

20/apr/2009 13.54.08 Comune di Ferrara Contatta l'autore

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L’ingegnere uno e bino


20-04-2009

di Gaetano Sateriale

Non è vero che il conflitto tra il Comune e l’ingegner Mascellani sia su quanto può lavorare un imprenditore edile a Ferrara. Se fosse così, chi ha costruito Darsena City, sta costruendo il nuovo Ospedale di Cona, costruirà settantasei alloggi Acer al Barco e molto altro, dovrebbe solo stare zitto. No, il conflitto (come ai tempi della Costruttori) è su chi decide dove e cosa costruire. Se debbano essere le scelte di pianificazione e le regole fatte dal Comune (dopo sette anni di discussioni) con il Psc, il Poc, il Rue, secondo le leggi nazionali e regionali, oppure se gli imprenditori possano piegare quelle regole ai loro progetti e alle loro convenienze (con la logica delle varianti, delle emergenze, delle emozioni sportive o altro). Mi pare sia evidente a tutti cosa succede nel nostro Paese quando le regole non ci sono o vengono violate. Ne abbiamo parlato per tre giorni con il meglio degli urbanisti e degli architetti al Città Territorio Festival. Ma è inutile scandalizz! arsi dopo, se al momento delle decisioni non c’è nessuno che tiene duro sull’interesse pubblico. Il Comune di Ferrara ha difeso e difende gli interessi pubblici non contro gli imprenditori privati, ma contro quegli imprenditori i cui progetti si muovono a prescindere dalle scelte compiute dalle Istituzioni. Dice: “E chi stabilisce quali sono gli interessi pubblici?” Risposta: “Il Comune: è la sua funzione istituzionale e costituzionale. È il motivo per cui i cittadini eleggono sindaco e consiglieri”. Si può sbagliare, ma è solo lì che si decide.
La vicenda del mega Palasport è troppo nota per tornarci sopra. Vorrei ricordare altri due episodi pertinenti. Il primo: molti anni fa venne un imprenditore dal Veneto (ironia della sorte) a propormi un investimento per costruire una multisala. Gli dissi di no perché ne avevamo già una in costruzione vicino alla darsena. Quell’imprenditore sostenne che, rinunciando ai suoi cento miliardi, non facevo il bene della città, io pensavo il contrario. Il secondo episodio è più recente. Un paio d’anni fa l’imprenditore Mascellani mi ha detto: “Che ne pensi di spostare la Casa di Riposo a Cona, e in via Ripagrande farci un grande albergo?” Gli ho risposto che non ero d’accordo, che gli anziani, quando non sono malati, è meglio stiano in città. Lui nel frattempo ha presentato un progetto per costruire una nuova casa di riposo a Cona. Io continuo a non essere d’accordo. Per ora il Consiglio comunale ha dato ragione a me. L’ingegnere ci riproverà con il prossimo Consiglio comunale, ques! to è certo, perché è uno che non demorde. Sono speranzoso che anche in quel caso verrà difeso prima di tutto l’interesse pubblico.
Sono amico di Roberto Mascellani da almeno quarant’anni. Ne apprezzo alcune indubbie qualità personali: è brillante, intelligente ed elegante. Ogni volta che incrocio l’imprenditore Roberto Mascellani ci litigo: è presuntuoso, arrogante e qualche volta minaccioso, non solo nei confronti del Comune. Dice: “Ma sono la stessa persona!” È vero, ma questo è un problema suo, non mio. Io cerco di frequentare l’amico e di tenermi ben alla larga dall’imprenditore.
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