SEMINARI SPAZIA/MENTI - Politica, etnia, identit in America Latina

LA SCHEDA (a cura degli organizzatori) - Nelle ultime decadi il bisogno di comunità e le politiche dell'identità si sono diffuse in ogni dove: nelle aree dello sviluppo e della marginalità economica, nelle società complesse e in quelle semplici, quasi come se la necessità di ritrovarsi culturalmente in contesti protetti si nutrisse della globalizzazione egemone.

29/apr/2009 10.55.55 Comune di Ferrara Contatta l'autore

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SEMINARI SPAZIA/MENTI - Politica, etnia, identità in America Latina


29-04-2009

Politiche dell’identità ed etnicizzazione della politica: l’esempio dell’America Latina. Questo il tema dell’appuntamento di lunedì 4 maggio alle 15, nella sala Agnelli della biblioteca Ariostea, per la conclusione del ciclo di seminari “Spazia/menti. Occasioni antropologiche per la riflessione interculturale”, promosso dall’Unità organizzativa Integrazione - Area alunni stranieri del Comune di Ferrara, con il patrocinio dell’Ufficio scolastico di Ferrara.
Piero Gorza, antropologo dell’Università di Torino, da anni impegnato nella ricerca sul campo in diversi paesi latinoamericani, affronterà un tema che in questi ultimi decenni ha rivestito un’importanza chiave nei panorami geopolitici, spesso motore di eventi drammatici: quello della costruzione e dell’uso politico delle identità “etnico-culturali”. L’identità e l’alterità culturale verranno riletti in chiave critica focalizzando l’attenzione sulle dinamiche dell’America latina contemporanea. L’incontro è aperto a insegnanti, mediatori interculturali, educatori, operatori dei servizi, studenti e in generale a tutti gli interessati.
LA SCHEDA (a cura degli organizzatori) - Nelle ultime decadi il bisogno di comunità e le politiche dell’identità si sono diffuse in ogni dove: nelle aree dello sviluppo e della marginalità economica, nelle società complesse e in quelle semplici, quasi come se la necessità di ritrovarsi culturalmente in contesti protetti si nutrisse della globalizzazione egemone. I variegati comunitarismi (immaginati, inventati, delocalizzati, transnazionali…) sono stati oggetto di una sterminata letteratura scientifica, e le politiche di riconoscimento culturale, imperniate sui concetti di identità/alterità, sono state giudicate con simpatia in America Latina (da Marcos a Evo Morales, agli stessi movimenti indigeni) e con apprensione in Europa, in Africa e in Asia (dalla Bosnia al Ruanda).
Varcando l’Atlantico questo lessico politico ha maturato inversioni di significato e mentre produceva da una parte ossessioni di pulizia etnica e difesa dei privilegi, quando non violenza e profanazione, nell’altro continente si proponeva come koiné interculturale, rivendicata dagli ultimi, per ricostruire la “casa di tutti”. L’intervento intende ragionare sugli scarti tra bisogno di comunità e politiche dell’identità, ben sapendo che quando fingiamo di rivendicare identità particolari erigiamo steccati e produciamo scarti. Districarsi in questo labirinto teorico e pratico, generale e locale, ha come posta del gioco le politiche della convivenza, l’intercultura, l’educazione, il rapporto tra le differenze e gli stessi principi della cittadinanza.
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