Concluso il restauro dei paracarri di corso Ercole I d'Este

L'incrocio che in tal modo viene a crearsi è noto come "Quadrivio degli Angeli" ed è formato dal palazzo dei Diamanti e dai palazzi Prosperi-Sacrati, Turchi di Bagno e Bevilacqua-Pallavicini, quest'ultimo notevolmente trasformato nel tempo.

11/giu/2009 13.01.10 Comune di Ferrara Contatta l'autore

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Concluso l’intervento di restauro voluto da Ferrariae Decus, Comune e Hera
Rimossa la patina del tempo dai paracarri di corso Ercole I d’Este


11-06-2009

E’ bastato un accurato ‘colpo di spugna’ per cancellare i segni del tempo sui paracarri di corso Ercole I d’Este. In pochi giorni gli operatori di Hera Ferrara hanno portato a termine l’opera di pulizia e restauro promossa dall’associazione Ferrariae Decus e progettata dal Comune per ridare lustro ai fittoni della celebre via cittadina.
Soddisfazione per l’esito dei lavori è stata espressa in particolare dal presidente della Ferrariae Decus Giacomo Savioli, intervenuto alla cerimonia di presentazione dell’opera che si è tenuta stamani alla presenza del prefetto Massimo Marchesiello e dei rappresentanti dei partner del progetto e delle istituzioni con sede nella via. “Ringraziamo – ha dichiarato Savioli – gli enti che hanno accolto e sostenuto la nostra idea, condividendo la convinzione che quella che è stata definita la più bella strada d’Europa meriti un decoro e un’attenzione particolari. Riteniamo che questi paracarri vadano considerati non come un semplice ornamento, ma come un vero bene culturale, parte integrante della storia di questa via. Un ringraziamento va anche al restauratore Fabio Bevilacqua che ha coordinato i lavori, permettendo di ottenere un risultato che ci sembra molto decoroso”.
Realizzata, sulla base di una convenzione sottoscritta esattamente un mese fa dallo stesso Savioli assieme all’assessore comunale ai Lavori pubblici Mariella Michelini e al presidente di Hera Ferrara Paolo Pastorello, l’operazione è stata realizzata con il benestare della Soprintendenza per i Beni Architettonici di Ravenna.
Quasi duecento i manufatti coinvolti, tutti diversi per forma, dimensioni e materiali impiegati. E tra essi, spicca la particolarità di quelli posti davanti all’ex Borsa, decorati da bassorilievi raffiguranti l’‘Ecce Homo’, ora tornati chiaramente visibili grazie agli interventi di pulitura.
Il progetto, elaborato dai tecnici comunali, ha previsto l’esecuzione di varie fasi di lavoro, iniziate con un esame preliminare degli elementi lapidei. In seguito è stato effettuato un primo preconsolidamento e un successivo trattamento funghicida per eliminare gli agenti infestanti, dopodiché si è passati alla pulitura vera e propria e all’eliminazione delle eventuali incrostazioni con impacchi di sali. Per ultimi sono stati infine restaurati gli elementi metallici, ai quali sono stati applicati trattamenti protettivi.

LE SCHEDE a cura di Francesco Scafuri del servizio comunale Beni monumentali

Corso Ercole I d’Este
Si tratta di uno fra gli assi stradali più importanti di Ferrara e tra i più interessanti d’Europa, in particolare per i palazzi monumentali che vi si affacciano e per il contesto urbanistico in cui è inserito. La nobile strada rientra nel celebre progetto dell’Addizione Erculea, voluto dal duca Ercole I d’Este ed in gran parte realizzato dall’architetto di corte Biagio Rossetti. I lavori dell’imponente piano regolatore ante litteram iniziarono nel 1492 e terminarono nel corso del secolo successivo. La via che si creò all’epoca, rettificando ed ampliando un precedente tracciato già pavimentato sotto Borso d’Este nel 1457 (o al più tardi nel 1461), prese il nome di via degli Angeli.
A circa metà del suo percorso tale strada è interrotta quasi a perpendicolo dall’antica strada dei Prioni (oggi corso Porta Po - Biagio Rossetti - Porta Mare), realizzata ex novo nell’ambito del piano rossettiano. L’incrocio che in tal modo viene a crearsi è noto come “Quadrivio degli Angeli” ed è formato dal palazzo dei Diamanti e dai palazzi Prosperi-Sacrati, Turchi di Bagno e Bevilacqua-Pallavicini, quest’ultimo notevolmente trasformato nel tempo.
Oggi corso Ercole I d’Este, che parte dal Castello Estense e termina presso la Porta degli Angeli (XVI secolo), è percorso da migliaia di visitatori ogni anno ed è interamente pedonale, eccetto un brevissimo tratto che va da via Arianuova a corso Biagio Rossetti. Oltre agli edifici già citati, lungo il percorso si possono ammirare, tra gli altri, il palazzo dell’ex Monte di Pietà e i palazzi Giglioli-Varano, Giulio d’Este, Camerini, Mosti, Guarini, oltre alla novecentesca Palazzina degli Angeli.

I “fittoni”
Anche i paracarri (detti “fittoni”) ai lati della strada fanno parte dell’immagine ormai consolidata di questo nobile rettifilo. Quelli posti davanti ai prospetti dell’ex Monte di Pietà sono ornati da bassorilievi con l’Ecce Homo e sono stati collocati nel XVIII secolo. Per il resto si tratta in gran parte di manufatti di varie epoche, che si presentano nell’insieme piuttosto eterogenei, sia per quanto riguarda la diversità dei materiali lapidei impiegati, sia per ciò che attiene alla forma e alle dimensioni: segno evidente che molti “fittoni” sono stati posti in loco in tempi relativamente recenti o reimpiegati in sito a partire dal XVIII secolo. All’epoca è documentata un’operazione su vasta scala di sistemazione degli acciottolati delle strade cittadine, nell’ambito della quale si realizzarono molti marciapiedi (allora in mattoni), difesi proprio da “colonnette di marmo”, elementi che oltre ad elevare il decoro della città valorizzavano le bellezze architettoniche ed urba! nistiche.
Nel corso dell’Ottocento i mattoni dei marciapiedi furono sostituiti dai selciati in trachite euganea. L’acciottolato caratterizza ancora la carreggiata di Corso Ercole I d’Este, mentre gli stessi paracarri contribuiscono a consolidare l’immagine che la strada ha assunto negli ultimi secoli, elevando il decoro e valorizzando le bellezze architettoniche ed urbanistiche dell’intero asse viario.

L’intervento di pulitura e restauro dei “fittoni”
Fin dal XVIII secolo i paracarri in pietra naturale disegnano il profilo di una delle strade più belle d’Europa. Lo scorrere del tempo, gli agenti atmosferici e gli altri fattori di degrado ne hanno offuscato l’immagine, rendendo necessario un intervento di restyling. Per questo i “fittoni” di corso Ercole I d’Este sono stati protagonisti nei giorni scorsi di un accurato intervento di pulitura e restauro promosso dall’Associazione Ferrariae Decus e affidato all’esecuzione di Hera Ferrara, su progetto dell’Amministrazione comunale. I paracarri sono stati sottoposti quindi ad interventi mirati, in relazione ai diversi materiali che li compongono e alle differenti condizioni di conservazione.
Il progetto, dopo l’esame preliminare degli elementi lapidei, ha previsto varie fasi di lavoro effettuate dai tecnici di Hera, che ha sostenuto interamente il finanziamento dell’opera.
Tutte le operazioni sono state coordinate da un esperto restauratore ed eseguite sotto la tutela della Soprintendenza per i Beni Ambientali ed Architettonici di Ravenna.

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