Immagini in bianco e nero concludono la rassegna su Carlo Savonuzzi

"Un percorso - come ricordato ieri dal presidente della Ferrariae Decus Giacomo Savioli e dal consigliere dell'associazione Michele Pastore - che ha portato numerosissimi ferraresi a riscoprire luoghi della città ancora non sufficientemente conosciuti e apprezzati dai più".

16/ott/2009 14.57.03 Comune di Ferrara Contatta l'autore

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Immagini in bianco e nero concludono la rassegna su Carlo Savonuzzi
Dalla riscoperta dell’architettura ferrarese del ‘900 nuovi stimoli per la cura della città odierna


16-10-2009

La frenesia di un lunedì di mercato nella Ferrara degli anni ’50. La voce di Carlo Savonuzzi che descrive l’esito di alcuni dei suoi progetti. E ancora la vivace esposizione da parte di Bruno Zevi della sua teoria della poetica degli angoli nel quadrivio rossettiano. Si è conclusa ieri con la proiezione di quattro preziosi filmati in bianco e nero recuperati negli archivi della Rai e della videoteca comunale la seguitissima rassegna sull'architettura ferrarese del Novecento promossa dall’Amministrazione comunale e dalla Ferrariae Decus.
Le riprese cinematografiche, presentate alla sala Boldini, sono state introdotte e commentate dal ricercatore storico del Comune e curatore dell’intera rassegna Francesco Scafuri, assieme alla studiosa, autrice di un’approfondita ricerca su Savonuzzi, Ramona Loffredo. Entrambi sono già stati protagonisti, con altri relatori, degli altri cinque appuntamenti del ciclo, iniziato il 12 settembre scorso e proseguito tra visite guidate e conferenze tutte incentrate sulla riscoperta dell’architettura razionalista presente in città. Diversi sono stati i complessi e gli edifici analizzati, con un’attenzione particolare per quelli realizzati su progetto di Carlo Savonuzzi: dal Foro Boario alla Torre della Vittoria, dalla scuola Alda Costa all’acquedotto monumentale.
“Un percorso – come ricordato ieri dal presidente della Ferrariae Decus Giacomo Savioli e dal consigliere dell’associazione Michele Pastore – che ha portato numerosissimi ferraresi a riscoprire luoghi della città ancora non sufficientemente conosciuti e apprezzati dai più”. “La scommessa lanciata dalla Ferrariae Decus – ha aggiunto l’assessore comunale Aldo Modonesi – di richiamare l’attenzione dei ferraresi sulla storia e l’architettura cittadina del ‘900 è stata sicuramente vinta, considerato l’elevato numero di partecipanti registrato da ognuno degli appuntamenti in calendario. E dalle immagini in bianco e nero ritrovate negli archivi – ha aggiunto ancora l’assessore – giungono per l’Amministrazione comunale diversi stimoli all’azione. Due fra questi riguardano casa Minerbi, per la quale alcuni giorni fa è stato riattivato il gruppo di lavoro incaricato del restauro per la riapertura al pubblico, e il refettorio del chiostro di San Paolo, per il quale si intende avviare a! l più presto la progettazione del recupero”.
Alla realizzazione del ciclo di incontri hanno collaborato anche l’Università di Ferrara, l’Istituto di Storia Contemporanea e la Fondazione Carife, mentre la Rai Radiotelevisione Italiana, oltre ad aver concesso il proprio patrocinio, ha trasmesso un ampio servizio sulla manifestazione.
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