ELETTROSMOG IL DECRETO GASPARRI VA BLOCCATO! E UNA SCIAGURA PER I NOSTRI TERRITORI

prosegue Vaccari - e credo che la Regione faccia bene a valutare il

01/ott/2002 13.34.44 Ufficio Stampa Del Comune di Nonantola (MO) Contatta l'autore

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IL SINDACO DI NONANTOLA RIVOLGE UN APPELLO AI COLLEGHI E AI COMITATI

“Sono molto preoccupato. Se il decreto Gasparri sarà trasformato in
legge, i nostri territori saranno in balia delle volontà ministeriali
e dei soggetti gestori le concessioni sulla telefonia mobile! Per
questo va bloccato con ogni mezzo“.
Così il Sindaco di Nonantola, Vaccari ha voluto esprimere la propria
contrarietà sui contenuti del Decreto legge Gasparri, con il quale si
vogliono introdurre nuove disposizioni volte ad accelerare la
realizzazione di infrastrutture necessarie allo sviluppo di reti di
telecomunicazioni.
“Con quel provvedimento il Governo calpesta l’autonomia di Regioni,
Provincie e Comuni in materia urbanistica e di tutela della salute -
prosegue Vaccari - e credo che la Regione faccia bene a valutare il
ricorso alla Corte Costituzionale, come ha suggerito il consigliere
regionale Muzzarelli nei giorni scorsi. Altrimenti la conseguenza
sarà che gli impianti di telefonia mobile potranno essere installati
sull’intero territorio liberamente, in deroga ai piani urbanistici, e
ai regolamenti che ogni comune aveva faticosamente approvato nel
solco di quanto previsto dalla legge regionale 30/2002, che si era
posta giustamente e seriamente il problema della tutela della salute
e dell’ambiente dall’inquinamento elettromagnetico. Se non si
difenderanno queste conquiste, attaccando duramente il Decreto
Gasparri, tutto ciò sarà spazzato via per lasciare campo libero ai
gestori che proprio in questi mesi hanno già avviato le procedure per
l’installazione delle antenne per la rete UMTS, che per la frequenza
di trasmissione saranno molte di più e a poca distanza una
dall’altra.”.
Il Sindaco Vaccari rivolge pertanto un appello ai colleghi
amministratori e ai numerosi comitati che si sono costituiti nei
diversi comuni su queste tematiche, per una mobilitazione forte e
comune che solleciti la Regione ad opporsi presso la Corte
Costituzionale, e che promuova iniziative congiunte anche sul piano
amministrativo e legale, che facciano sentire la voce dei territori e
sensibilizzino l’opinione pubblica sulla sciagura che si sta per
abbattere sui nostri comuni e città.


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