[EVENTI] CONTINUA AM'ARCORD LA RASSEGNA DI MUSICA POPOLARE DEDICATA ALLA MUSICA DI PROTESTA DEGLI AN

23/apr/2005 13.11.32 Ufficio Stampa Del Comune di Nonantola (MO) Contatta l'autore

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23 aprile ore 21 “Il fazzoletto rosso” mezzo secolo di canti e racconti con Fausto Amodei e Gualtiero Bertelli

Il Fazzoletto rosso: un simbolo, un testimone che dalla metà degli anni cinquanta in poi poeti, musicisti, ricercatori, autori e interpreti di canzoni "altre" hanno raccolto per portarlo, con alterne vicende, lungo il travagliato secondo dopoguerra, sino ai giorni nostri.
Queste voci sono ancora vive e presenti, non solo custodi di una memoria da non disperdere, ma anche testimoni di un presente che mai come oggi ha bisogno chiarezza, disincanto, immaginazione.

Fausto Amodei è la voce storica della sinistra italiana da sempre. Sua la prima canzone che nelle piazze ha cantato la nuova resistenza, "Per i morti di Reggio Emilia", importante la sua partecipazione al primo gruppo di intellettuali che in Italia hanno elevato la canzone a mezzo di emancipazione e di lotta, il gruppo di Cantacronache.
Dal 1957 Fausto sottolinea e chiosa, con i suoi testi e le sue musiche, i grandi eventi e i piccoli vizi di un paese faticosamente incamminato verso la democrazia. Le sue canzoni sono spesso degli editoriali di un giornale cantato che si è ininterrottamente disteso, con mille voci, sulle asperità e i sogni di un percorso che ancora non si è concluso, quello che alla sua fine ha un mondo di pace, di rispetto per la persona, di uguaglianza nelle opportunità, di libertà senza aggettivi. Non si è mai stancato Amodei di aprire le prime pagine di quel giornale con la sua arguzia della sua voce, l'agilità del suo verso, la durezza tagliente dell sua parola, e avremo modo di verificarlo anche in questa occasione.

Gualtiero Bertelli occupa un posto molto particolare all'interno del panorama della canzone d'impegno sociale.E' uno degli autori/interpreti di grande rilievo del Nuovo Canzoniere Italiano, dove arriva nel 1965, e la sua peculiarità è quella di raccontare soprattutto la sua città, la realtà che lo circonda. Bertelli parte dai fatti, da ciò che tocca con mano, dalla lingua che parla tutti i giorni, per raccontarci di amori veri, di abbandoni con nomi e cognomi, di esodi del giorno prima, di fabbriche che uccidevano quando sembrava che fossero soprattutto fattore di ricchezza e di progresso. Gualtiero è veneziano e della sua città conosce a fondo la cultura popolare, la sua cultura. Per questo il suo lavoro si snoda senza soluzione di continuità dalla ballata popolare alla canzone ricca di metafore e di immagini allegoriche rappresentate in una lingua (veneta o italiana che sia) che diviene raffinata senza mai essere aulica. Di Gualtiero Bertelli abbiamo apprezzato tutti l'ind!
imenicata "Nina ti te ricordi", ma l'incontro che proponiamo ci farà incontrare altre sue canzoni, di ieri e di oggi, che ci daranno la misura di un impegno che proprio in questi ultimi anni sta ritrovando un rinnovato vigore.


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