[EVENTI] I CONCORDU DI CASTELSARDO IN CONCERTO ALLABBAZIA DI NONANTOLA

[EVENTI] I CONCORDU DI CASTELSARDO IN CONCERTO ALLABBAZIA DI NONANTOLA

04/mag/2006 06.27.38 Ufficio Stampa Del Comune di Nonantola (MO) Contatta l'autore

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Sabato 6 maggio, ore 21, Abbazia di Nonantola, il festival L'Altro
suono in collaborazione con la Rassegna Divini Incanti del Comune di
Nonantola e dell’Arcidiocesi di Modena-Nonantola, ospita i CONCORDU
DI CASTELSARDO per un concerto che propone canti sacri e popolari
della tradizione sarda. Ensemble dallo straordinario rigore
esecutivo, con oltre vent’anni di attività, il Coro “Cuncordu di
Castelsardo”, ha un repertorio che spazia dai canti devozionali di
Castelsardo ai canti profani legati alla danza. Cantando per anni
nelle processioni della Settimana Santa, il Coro ha contribuito a
mantenere vivo un repertorio che si tramanda oralmente sin dal 1500.
Un retaggio prezioso che il Cuncordu di Castelsardo ha portato in
giro per teatri e chiese in Italia e all’estero, suscitando
l’interesse di prestigiosi musicologi, come il francese Bernard
Lortat-Jacob. Il concerto è ad ingresso libero.

Sabato 6 maggio ore 21 - Abbazia di Nonantola
Rassegna Divini Incanti
CUNCORDU DI CASTELSARDO
Giovanni Pinna, Salvatore Tugulu, Matteo Santoni, Angelo Cavaglieri,
voci

Canti sacri e popolari della tradizione sarda
Deus in auditorium (Canto dei Vespri)
Kyrie (Canto della Messa)
Babbu Soberanu (Padre Nostro in sardo)
Miserere Professionale (eseguito nella processione del “Lunissanti”)
Stabat Mater (eseguito nella processione del “Lunissanti”)
Miserere Quaresimale (eseguito tutti i venerdì di Quaresima)
Te Deum
Li tre Re (Canto tradizionale che rievoca la venuta dei re Magi)
Bogi a passu (Canto di accompagnamento del ballo sardo)

Il canto a cuncordu è l'espressione etnico-musicale più arcaica della
Sardegna centrale. È realizzato da quattro cantori chiamati Bassu
(basso), Contra (baritono), Mesa oghe (mezza voce), Boghe (voce),
disposti in cerchio, in modo da riprodurre la forma architettonica
della antica civiltà sarda, quella nuragica. Le due voci gutturali
caratterizzano in maniera peculiare il canto a cuncordu: “Su Bassu”
con un suono grave e profondo e un caratteristico vibrato mantiene la
stessa tonalità della voce solista; “Sa contra” emette un suono più
lineare, metallico e meno vibrato. Contra e bassu procedono in
parallelo scandendo sillabe nonsens (bim bam boo). La mesa oghe - che
arricchisce il canto con abbellimenti, fioriture e con le tipiche
giradas (virtuosismi vocali) - si integra con le due voci gutturali
andando a costituire l’accompagnamento armonico per la voce solista
che intona il testo e guida il gruppo. Può infatti decidere di
fermarsi e aspettare la risposta del gruppo nei canti con
"s'isterrida" e nei "muttos" oppure continuare e fondersi insieme al
coro nei rimanenti canti. Le origini di questo antichissimo canto
polivocale, che pare risalgano a circa 4000 anni fa, sembrerebbero
strettamente radicate nella vita pastorale: “sa contra” deriverebbe
dall'imitazione del verso della pecora, “su bassu” da quello della
mucca e la “mesa oghe” dall'imitazione del suono del vento.
Appartengono alla più antica tradizione vocale sarda anche i canti
liturgici, di impronta gregoriana, intonati durante le processioni.
Una particolare importanza assumono i canti della Settimana Santa, in
uso anche nelle confraternite.

PER INFORMAZIONI:
TEATRO COMUNALE Tel. 059 203 3010 - www.teatrocomunalemodena.it
Rassegna Divini Incanti Tel 059 548361


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