NONANTOLA - SAHARAWI : ANCORA OSTACOLI SULLA VIA DELLAUTODETERMINAZIONE - IL SINDACO RICHIAMA ALLA SOLIDARIETA

16/lug/2003 22.01.01 Ufficio Stampa Del Comune di Nonantola (MO) Contatta l'autore

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Mentre sono in arrivo nella nostra Provincia gli ambasciatori per
eccellenza del popolo Saharawi, i loro bambini, continuano ad
aggiungersi gli ostacoli sulla via dell’autodeterminazione.

L’annuncio del presidente di turno del Consiglio di sicurezza,
l'ambasciatore spagnolo presso le Nazioni Unite, dell'accettazione da
parte del Fronte Polisario dell'ultimo piano Baker, reso pubblico in
maggio, ha suscitato sorpresa e, tra i militanti della causa
saharawi, una certa apprensione.

Va ricordato in primo luogo che la discussione è ancora aperta in
seno al Consiglio, che dovrà prendere una decisione entro il 31
luglio, data di scadenza della Minurso.

Il Marocco si è detto contrario al nuovo piano Baker, che prevede la
costituzione di una Autorità del Sahara Occidentale e, al termine di
un periodo non superiore ai 5 anni, un referendum. Saranno ammessi a
votare anche i marocchini che risiedono nel territorio dal 1999, con
la certezza quindi dell'integrazione nel Marocco. A parte qualche
comprensibile perplessità sui meccanismi formali di applicazione, il
Marocco rifiuta il nuovo piano per poter mantenere una posizione
negoziale forte.

Il rappresentante del Fronte Polisario all'Onu si è espresso in modo
diverso dal presidente del Consiglio di sicurezza. Ahmed Boukhari ha
affermato che il Fronte "senza abbandonare il Piano di pace del 1991,
è disposto a contribuire all'esame della via proposta da Baker al
fine di raggiungere l'inevitabile obiettivo dell'autodeterminazione
del popolo saharawi". Ciò significa che il Polisario è pronto a
negoziare, ad impegnarsi in una fase transitoria, ma non rinuncia al
referendum, del quale peraltro respinge implicitamente la
composizione del corpo elettorale.

La decisione del Polisario muove da due esigenze. La prima dalla
necessità, chiaramente indicata nel comunicato del Fronte, di
rispondere alle pressioni della Spagna e dell'Algeria. La seconda
dall'urgenza, manifestatasi nel dibattito in corso tra i saharawi ed
anche nell'analisi che da tempo gran parte degli amici del popolo
saharawi andava facendo, di uscire dall'immobilismo in cui il Marocco
aveva volutamente posto il Piano di pace. La giusta reiterazione dei
principi, gli stessi ancora oggi ribaditi dal Polisario, non poteva
più coesistere con la mancanza di iniziativa. Il Fronte ha finalmente
giocato d'anticipo rispetto al Marocco, ma la partita è tutta da
giocare.


Il Consiglio di sicurezza deve decidere se dare la possibilità alle
parti di negoziare, o imporre loro il piano Baker, senza modifiche.
L'aspetto più importante sarà non solo la base negoziale da cui
partire, ma l'obiettivo finale: se questo rimane l'autodeterminazione
del popolo saharawi, la fase transitoria dell'autonomia sarà aperta
ad una nuova e decisiva lotta politico-diplomatica, con tempi non
necessariamente certi, come l'esperienza insegna.

Ciò significa che gli amici e le amiche del popolo saharawi non solo
devono continuare a sostenere l'obiettivo della sua
autodeterminazione, ma devono contribuire a garantire la sua
esistenza attraverso l'aiuto materiale. Infatti è in atto anche il
tentativo di condizionare le scelte del Polisario attraverso il
ricatto dell'aiuto umanitario. Non solo non è il momento di
abbandonare un impegno che dura da trent'anni, ma è necessario
raddoppiare la vigilanza.

Il Marocco non mancherà, attraverso i mezzi di pressione e di
corruzione ampiamente sperimentati, di manipolare la verità, e questo
non solo ai danni del popolo saharawi ma anche di quello marocchino.
Mentre la repressione nei territori occupati continua senza
interruzioni, in Marocco la violazione dei diritti umani si è fatta
ancora più terribile, a dispetto del bonus turistico che pesa
sull'immagine del paese e su quella del suo giovane re, come se ciò
fosse garanzia di libertà e buon governo.

Anche per questo tutti coloro che hanno a cuore la pace, il rispetto
dei diritti fondamentali, lo sviluppo nel Mediterraneo, hanno il
dovere di restare a fianco del popolo saharawi.




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