RELAZIONE SU CONSIGLIO CONGIUNTO MALAGROTTA

23/mar/2011 14.51.47 Consigliere del Municipio XV Contatta l'autore

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Invio di seguito, per opportuna conoscenza, l’atto presentato dal PDL per la questione discarica Malagrotta e che il centrosinistra - ahnoi! - ha bocciato nel Consiglio dl Municipio XV e XVI tenutosi ieri in seduta congiunta! Si tratta di un ordine del giorno firmato anche dal sottoscritto. Ancora una volta ha vinto una visione di parte, considerato che proprio il centrodestra ha invece votato FAVOREVOLMENTE anche l’atto presentato dal centrosinistra.

 

Sempre nella conclusione di questa mail troverete le proposte interessanti delle realtà che fanno parte dell’Osservatorio Partecipato della Valle Galeria.

 

VI ASPETTO SABATO 26 MARZO ALLE ORE 11 IN VIA DELLA PISANA 1111 AL CENTRO CONGRESSI SALESIANUM ALLA PRESENZA DEL SINDACO ALEMANNO.

 

Augusto SANTORI

 

 

 

ORDINE DEL GIORNO DEL PDL

 

PREMESSO

-          che il sito della discarica di Malagrotta è oggetto di un procedimento di bonifica attivato in data 25.03.2003 su segnalazione di Arpa Lazio ai sensi dell’allora vigente D.M. 471/99

-          che in data in data 29 aprile 2006 è entrato in vigore il D. Lgs. 152 /2006 che al Titolo V della parte IV disciplina la bonifica dei siti contaminati;

-          che il 12.11.2008 veniva sequestrato il gasificatore poiché non a norma con le procedure standard di sicurezza;

-          che in data 28.07.2009 a seguito di conferenza di servizi, si è unitamente concordato su necessità di attivare azioni, urgenti ed indifferibili, di Mise sulla falda acquifera;

-          che in data 12.11.2010 atteso che la GIOVI srl, ometteva di attivare leazioni ingenti ed indifferibili di messa in sicurezza del sito, il Sindaco di Roma emetteva ordinanza n. 255 avente ad oggetto “discarica di Malagrotta �“ azioni di misura urgenti a tutela dell’incolumità pubblica” con la quale obbligava la suddetta ad ottemperare alle prescrizioni ivi contenute;

-          che la GIOVI srlavverso tale ordinanza ricorreva al TAR Lazio, di fatto impedendo di attivare le prescrizioni di messa in sicurezza del sito;

-          che successivamente l’ Arpa con nota n. 0050653 dichiarava di aver rilevato valori che sforavano di oltre 30 volte sopra la norma di decine di sostanze come: ferro, nichel, manganese e benzene, evidenziando così un peggioramento rispetto gli ultimi rilevamenti eseguiti dallo stesso ente di controllo;

-          che con delibera n. 18 del 15.06.2010 il Municipio Roma XVI vista l’emergenza ambientale in atto, istituiva l’Osservatorio Ambientale permanente della Valle Galeria;

-          che la GIOVI srl anche verso questa delibera, riteneva di ricorrere al TAR

-          che la Regione Lazio con ordinanza n.     del 31.12.2010 si è vista costretta a concedere la proroga per ulteriori 6 mesi del conferimento dei rifiuti (tal qual) aumentando così la capacità di internamento della  discarica stessa;

 

CONSIDERATO

-          che la Comm.ne Europea ha aperto nei confronti dell’Italia una procedura di infrazione al trattato UE, poiché i rifiuti (tal qual) continuano ad essere interrati senza essere preventivamente trattati;

-          che la discarica di Malagrotta dopo numerose proroghe è da considerarsi realmente esaurita

-          che sono disponibili già dal 2006 su stanziamento della Regione Lazio, 12 milioni per il risanamento ambientale e la riqualificazione urbana della Valle Galeria;

 

VISTO

-          l’ordinanza sindacale del Comune di Roma n. 255 del 12.11.2010

-          l’ordinanza della Regione Lazio n.

-          il D. lgs 152/06

-          gli art. 14 e 54 comma 4 D. lgs 267/00

 

I Consigli dei Municipi Roma XV e XVI

Impegnano i Presidenti dei Municipi Roma XV e XVI

 

-           ad esprimere la ferma contrarietà, per i motivi sopra esposti, alla realizzazione di una nuova discarica nella Valle Galeria (Monti dell’ortaccio, Testa di cane, Massimina, Ponte Galeria ecc ecc);

-           a sollecitare il Presidente della Regione Lazio, alla scadenza della proroga concessa, ad emettere ordinanza di chiusura definitiva della discarica di Malagrotta, indicando con immediatezza un sito alternativo per la realizzazione;

-           a sollecitare al Sindaco di Roma l’utilizzo dei 3 milioni stanziati dalla Provincia per attivare il monitoraggio ed il controllo del suolo, dell’acqua e dell’aria, attraverso un apposita indagine epidemiologica su tutta l’area;

-           a rappresentare al Presidente della Regione  Lazio qualora l’indagine epidemiologica dia esito positivo, la necessità di attivare il procedimento di revoca definitiva delle autorizzazione alla COLARI srl per la messa in esercizio dell’impianto di smaltimento ed alla GIOVI srl per il conferimento in discarica dei rifiuti;

-           a sollecitare il Sindaco di Roma l’immediato utilizzo dello stanziamento per 12 milioni messi a disposizione dalla Regione Lazio, per la riqualificazione ambientale della Valle galeria;

-           a rappresentare al Sindaco di Roma qualora l’indagine epidemiologica dia esito positivo, di emanare un ordinanza di chiusura dell’impianto di gassificazione  a salvaguardia della salute pubblica e della tutela dell’ambiente;

-           a sollecitare al Sindaco di Roma ed il Prefetto di avviare le procedure per un piano di evacuazione preventiva degli abitanti in caso di pericolo imminente visto che l’aria è stata classificata ad alto rischio ambientale ( direttiva 96/82/CE “Seveso 2”);

-           a rappresentare alle cariche istituzionali competenti che il nuovo sito abbia una gestione pubblica;

 

 

 

 

LE PRIORITA’ AMBIENTALI SECONDO LE ASSOCIAZIONI E COMITATI DELL’OSSERVATORIO AMBIENTALE PARTECIPATO DELLA VALLE GALERIA

 

Premessa:

L’annoso problema di Malagrotta (fra i tanti altri) è quello di rispettare la legge italiana - (Dlgs n. 36 del 2003) e la Direttiva europea che l’ha ispirata (Direttiva-quadro sulle discariche 1999/31/CE). Questa legge recita testualmente all’Art. 7:  “I rifiuti possono essere collocati in discarica solo dopo trattamento”. Ma invece si viola sistematicamente la legge e si preferisce continuare in eterno a sversare nell’enorme invaso quantità gigantesche e barbariche di rifiuti tal quali, così come provengono dai cassonetti. L’inquinamento delle falde acquifere e delle acque superficiali nell’area di Malagrotta ha raggiunto ormai dimensioni imponenti e incontrollate, come certificato in maniera conclusiva e irrefutabile dall’ARPA. Un inquinamento che non può non essere messo in relazione ad una cattiva gestione della discarica, come più volte denunciato dai cittadini che hanno documentato sversamenti illegali del percolato nel Rio Galeria, diventato uno dei fiumi più inquinati d’Italia e la mancata ricopertura serale dei rifiuti; confermato dai diversi processi a carico dell’Amministratore unico; ribadito dall’Ordinanza del Sindaco di Roma del 12 novembre 2010, per ora sospesa per il ricorso al TAR fatto dal gestore della discarica e in attesa degli esiti della perizia disposta dal TAR.

Pur in presenza di numerosi e diversificati impianti industriali �“ dei quali è inutile rifare l’elenco �“ ancora manca un minimo sistema di rilevazione delle condizioni di inquinamento ambientale complessivo di aria e suolo nella Valle Galeria, mentre degli unici dati conosciuti relativi alle acque, sia di falda che di superficie, conosciamo invece l’estremamente negatività e pericolosità.

Paradossale che questa mancanza di controlli non derivi da una mancanza di fondi per effettuarli, ma semplicemente dal non utilizzo �“ voluto? �“ di fondi anche consistenti messi a disposizione per controlli e risanamento ambientale:

·         Tre milioni di € della Provincia di Roma, messi a disposizione del Comune per il monitoraggio di aria, acqua e suolo sono inutilizzati da 4 anni;

·         Dodici milioni di € della Regione per il risanamento e la riqualificazione delle aree e dei quartieri intorno a Malagrotta giacciono �“ se ancora disponibili �“ da 5 anni;

·         Altri quattro milioni e mezzo di € si sono resi disponibili (capitolo C12570 del Bilancio Regionale) per interventi straordinari di risanamento ambientale e riqualificazione urbana dell’area di Malagrotta dopo l’approvazione in Consiglio Regionale dell’OdG che dichiara Malagrotta area ad alto rischio di crisi ambientale.

In queste condizioni ambientali sicuramente pericolose per la salute umana, stride la mancanza di una conoscenza oggettiva di dati relativi sia alla mortalità, sia a patologie non mortali, o non immediatamente mortali, di cui possano essere oggetto gli abitanti e i lavoratori della Valle Galeria. Sappiamo dell’esistenza di un’indagine epidemiologica svolta tra il 1985 e il 2005 in un’area ristretta a 3 Km dalla concentrazione industriale i cui dati sarebbero “significativamente preoccupanti”; e sappiamo di un’indagine epidemiologica dello stato di salute dei cittadini esposti a processi di lavorazione dei rifiuti in atto da parte della Regione Lazio, della quale si conoscono solo alcune anticipazioni rispetto alla discarica di Roncigliano (Albano) che indicano in un 20% di aumento della mortalità femminile, cioè dei soggetti statisticamente esposti per più tempo agli effetti dell’inquinamento.

Al di là dei numerosi OdG e delle prese di posizione fatte da questi Municipi o da singoli rappresentanti degli stessi, è indiscutibile una scarsa trasparenza sia nei percorsi autorizzativi che nei controlli e verifiche di funzionamento degli impianti, affidandosi e fidandosi troppo di controlli e accertamenti autoreferenziali dei gestori stessi degli impianti.

 

 

A seguito di queste considerazioni avanziamo le seguenti richieste prioritarie:

1.      Chiusura definitiva e irrevocabile della discarica di Malagrotta e scelta progressiva,  ma decisa,  di un nuovo modello di gestione dei rifiuti sulla base dell’esempio concreto e operante di altre metropoli. La discarica deve finalmente e imperativamente essere chiusa in quanto esaurita e non più compatibile con un sito appropriato e ambientalmente accettabile per una discarica di rifiuti. Un risultato che può essere raggiunto con una netta inversione concettuale nella gestione dei rifiuti, che preveda misure per una decisa riduzione nella produzione dei rifiuti; estensione progressiva del Porta a Porta a tutta Roma secondo gli esempi che ci vengono da grandi metropoli come San Francisco; incentivazioni ad un’imprenditoria che sviluppi l’impiantistica a supporto della raccolta differenziata - senza un adeguato sviluppo della quale la differenziata stessa verrebbe inevitabilmente troncata e vanificata e, nell’immediato, si chiedono con urgenza chiarimenti definitivi in merito ai tempi di realizzazione del raddoppio dell’impianto di compostaggio di Maccarese, di cui “si parla” da almeno cinque anni. In merito all’estensione del porta a porta si ravvisa la necessità di procedere con effetto immediato all’estensione a tutte le località della Valle Galeria di questa modalità di raccolta dei rifiuti, che l’AMA ha introdotto a Massimina a titolo di progetto pilota due anni fa - e che ha avuto pieno successo.

2.       Messa in opera di una strumentazione efficace e credibile per i controlli ambientali in tempo reale relativamente al gassificatore e alle sue emissioni, alla megadiscarica, alla Raffineria di Roma, all’inceneritore dei rifiuti ospedalieri, alle cave, ai depositi di carburante e di gas, alla centrale elettrica, agli altri impianti concentrati a Malagrotta e, infine, al massiccio traffico veicolare di mezzi pesanti strettamente collegato a questa area industriale, già dichiarata a rischio di incidente rilevante (D.Lgs. 334/99, "Seveso II") ben prima della costruzione del gassificatore. E’ possibile in tal senso anche una collaborazione con istituzioni e centri di ricerca di rilievo nazionale come l’ ENEA e il CNR, che già hanno espresso interesse e attenzione per i problemi ambientali della Valle Galeria, nonché disponibilità a concorrere con l’ ARPA sul piano delle conoscenze e di una strumentazione scientifica avanzata e adeguata alla complessità delle fonti di inquinamento da monitorare. A questo scopo diventa indispensabile e non più differibile l’utilizzo dei 3 milioni di euro stanziati dalla Provincia nel 2007.

3.      Avviamento del piano di bonifica e risanamento dell’area, per il quale era stata stanziata una somma di 12 milioni di Euro già nel 2006 cui si aggiungono 4,5 milioni nel gennaio 2011. Priorità assoluta deve essere data all’opera di disinquinamento, anche con le risorse addizionali che saranno necessarie. L’area di Malagrotta ha pagato un prezzo altissimo per lo smaltimento dei rifiuti della capitale, accogliendo da 50 a 60 milioni di tonnellate di rifiuti romani dagli anni sessanta ad oggi, ed è quindi assolutamente giusto che le risorse necessarie per riparare il danno ambientale e sanitario che è stato inflitto al territorio vengano reperite a danno di chi ha inquinato e non della collettività che così pagherebbe due volte. Da escludere che vengano ulteriormente sperperati fondi in forme di una riduzione della tassa sui rifiuti �“ come purtroppo fatto in passato �“ che si concretizzano sostanzialmente in un obolo, indecoroso per chi lo propone e umiliante per chi lo riceve, prima di un effettivo risanamento ambientale, di una convincente e sicura rete di rilevazione dell’inquinamento complessivo, e di un’indagine epidemiologica particolareggiata su tutte le patologie degli abitanti e dei lavoratori della Valle Galeria.

4.      E’ indispensabile che le Istituzioni, le Agenzie ambientali, il N.O.E, la Polizia Provinciale e i Vigili Urbani - ciascun organismo per il settore specifico di competenza - esercitino un controllo e una sorveglianza ininterrotta, nell’arco delle 24 ore, al fine di assicurare, in maniera puntuale e non generica, il rispetto della legge a tutti i livelli normativi e regolamentari: in particolare, punendo immediatamente con sanzioni finanziarie rilevanti qualsiasi trasgressione accertata, sia nell’immediato, per quanto riguarda la ricopertura giornaliera totale dei rifiuti indifferenziati, con uno strato di terriccio di almeno 20 cm, sia, non appena gli impianti TMB saranno fatti funzionare a pieno regime, procedendo con immediata denuncia penale per l’eventuale immissione in discarica di rifiuti non trattati.

5.      Realizzare finalmente lo studio di sicurezza integrato dell’area vasta che il Comune di Roma aveva insistentemente richiesto alla Regione nel 2003 e poi di nuovo nel 2004, e ciò al fine di poter valutare, in una visione complessiva, i singoli impatti ambientali dei molteplici impianti industriali che insistono sull’area in uno spazio globale ristretto.

6.      Per quanto riguarda il gassificatore, per la costruzione del quale il Dipartimento Ambiente del Comune di Roma aveva espresso profonde perplessità con riferimento specifico al sito prescelto (tanto da richiedere l’effettuazione dello studio di sicurezza dell’area vasta), è assolutamente necessario e improcrastinabile che l’ARPA possa assicurare, con le risorse e gli ausili tecnici complementari di cui possa aver bisogno, il monitoraggio continuo delle emissioni dell’impianto di gassificazione e delle emissioni complessive dell’area. Ed è altrettanto necessario che tale monitoraggio sia accessibile al pubblico in tempo reale su un sito WEB dedicato.

7.      L’Osservatorio ambientale partecipato della Valle Galeria, il cui compito istituzionale è quello di favorire un confronto costruttivo di tutte le parti in gioco �“ comitati/associazioni, istituzioni, industrie - deve essere adeguatamente supportato dal Municipio Roma XVI che l’ha istituito, ad esempio tramite:

·         Facile accesso e agibilità di servizi e strutture

·         Esecuzione della  richiesta fatta a novembre 2010 di modificare il Regolamento per permettere la piena collaborazione con i dipartimenti di Epidemiologia e di Prevenzione della ASL, così come da loro richiesta

·         Accesso tempestivo ad informazioni utili all’attività dell’Osservatorio �“ attualmente nello specifico: i risultati dell’indagine epidemiologica svolta tra il 1985 e il 2005 in un’area ristretta a 3 Km dalla concentrazione industriale e anticipazioni sull’indagine in corso della Regione Lazio �“ .

·         Possibilità per tutti i cittadini di accedere ad informazioni sull’attività dell’Osservatorio tramite il sito del XVI Municipio e facilitazione di altri strumenti comunicativi di cui si manifestasse la necessità.

8.      Dato che l’area di Malagrotta è classificata come sito a rischio di incidente rilevante (Decreto Legislativo 334 del 17.8.1999 �“ Seveso II) e anche come area a rischio di crisi ambientale, soggetta a specifici vincoli di legge, che sono stati disattesi da sempre, occorre ora che la popolazione residente venga edotta dei rischi potenziali cui è esposta, e possa anche partecipare a piani di emergenza interni ed esterni ed al piano di evacuazione generale.

9.      Infine, sempre nella prospettiva e nelle more della chiusura della discarica e dei circa trenta anni di post-mortem, è necessario pensare ad un rifacimento o annullamento del piano di adeguamento (ex lege 36 del 2003) della discarica approvato dalla Regione Lazio nel passato 2005 e dimostratosi insufficiente dalle ultime analisi delle acque superficiali e sotterranee. Quest’attività sarà finanziata dalle risorse della Tari ed a spese del  gestore e non da finanziamenti ad hoc perché nella tariffa pagata dai cittadini, è inclusa la quota per l’adeguamento e per la gestione del post-mortem, e sarà affidata alla Regione Lazio che si avvarrà dei controlli da parte dell’Arpa Lazio con il   supporto del CNR IRSA e dell’Enea.

Roma, 21 marzo 2011

Comitato Malagrotta

Comitato Pisana 64

SPI CGIL-Roma Ovest

Reti di Pace 

C. di Q. Monteverde Vecchio Quattro Venti

Comitato Nuova Massimina

Associazione Culturale ViviMassimina

Comitato cittadini Via Fibonacci

Coordinamento Luoghi Comuni

Oasi LIPU di Castel di Guido

 

 

Dott. Augusto SANTORI

Consigliere del Municipio Roma XV

Alleanza Nazionale - Il Popolo della Libertà

 

Vice Presidente della Commissione Trasparenza, Controllo e Garanzia

Vice Presidente della Commissione Sport e Cultura

membro della Commissione Lavori Pubblici e Manutenzione Urbana

 

Sede Istituzionale �“ Consiglio del Municipio Roma XV

Via Mazzacurati, 73/75 �“ Roma

 

Ufficio (Circolo di Alleanza Nazionale �“ Popolo della Libertà Arvalia Portuense)

Via Dante De Blasi, 57 �“ Roma 00151

Tel./Fax 06.6534609

 

Cell. 347.8020091

augustosantori@virgilio.it

www.augustosantori.com

 

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