La situazione economica e le offerte di lavoro roma

28/set/2011 00.22.48 Aivan78 Contatta l'autore

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Nellambito di una congiuntura nazionale e internazionale sfavorevole, anche Roma vive gli effetti negativi della crisi economica. Secondo un recente rapporto annuale sulla situazione di Roma e provincia si registrano per il 2010 e linizio del 2011 dati negativi nellambito delloccupazione e della creazione della ricchezza. In particolare il tasso di disoccupazione cresce fino al 9,1% rispetto all8,4% del 2010. Diminuiscono le offerte di lavoro roma, e cresce la disoccupazione tra donne e giovani. Tuttavia in termini assoluti gli occupati nel 2010 sono cresciuti di 1075 unità rispetto al 2009, portando il tasso di occupazione al 61,3%, circa 5% in più rispetto alla media nazionale.

Tra i settori più promettenti il lavoro energia rinnovabile e tutto il comparto hi-tech

 Fra i settori che riescono a mantenere quote di mercato e che sembrano poter avere maggiore possibilità di crescita per uscire dalla crisi, con una contributo importante in termini di occupazione, ci sono le telecomunicazioni, lhi-tech, laerospaziale, il biomedicale ed il lavoro energia rinnovabile. Il settore prevalente però nel territorio cittadino e in tutta la provincia, a livello di valore aggiunto e di offerte di lavoro è dato dal terziario. In particolare sono il commercio, la pubblica amministrazione ed il turismo a contribuire per più del 70% alla formazione del reddito.

Dati positivi per il turismo

Il turismo nel 2011 presenta dati positivi (+9,46) a livello di nuovi arrivi rispetto al 2010. In particolare sono in aumento gli arrivi da Stati Uniti, Francia, Spagna, Messico, Brasile, Russia e Cina. Quindi ci sono tendenze positive che tuttavia non compensano a pieno gli aspetti negativi ed i settori in perdita sul fronte della domanda e dei consumi interni. Aumentano infatti anche le ore di cassa integrazione in modo netto rispetto al 2008 (+500%), e del 46% rispetto al 2010, in maniera superiore rispetto al dato nazionale (+19,3%). Aumenta per questo motivo la domanda di credito delle famiglie (+30%), diminuendo invece quella delle imprese (-2%).

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