MUN XV - Carabinieri alla ex scuola 8 marzo, occupata dai enza casa alla Magliana

Oggi, 14 settembre, alle 5 di mattina 100 carabinieri in assetto di guerra si sono presentati alla ex scuola 8 marzo, occupata da oltre 2 anni da 40 famiglie senza casa.

14/set/2009 12.53.10 Alessio Conti (L.Civica) Contatta l'autore

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di Alfredo Toppi e Alessio Conti, consiglieri di “Sinistra e Libertà” e “Lista Civica per Rutelli” del Municipio Roma XV, Massimiliano Ortu Vicepresidente del Consiglio, del Municipio Roma XVI di “Rifondazione Partito Comunista”, Marco Giustini e Vincenzo Guido consiglieri della “Lista Civica Amici di Beppe Grillo” e della “Lista Civica per Rutelli” del Municipio Roma XVI.

 

Oggi, 14 settembre, alle 5 di mattina 100 carabinieri in assetto di guerra si sono presentati alla ex scuola 8 marzo, occupata da oltre 2 anni da 40 famiglie senza casa. L’operazione, con enorme dispiegamento di forze, che ha bloccato il traffico e la circolazione nelle vie del quartiere fino alle ore 9, sembrava inizialmente avere i connotati di uno sgombero, verso il quale comunque gli occupanti erano organizzati per opporre una strenua, ma, pacifica resistenza.

 

Tra lo sbigottimento generale, degli occupanti e dei cittadini del quartiere, scesi in strada anche per manifestare la loro solidarietà, l’operazione si è rivelata con le caratteristiche di un’operazione anticrimine (?) e si è conclusa con il fermo di “pericolosi delinquenti”, accusati di occupazione illecita di stabile pubblico, di resistenza e di estorsione nei confronti delle altre famiglie residenti nello stabile, con l’aggravante di collusione mafiosa, contestata a 5 occupanti fermati e portati via.

 

Esprimiamo solidarietà alla lotta dei senza casa e manifesto stupore e sgomento per le modalità adottate per pervenire al fermo dei 5 occupanti, i quali, non essendo latitanti e non avendo nulla da nascondere, si sarebbero presentati spontaneamente, se convocati presso il comando dei Carabinieri.

 

Francesca, Gabriele, Simone, Sandro e Sandrone devono essere immediatamente rimessi in libertà, perché l’unica colpa che hanno è quella di essere lavoratori precari e non potersi permettere di acquistare una casa e solo per questo hanno occupato uno stabile abbandonato da 20 anni, insieme ad altre famiglie che vivono il dramma degli sfratti e della impossibilità di avere un alloggio popolare pur avendone i requisiti.

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