Sperimentare a Roma un nuovo modo di affrontare la prostituzione

09/set/2005 15.19.17 Associazione Radicali Roma Contatta l'autore

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Ancora una volta, in questo caso per “l'emergenza prostituzione”, la
politica sembra essere inadeguata a dare una risposta concreta a
problemi che possono essere governati con il buon senso, ed una minima
dose di coraggio, affrontando le difficoltà in modo laico, senza
pregiudizi, tentando nuove strade, quando altre soluzioni sono risultate
insoddisfacenti, se non deleterie.
Nonostante il gran parlare del fenomeno, non sembra che ad oggi in
agenda vi sia una seria e concreta proposta d’incontro finalizzata a
trovare una possibile, e momentanea, soluzione del problema in vista di
una modifica della legge. Sperimentare, in breve tempo e concretamente,
una nuova strada per il tempo necessario a valutarne i risultati e
decidere se proseguire o meno.
In questi anni si è assistito a vere e proprie forzature
nell’interpretazione della legge, alcuni di questi tentativi hanno
provocato innocenti vittime alla prima applicazione; sono state
richieste a gran voce schedature ed espulsioni di massa, senza far bene
i conti con le reali possibilità delle forze dell’ordine, già impegnate
in molteplici altri compiti; è stato chiesto di perseguire “quei
depravati” dei clienti che sfruttano le difficoltà delle donne. Numerose
sono le “geniali” ed estemporanee uscite di questo tipo.
Il fatto nuovo è che il prefetto di Roma, Achille Serra, già attaccato
per questo a maggio, e per nulla intimorito, ha nuovamente lanciato la
sua proposta di soluzione del problema, forse spiegandola meglio, in
vista di una modifica della legge che sembra non venire mai, nonostante
sia un impegno di molti dall’inizio della legislatura.
Questa volta sembrerebbe che la proposta Serra goda di maggior
attenzione, nonostante la chiusura di maggio.
La domanda da porsi in questi giorni è se risulta possibile conciliare
la proposta del prefetto di Roma, che parte da una soluzione che al
momento sembra di stampo proibizionista, con altre, soprattutto con la
proposta radicale, avanzata nuovamente in queste settimane da Emma
Bonino con intervista del 29 agosto su Il Messaggero. Da anni i radicali
propongono la legalizzazione della prostituzione mirata a governare la
situazione, perseguendo veramente e solamente chi sfrutta i minori, chi
impone la prostituzione con la violenza. Tutto questo in alternativa al
farsi travolgere dagli eventi e dai predicatori della punizione come
soluzione, soprattutto quando c’è di mezzo il peccato, ed il peccato è
legato al sesso.
Forse è possibile con le attuali leggi, in attesa di una nuova
legislazione in materia, sperimentare a Roma un nuovo modo di affrontare
questa perenne emergenza. Se solo si volesse seriamente affrontare la
situazione in modo laico, concedendosi il tempo della verifica. Un solo
anno di sperimentazione potrebbe bastare per valutarne gli effetti.
Proponiamo un incontro, tra coloro che possono prendere decisioni in
merito, che porti ad elaborare una proposta immediatamente applicabile
per governare il fenomeno nel miglior modo possibile, rispettando le
scelte e la libertà degli individui, in attesa, finalmente, di una legge
radicale.

Diego Sabatinelli (segretario dell'associazione Radicali Roma)

www.radicaliroma.com
mail@radicaliroma.com

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