Radicali Roma: incompatibilità, caso Gigli

amministratore che versa in una causa di incompatibilità non è libero di

15/set/2005 16.48.51 Associazione Radicali Roma Contatta l'autore

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L'on. Rodolfo Gigli (UDC) - che ricopre da più di novanta giorni i ruoli
di deputato e di consigliere regionale in palese violazione delle leggi
vigenti, costituzionali ed elettorali - ha ribadito ieri all’Unità che
sull'incompatibilità deciderà lui "quando lo riterrà più opportuno".


Roma, 15 settembre 2005

- Dichiarazione di Diego Sabatinelli e Alessandro Gerardi

L’on. Rodolfo Gigli evidentemente è stato informato male: il singolo
amministratore che versa in una causa di incompatibilità non è libero di
scegliere quando è giunto il momento di dimettersi, magari in base ad
una sua personale ed insindacabile valutazione di opportunità. La legge
infatti prescrive che la cessazione dalle funzioni - di deputato o di
consigliere regionale - deve aver luogo entro dieci giorni dalla data in
cui è venuta a concretizzarsi la causa di incompatibilità, il che nel
caso di Gigli voleva dire entro fine maggio. Siamo a settembre
inoltrato, invece, e Gigli continua ancora ad esercitare entrambi i
mandati, di deputato e di consigliere regionale, con evidente sprezzo
della legge e della Costituzione e per di più nella totale indifferenza
degli organi amministrativi deputati ai necessari controlli (Consiglio
Regionale e Prefetto). Stando così le cose, la speranza in un tempestivo
ripristino della legalità costituzionale violata può passare solo
attraverso l’azione popolare promossa dall’Associazione RadicaliRoma
grazie alla quale il giorno 21 ottobre 2005 si terrà l’udienza
collegiale volta appunto a far decadere l’ex esponente di Forza Italia
nel viterbese dalla carica di consigliere regionale.

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