ESENZIONE ICI PER GLI IMMOBILI DELLA CHIESA CATTOLICA: COME INTENDE FAR FRONTE IL COMUNE DI ROMA?

ESENZIONE ICI PER GLI IMMOBILI DELLA CHIESA CATTOLICA: COME INTENDE FAR FRONTE IL COMUNE DI ROMA?

29/set/2005 19.16.26 Associazione Radicali Roma Contatta l'autore

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Mentre il Governo si appresta a varare una finanziaria notevolmente
penalizzante per gli enti locali - si parla di tagli del 6,7% - è in
arrivo una vera e propria stangata per le casse dei Comuni. Ci riferiamo
alla norma contenuta nel D.L. 163, varato dal Governo il 17 agosto
scorso, approfittando del calo di attenzione ferragostano; in
particolare l’art. 6 prevede un ampliamento notevole dell’esenzione dal
pagamento dell’ICI per la Chiesa cattolica, esenzione limitata
attualmente dalla legge ai soli immobili destinati ad attività di
religione o di culto (per intenderci le Chiese) e da oggi estesa anche
agli immobili utilizzati per le attività di assistenza e beneficenza,
istruzione, educazione e cultura se connesse a finalità di religione o
di culto.
Quindi stop al pagamento dell’ICI dal 2006 per un notevole numero di
immobili: oratori, scuole cattoliche dalle rette salatissime, case di
cura, ospedali cattolici, case di accoglienza dei pellegrini non proprio
a buon mercato e così via.
Proprio in questi giorni il decreto è in discussione al Senato e la
Commissione Bilancio sta accertando - è stato chiesto espressamente al
Governo di fornire chiarimenti - il rispetto dell’art. 81 della Cost.,
che stabilisce che tutte le leggi che impongono nuove o maggiori spese
devono stabilire le risorse per farvi fronte, infatti non è indicato nel
decreto, ed esiste molta incertezza, sul “costo” per i Comuni e quindi
per i cittadini italiani di questo ennesimo “regalo” governativo alla
Chiesa.
Il danno economico per il Comune di Roma, se questa norma venisse
approvata sarebbe enorme, basti pensare al numero di immobili di
proprietà ecclesiastica utilizzati per le suddette attività, danno che
lieviterebbe in maniera esponenziale se dovessero arrivare richieste di
rimborso, qualora la norma contestata avesse anche efficacia
retroattiva, come pare essere.
L’Associazione Radicali Roma intende informare d’ora in avanti i
cittadini di quanto sta accadendo a loro insaputa, e chiedono al Sindaco
Veltroni come il Comune di Roma intenda far fronte a questa
notevolissima riduzione di entrate che necessariamente si tradurrà in
una diminuzione dei servizi per i cittadini e, se non peggio, in un
aumento della tassazione comunale a loro
carico.

Associazione Radicali Roma
www.radicaliroma.com

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