Amnistia: l’Associazione Radicali Roma ed i consiglieri regionali della ‘Rosa nel Pugno’ presentano una mozione alla Regione Lazio per la Marcia di Natale

MARCIA DI NATALE PER L'AMNISTIA, LA GIUSTIZIA, LA LIBERTÀ

15/dic/2005 05.23.57 Associazione Radicali Roma Contatta l'autore

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Roma, 15 dicembre 2005



Oggi, giovedì 15 dicembre, il capogruppo alla Regione Lazio della ‘Rosa
nel Pugno’, Rapisardo Antinucci in collaborazione con l’associazione
Radicali Roma ha presentato una mozione d’urgenza per far aderire il
consiglio regionale alla Marcia di Natale. Segue il testo della mozione.



www.radicaliroma.com



MOZIONE

MARCIA DI NATALE PER L'AMNISTIA, LA GIUSTIZIA, LA LIBERTÀ



IL CONSIGLIO della Regione Lazio

tenuto conto

- che i dati e le cifre ufficiali sulla giustizia tratteggiano
un sistema penale e giudiziario ormai agonizzante, incapace di far fronte
agli obblighi di legge, a snellire e completare le procedure avviate e
ottemperare alla funzione preposta dalle norme costituzionali con pesanti
ripercussioni sulla sua capacità deterrente, risocializzante e su quella
concretamente risarcitoria nei confronti delle vittime del reato;

- che tale crisi del sistema crea e ha creato di fatto una
situazione di illegalità e non rispondenza al dettato della costituzione
soprattutto negli ambiti più “sensibili” della vita civile del paese
quali le carceri, dove quotidianamente l’obbligo di ottemperanza alle
prescrizioni della legge, a causa di esigenze c.d. “emergenziali”, viene
puntualmente eluso;

- che, attualmente, i processi pendenti sono 8.942.932, di cui
5.580.000 penali e che tra la data del delitto e quella della sentenza la
durata media è di 35 mesi per il primo grado del processo e di 65 mesi
per il grado di appello;

- che sono ben 865.073 le persone che negli ultimi 4 anni hanno
beneficiato della prescrizione dei reati per i quali erano state
inquisite;

- che le prescrizioni da 66.556 nel 1996 sono passate a 221.880
nel 2004;

- che 60.000 sono le persone in carcere (massimo storico dal
dopoguerra), altre 50.000 sono in misura alternativa alla detenzione,
ulteriori 70-80.000, già condannate a pene inferiori ai tre anni (4 nei
casi di tossicodipendenza), sono in attesa delle decisioni del giudice
circa la possibilità di scontare la condanna in misura alternativa, per
un totale di 180-190.000 persone con una crescita esponenziale di sei
volte nel breve volgere di 15 anni;

- che gran parte della popolazione carceraria è composta da
tossicodipendenti, extracomunitari, persone “senza difesa” che andrebbero
curate e aiutate e che ben 22.000 sono i detenuti ancora in attesa di
sentenza definitiva;

- che il carcere sta vivendo la sua fase più drammatica con un
sovraffollamento che rasenta la catastrofe umanitaria e malattie, atti di
autolesionismo e suicidi in costante aumento;

- che la pretesa rieducativa del carcere è sempre più svilita
dall’abbandono degli intendimenti della “legge Gozzini” a favore di una
politica più tesa a privilegiare la penalità rispetto a forme concrete e
più risocializzanti di misure restrittive di tipo alternativo;

- che il sistema penitenziario, dal 20 Settembre 2005, è anche,
formalmente, fuorilegge.

rilevato:

- che la percentuale della recidiva è del 75% nei casi di detenuti che
scontano per intero la condanna in carcere, mentre si abbassa
drasticamente al 27% nel caso di tossicodipendenti condannati che
scontano la condanna, o una parte di essa, in affidamento ai servizi
sociali e al 12% nel caso di non tossicodipendenti affidati ai servizi
sociali;

- che per tutto questo investire sul recupero e sulla prevenzione è la
vera politica sulla sicurezza, posto che, tra l’altro, tenere una persona
in carcere costa 63.875 euro l’anno (in gran parte per la struttura),
mentre per il vitto di ogni recluso si spendono mediamente soli 1,58 euro
al giorno;

- che tenere un tossicodipendente in carcere (e sono almeno 18.000) costa
il quadruplo che assisterlo in una comunità o affidarlo ad un servizio
pubblico;

- che sono passati tre anni da quando il Parlamento tutto applaudì
ripetutamente e calorosamente Giovanni Paolo II nel mentre invocava una
riduzione delle pene;



considerando:

- che sono questi i numeri che trasformano la questione dell’amnistia e
dell’indulto da semplice provvedimento umanitario e razionalizzante, in
una risposta necessaria a quella che è divenuta una vera e propria
EMERGENZA SOCIALE, che riguarda la vita e le condizioni di milioni di
cittadini e di famiglie italiane;

- che non c’è altro strumento per affrontare i guasti strutturali del
sistema penitenziario che quello dell’amnistia e dell’indulto (di un
provvedimento cioè che consenta di ridurre di almeno 15.000 il numero
degli attuali detenuti);

- che questi due intrecciati provvedimenti legislativi sono la
precondizione volta a ridare concretezza e soprattutto equità
all’amministrazione della giustizia;



Invita il Consiglio della Regione Lazio di

-a partecipare alla manifestazione indetta a Roma per il 25 Dicembre 2005

-a promuovere iniziative di sostegno e collaborare a favore della
suddetta manifestazione

-a mettere a disposizione della manifestazione il gonfalone da far
sfilare durante il corteo

-a divulgare fini ed obiettivi di tale manifestazione affinché il maggior
numero possibile di cittadini ne venga a conoscenza


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