STALKING: I DATI DEI PRESUNTI AUTORI

COMUNICATO STAMPA 30 marzo 2012: SALA GONZAGA, via della Consolazione, 4 - ore 15:00/18:00 COMANDO GENERALE POLIZIA ROMA CAPITALE Stalking: denunciare produce insicurezza e paura nelle vittime che auspicano di contro un percorso per lo stalker!

Persone Fabrizio Santori, Fabrizio Santori
Luoghi Roma, Lazio
Organizzazioni Sicurezza Urbana, Associazione Italiana, ROMA CAPITALE
Argomenti diritto, criminalità, diritto penale, diritto pubblico e amministrativo

Allegati

30/mar/2012 19.09.36 Consigliere Comune di Roma - Presidente della Comm Contatta l'autore

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COMUNICATO STAMPA

 

30 marzo 2012: SALA GONZAGA, via della Consolazione, 4 – ore 15:00/18:00

COMANDO GENERALE POLIZIA ROMA CAPITALE

 

Stalking: denunciare produce insicurezza e paura nelle vittime che auspicano di contro un percorso per lo stalker!

 

 

“La prevenzione in tema di stalking è l’unica arma di difesa nella battaglia di diritto che vede imprigionate molte vittime nella morsa della paura e dell’insicurezza, aspetto che evidenzia una significativa resistenza a denunciare episodi di violenza.  Su un campione di 600 persone dai 18 ai 70 anni  solo il 65% degli intervistati denuncerebbe un caso di stalking, mentre tra coloro che optano per una non denuncia il 70% indica come motivazione la mancanza di sicurezza  e il 30% la paura di non essere creduto dalle forze dell’ordine”
– lo dichiara in una nota Fabrizio Santori, Presidente della Commissione sicurezza di Roma Capitale che ha preso parte alla presentazione del centro dei presunti autori di violenza e stalking creato dall’osservatorio nazionale sullo stalking, grazie ad un progetto finanziato dall’assessorato alle politiche sociali e della famiglia della Regione Lazio, sostenuto dalla Commissione Sicurezza di Roma Capitale, per l’ascolto, la consulenza e la risocializzazione individuale e di gruppo dei presunti autori di violenza e stalking.

 

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I DATI

I dati di una ricerca realizzata nella città di Roma su un campione di 600 persone dai 18 ai 70 anni (50% donne e 50% uomini) sono molto eloquenti rispetto alla resistenza delle presunte vittime di denunciare un episodio di staking: solo il 65% degli intervistati denuncerebbe un caso di stalking, mentre tra coloro che optano per una non denuncia, il 70% indica come motivazione la mancanza di sicurezza nel periodo successivo e il 30% ha persino paura di non essere creduto dalle forze dell’ordine. Il 95% chiede che sia istituito per i presunti autori (stalker) un percorso di risocializzazione dato che nel solo nel 60% dei casi le misure cautelari fermano la recidiva dei presunti autori (uno su tre dopo la denuncia continua a perseguitare la vittima).

L’ordinamento italiano ha accolto il reato di stalking tre anni fa, decretando - di fatto - un grande passo avanti del nostro paese in materia di diritti civili. All’entusiasmo e ai buoni propositi, tuttavia, non ha fatto seguito l’altrettanto sperata efficacia della legge 612-bis. Una legge che avrebbe dovuto tutelare ulteriormente tutte le persone vittime di una forma di violenza molto subdola ed in particolare le donne, ha decretato di fatto una sconfitta. Il trend in assoluto di donne uccise per mano di un familiare o un partner è in costante ascesa dal 2009 (nel 2011 sono state uccise 128 donne, dieci in più dello scorso anno). Una percentuale significativa di queste morti vede come “movente” gli atti persecutori anche a seguito denunce-querele o richiesta di misure cautelari.

Nei risultati di una ricerca realizzata dall’Associazione Italiana di Psicologia e Criminologia – Istituto di Ricerca Psico Sociale in collaborazione con il sindacato di polizia COISP – nella città di Roma a tre anni dall’approvazione dell’articolo 612 bis c.p (Atti persecutori) si riflette la realtà vissuta dalle vittime e i loro reali bisogni.

La ricerca, affidata dalla Commissione Sicurezza di Roma Capitale, conferma la necessità del progetto finanziato dall’Assessorato alle Politiche Sociali e della Famiglia della Regione Lazio che prevede uno sportello di ascolto e consulenza e percorsi di ri-socializzazione individuali e di gruppo per presunti autori di violenza e stalking nonché incontri di supervisione e formazione per gli operatori socio sanitari e della sicurezza. Tutti i servizi sono gratuiti.

I servizi del progetto, i dati completi della ricerca, il sito dedicato, il programma degli incontri di formazione e supervisione per operatori socio sanitari e della sicurezza, saranno presentati il 30 marzo 2012 dalle ore 15:00 alle ore 18:00 presso la sala Gonzaga del Comando Generale  di Polizia Roma Capitale, via della consolazione 4. Ad impreziosire questo appuntamento alcune testimonianze di stalker e dati aggiornati sullo stalking.

Da tanti anni l’Osservatorio Nazionale Stalking insiste sull’assoluta ed urgente necessità di LAVORARE CON I PRESUNTI AUTORI per diminuire l’incidenza di questo reato. Secondo le indagini dell’associazione, uno stalker su tre, dopo la denuncia (e talvolta dopo la condanna) continua imperterrito a perseguitare la vittima, spesso con una ferocia maggiore al periodo precedente; non di rado questa condotta sfocia in atti gravi, tra cui l’omicidio della perseguitata.

ECCO UNO DEI MOTIVI PER I QUALI LE VITTIME NON DENUNCIANO: POCA FIDUCIA NELLE ISTITUZIONI E SCARSA TUTELA DOPO LA DENUNCIA.      

In generale, le motivazioni che le vittime adducono per la mancata denuncia sono sostanzialmente di quattro tipi: la sfiducia verso le autorità (nessuna garanzia di sicurezza o protezione dopo la denuncia), la paura di peggiorare la situazione persecutoria, la difficoltà a far fronte alle spese legali in quanto il patrocinio gratuito non è previsto per tutti e il fatto di voler aiutare il presunto autore senza farlo condannare, dato nel 90% circa è un conoscente o un familiare.

Questo dato è importante ed è sufficiente a far emergere alcuni interrogativi, incentrati principalmente sull’inefficacia della coercizione, da sola, per far fronte ad una condotta criminosa che affonda le proprie radici in un disagio psicologico dello stalker, soggetto che spesso presenta gravi difficoltà ad elaborare l’abbandono della persona amata in relazione ad un’infanzia vissuta nel dramma della trascuratezza.

Se la legge prevedesse la possibilità per lo stalker di prendere parte ad un percorso di risocializzazione, l’altissima recidiva del reato potrebbe diminuire drasticamente.

Dal 2007 l’Osservatorio Nazionale Stalking ha istituito, proprio con questa finalità, il Centro Presunti Autori, che si pone l’obiettivo di recuperare gli stalker con percorsi di psicoterapia mirati ad una presa di coscienza del problema e all’elaborazione di dolorosi vissuti personali non superati con un supporto specializzato coordinato da esperti. Tutto gratuito, naturalmente. I persecutori risocializzati, ad oggi, sono 130: il 40% ha raggiunto un completo contenimento degli atti persecutori, nel 25% dei casi si è verificata una significativa diminuzione dell’attività vessatoria, della recidiva e la prevenzione degli agiti più gravi.

Contatti: Numero nazionale stalking: 0644246573 Mail: presuntiautori@stalking.it  Web: www.centropresuntiautori.it - www.stalking.it - www.osservatoriosicurezza.it - www.mediacrime.it
Twitter: stalkingitaly - Skype: stalking.it - Canale su YouTUBE: TubeAIPC

 

 

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Commissione Politiche per la Sicurezza Urbana

Roma Capitale

Largo Lamberto Loria, 3  00147  Roma

Tel 06.671072477  - Fax 06671072469

Iniziative ed indirizzi per il miglioramento della sicurezza degli appartenenti alla comunità cittadina

Monitoraggio della percezione della sicurezza cittadina

Interventi per favorire la collaborazione tra le forze dell'ordine che operano sul territorio cittadino

e gli uffici e le istituzioni comunali.

Presidente: On. Fabrizio Santori Cell. 3397360574

Sito internet: ***SANTORI al Comune, Rialzati ROMA !

Skype: Media.stampa

Fabrizio Santori è anche su Youtube , Twitter e Facebook

 

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