ALEMANNO E SANTORI SCRIVONO A SERRA

12/mar/2007 17.30.00 Consigliere del Municipio Roma XVI Contatta l'autore

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ROMA NOMADI: LETTERAAPERTA AL PREFETTO DI ROMA

 

SERVE LEGGENAZIONALE SU MODELLO TEDESCO


”Riteniamopreoccupante il fenomeno della migrazione dei nomadi da un quartiereall’altro della Capitale senza che sia approntato un reale piano dicontrollo e gestione non solo a carattere provinciale e regionale, masoprattutto affrontando la problematica a livello nazionale.”
Comincia così la lettera aperta inviata da Gianni Alemanno, presidente dellaFederazione romana di AN e Fabrizio Santori, dirigente romano di Alleanza Nazionale, al Prefettodi Roma Achille Serra in occasione dell’odierno Comitato perl’ordine e la sicurezza provinciale che vede all’ordine del giornoil tema dei campi nomadi.

“A questo punto - si legge nella lettera - auspichiamo che il problemavenga analizzato e affrontato a livello nazionale approvando una legge ad hoctenendo conto, in primis, dell’etimologia del termine nomadi, cittadinisenza fissa dimora, errabondi o camminatori, cioè destinati a viaggiare esostare un tempo limitato nelle città. Per questo è opportuno seguire gliesempi di altre grandi città europee, come ad esempio avviene in Germania, chepermette l’ingresso ad un numero minimamente contingentato di rom edesclusivamente in luoghi definiti, controllati e gestiti per il tempostrettamente necessario a consentire le ripartenze della comunità cheproseguirà il proprio cammino verso altre aree indicate dalla normativanazionale. Rimane dunque una sola priorità: investire nella sicurezza deicittadini piuttosto che nella falsa integrazione, ormai fallita, dopo decennidi errori e di sperpero di denaro pubblico”.

Roma 12 marzo 2007

 

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ALPREFETTO DI ROMA

 

 

Egregio Dott. Serra,

 

Le scriviamo poiché riteniamopreoccupante il fenomeno della migrazione dei nomadi da un quartiereall’altro della Capitale senza che ci sia un reale piano di controllo egestione non solo a carattere provinciale e regionale, ma soprattuttoaffrontando la problematica a livello nazionale. Dopo anni di abbandono delterritorio alle scorribande dei nomadi, i continui finanziamenti falliti per lascolarizzazione, una gestione dissennata dei fondi pubblici per finanziareassociazioni create ad hoc per la tutela dei nomadi e per la gestione dei campirom attrezzati crediamo sia venuto il momento di abbandonare quellasuperficialità, mirata ad una finta solidarietà condita da un sistema diprebende e lucri, che ha caratterizzato la politica delle giunteRutelli-Veltroni che si sono susseguite nel corso del tempo.  Per arrivareal punto vorremmo segnalarle tutto il nostro disappunto per come ci si accingead affrontare la questione nomadi a Roma che in questi giorni ha intrapreso unapiega incontrollata e inaspettata: il Sindaco di Roma e il Presidente dellaRegione si azzuffano arrancando in un terreno complesso e ormai incancrenito daanni di disattenzione e inefficacia delle azioni dell’amministrazione. Ilparadiso economico a favore delle comunità rom presenti sul territorio e la falsasolidarietà creata negli anni dalle amministrazioni comunali hanno attiratonella Capitale un numero incontrollato di nomadi, anche e soprattutto inprevisione dell’ingresso nell’Unione Europea della Romania, che orarisultano testimoni di un palleggiamento tra le istituzioni comunali eregionali a spese della sicurezza e della tranquillità della cittadinanza checontinua a subire i peggiori risultati di una azione scellerata e attendistache si risolverà, ne siamo certi, in una bolla di sapone. Ora la situazionerischia di esplodere nell’immediato come una bomba ad orologeria e nonpossiamo esimerci dal chiedere un suo immediato intervento come tutore supremodell’ordine pubblico.

Non possiamo inoltre accogliere leproposte di un piano regionale di solidarietà così come richiesto da Veltronima allo stesso tempo non accettiamo che migliaia di nomadi (Lei conosceperfettamente il fenomeno dell’incremento  indiscriminato di nomadiche ha subito Roma,  una nostra generica stima calcola che ci siano almeno20.000 presenze nei nostri quartieri ormai assediati dalla popolazione rom)possano girovagare nella città di Roma senza avere un controllo né una gestionepuntuale da parte delle Istituzioni. E’ emblematico il caso di VillaTroili dove alcuni abitanti del campo si sono mossi spontaneamente, lasciandole strutture a loro adibite, forse trovando dimora in qualche area pocodistante senza che in questo modo si possa risolvere un annoso problema per ilquadrante interessante.

Ci permetta inoltre di segnalarle cheil malumore e il disappunto è palese e comprensibile anche tra i numerosiagenti della Polizia di Stato che in questi anni hanno lavorato con grandefatica soffrendo la cattiva gestione del problema rom spesso sottovalutatodalla dirigenza delle forze dell’ordine.

 

A questo punto auspichiamo che ilproblema venga analizzato e affrontato a livello nazionale approvando una leggead hoc tenendo conto, in primis, dell’etimologia del termine nomadi,cittadini senza fissa dimora, errabondi o camminatori, cioè destinati aviaggiare e sostare un tempo limitato nelle città. Per questo è opportunoseguire gli esempi di altre grandi città europee, come ad esempio avviene inGermania, che permette l’ingresso ad un numero minimamente contingentatodi rom ed esclusivamente in luoghi definiti, controllati e gestiti per il tempostrettamente necessario a consentire le ripartenze della comunità cheproseguirà il proprio cammino verso altre aree indicate dalla normativanazionale. Rimane dunque una sola priorità: investire nella sicurezza deicittadini piuttosto che nella falsa integrazione, ormai fallita, dopo decennidi errori e di sperpero di denaro pubblico.

Solo in questo modo si possonorecuperare quei caratteri culturali e artistici che hanno contraddistinto,decenni fa, il popolo nomade senza dimenticare il recupero degli antichimestieri, proprio tutto questo è stato il pretesto delle passate giunte perpermettere l’invasione delle genti rom senza realmente consentire aglizingari di sviluppare quelle qualità che si inserirebbero pacificamente nelcontesto cittadino e sociale dei nostri quartieri ma anzi tollerando azionicriminali, accattonaggio e degrado che hanno stravolto la serenità dellecomunità italiane colpite dalla devastazione e dalle continue aggressioni, anchemorali.

 

In questo momento di confusione eannaspamento delle Istituzioni, Le chiediamo di intervenire in  manieraprioritaria  prendendo per mano questa delicatissima fase e non lasciandola classe politica a discutere mentre migliaia di nomadi hanno già cominciato aposizionarsi all’interno di nuove e incontrollate aree della Capitale.

 

 

                                                                                    In Fede

 

 

                                                                           Gianni Alemanno

                                                               Presidente federazione romana di AN

 

 

 

                                                                              Fabrizio Santori

                                                        Presidente Gruppo AN Municipio Roma XVI

                                                             Dirigente romano di Alleanza Nazionale

 

Roma 12 marzo 2007

 

 

 

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