‘Ndrangheta. Il Presidente Foroni: «Per il Lodigiano massimo contrasto e lotta alla criminalità»

26/mar/2011 12.12.45 Lodinotizie.it Contatta l'autore

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Lodinotizie.it - “Condivido pienamente la posizione espressa dal Procuratore di Reggio Calabria Giuseppe Pignatone col il suo intervento su la ’ndrangheta”. Così esordisce il Presidente della Provincia di Lodi Pietro Foroni commentando l’appello sul Corriere della Sera a firma Giuseppe Pignatone. “Proprio oggi –spiega Foroni -  dalle pagine del Corriere delle Sera,  il Capo della Procura della Repubblica di Reggio Calabria, Giuseppe Pignatone ha voluto porre l’attenzione sul fatto che, negli ultimi anni, una parte del territorio del Paese ha subito un cono d’ombra che ha nascosto la criminalità organizzata calabrese a un’opinione pubblica impegnata in altre emergenze, quali terrorismo e tangentopoli.”

“L’attuale Governo - prosegue il Presidente Foroni – si è contraddistinto nella lotta alla criminalità organizzata infliggendo durissimi colpi proprio a organizzazioni come ‘ndrangheta e mafia, grazie all’impegno profuso e alla determinazione messa in campo dal Ministro Roberto Maroni. Gli straordinari risultati ottenuti, sono stati possibili grazie alla guida ferma e decisa del capo del Viminale e alla sua politica dei fatti. In meno di 18 mesi di Governo, sono stati arrestati 29 dei 30 latitanti più pericolosi, eseguiti oltre 6.500 arresti, sequestrati 25 mila beni per un valore di oltre 18 miliardi di euro e tolti ai clan beni mobili e immobili per un valore di oltre 10 miliardi. Risultati straordinari mai raggiunti prima e giustamente riconosciuti anche da chi si batte da sempre in prima linea nella lotta e nel contrasto alla mafia, come il Procuratore della Repubblica aggiunto presso la Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria Nicola Gratteri che, con lucidità e verità d’analisi, ha dato atto che confrontando i 18 mesi dell’ultimo governo Prodi con il governo Berlusconi, l’attuale esecutivo ha fatto molto di più. Ha abolito il patteggiamento in appello che riduceva pene esemplari con pene esigue e ridicole di 6/7 anni, ha finalmente legiferato in materia di confisca, permettendo la confisca di beni anche ai figli di condannati o indagati per rati di mafia che li ereditavano dai padri, ha reso ancora più dure le misure detentive  inasprendo l’art 41-bis”.

“Per quanto riguarda il lodigiano – conclude Foroni – intendo fare luce fino in fondo e proseguire nella ferma politica di massimo contrasto e lotta ad ogni forma d’organizzazione criminale. Mi sono già attivato per garantire la massima trasparenza, passata, presente e futura su ogni elemento di potenziale interesse. Oltre alla commissione antimafia, stiamo approntando protocolli con le associazioni di categoria imprenditoriali atte a fare in modo d’imporre condizioni di trasparenza per appalti e sconfiggere definitivamente o impedire qualsiasi potenziale infiltrazione di stampo mafioso. E’ mia intenzione adottare un vero e forte cambiamento di rotta delle passate politiche territoriali sinora impiegate, per fare in modo che ogni centimetro della nostra Provincia sia nella piena legalità dei soli lodigiani e di tutti i cittadini”.

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