Rifiuti e mafia nel Lodigiano, sequestrati beni per 22 milioni

LODINOTIZIE • La gestione dei rifiuti in diversi comuni del Nord Italia, in particolare in Lombardia e in Liguria, sarebbe stata nelle mani di Cosa Nostra.

29/apr/2011 14.56.04 Lodinotizie.it Contatta l'autore

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LODINOTIZIE • La gestione dei rifiuti in diversi comuni del Nord Italia, in particolare in Lombardia e in Liguria, sarebbe stata nelle mani di Cosa Nostra. È questa la convinzione degli investigatori che ieri hanno sequestrato Italia 90, una società a responsabilità limitata con sede legale a Palermo e sede operativa a Ospedaletto Lodigiano, sostanzialmente riconducibile a Luigi Abbate, detto Gino’u mitra, esponente di spicco della cosca mafiosa di Porta Nuova a Palermo. Nella sede di Ospedaletto oltre al capannone sono stati sequestrati una quarantina di automezi. A Palermo invece il sequestro ha riguardato altri beni sia mobili che immobili. L’ammontare del valore sarebbe di circa 22 milioni di euro.

La Srl, che gestisce l’attività di raccolta, trasformazione e smaltimento di rifiuti solidi urbani, rifiuti speciali, scarti industriali, spazzamento di strade e smaltimento di rifiuti cimiteriali, si era aggiudicata oltre 40 gare d’appalto in molti Comuni dell’Italia settentrionale, sopratutto nelle provincie di Lodi e Cremona e anche in Emilia Romagna. Gli investigatori hanno individuato numerosi rapporti bancari intestati alla societa e usati per movimentare ingenti flussi di denaro non giustificati dall’esigua redditività dell’attività imprenditoriale svolta.

La società, formalmente intestata ai coniugi Maria Abbate e Claudio Demma, la prima in qualità di procuratrice il secondo in qualità di socio unico, si sarebbe aggiudicato le gare d’appalto con violenze e intimidazioni nei confronti delle imprese concorrenti e minacce anche nei confronti di funzionari delle stazioni appaltanti, che venivano indotti a svelare informazioni coperte dal segreto d’Ufficio. Oltre a Italia 90 la polizia ha sequestrato un’altra società riconducibile ad Abbate di recente costituzione, la Ecoitalia Ambiente s.r.l., con sede a Palermo, sempre destinata all’attività di riciclaggio, trasformazione e smaltimento di rifiuti solidi urbani.

L’indagine patrimoniale che ha poi portato al sequestro dei beni è scaturita in seguito ad una segnalazione effettuata nel 2009 da parte del Comune di Zelo Buon Persico.

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