Intervista • Sicurezza nel Lodigiano. Parola a Vincenzo Grimaldi

Oggi anche per i livelli di elevata mobilità delle persone si può dire che nessun territorio può dirsi esente dal rischio concreto che si possano determinare nel proprio territorio anche fenomeni gravi.

10/mag/2011 16.03.01 Lodinotizie.it Contatta l'autore

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Lodi: inaugurata la sede Siulp il segretario,Vincenzo Grimaldi, una lunga esperienza in polizia, in special modo alla cura e spalla di personalitˆ importanti passate per il lodigiano con le autoritˆ lodigiane e i vertici siulp regionali e nazionali

LODINOTIZIE • In merito alla questione della sicurezza e della microcriminalità, che sembra in aumento nel nostro territorio, abbiamo voluto sapere il parere del segretario provinciale del SIULP (il maggiore sindacato di Polizia), Vincenzo Grimaldi (in foto). Dando per risapute le problematiche che affliggono le forze di polizia a livello nazionale, in questa intervista in esclusiva per “Lodinotizie”, si è parlato particolarmente della situazione del Lodigiano e di Lodi città. Chi volesse intervenire nell’argomento con testimonianze, idee o pareri, può farlo lasciando il suo commento a fondo intervista. Ecco l’esponente del SIULP nelle sue dichiarazioni:

• Com’è la situazione della Sicurezza nel Lodigiano?

Per quanto concerne lo stato della sicurezza, ormai nessun territorio italiano può definirsi in assoluto “isola felice”  anche se occorre rilevare che certamente la realtà lodigiana non è neppure da paragonare ad altre zone del Paese in cui i fenomeni di criminalità organizzata e di criminalità diffusa sono anche quantitativamente molto più diffusi e con livelli di allarme più elevati. Questo ci deve indurre a non abbassare la guardia e a lavorare per evitare che il livello di diffusione di fenomeni criminali possa aumentare anche nella nostra provincia.

• Come si è evoluta negli ultimi anni la criminalità (e microcriminalità) in questo territorio?

Negli ultimi anni si è evidenziata una diffusione capillare di fenomeni criminosi che prima sembravano interessare solo le aree metropolitane. Oggi anche per i livelli di elevata mobilità delle persone si può dire che nessun territorio può dirsi esente dal rischio concreto che si possano determinare nel proprio territorio anche fenomeni gravi. Spesso non si tratta di fenomeni strutturati nel  lodigiano ma che possono concretamente verificarsi nel nostro territorio. Penso a fenomeni delle rapine in villa alle rapine in istituti di credito, perpetrati da  criminali in trasferta e provenienti da altri territori, anche molto distanti dal nostro, penso a fenomeni allarmanti ditruffa in danno di anziani o di furti in abitazione.

• Fra la gente è forte anche la percezione della microcriminalità, di una sensazione di insicurezza. E’ un sentimento che trova fondamenti?

L’insicurezza spesso non è direttamente proporzionale all’andamento dei fenomeni criminali. Abbiamo casi in cui il dato statistico di alcune fattispecie di reati si è ridotto eppure magari accresce progressivamente il senso d’insicurezza dei cittadini. L’insicurezza e la paura sono fenomeni irrazionali, emotivi che colpiscono le persone e che devono essere tenuti in grande considerazione anche se i fattori che la determinano sono molti e non tutti strettamente connessi alla diffusione di fenomeni criminali.  A volte anche un solo episodio criminoso che, magari non rileva come dato statistico ma che genera molto allarme sociale può contribuire ad aumentare la paura e spesso anche a vanificare gli sforzi che le forze dell’ordine fanno per contenere e contrastare i reati. In questo senso il ruolo della stampa è fondamentale. Infatti fermo restando il dovere di cronaca, un titolo, un articolo o la citazione di particolari riguardanti un evento di cronaca possono fungere da potente detonatore in ordine alla comune percezione del senso d’insicurezza.

• Esiste una “ricetta” per tornare a poter vivere sereni?

Io credo che tutto sommato nella nostra realtà lodigiana complessivamente le condizioni di vita anche con riguardo all’andamento della criminalità possa dirsi ancora non allarmante e ci siano condizioni di vita serena anche se, come dicevo, non dobbiamo mai abbassare la guardia e pensare che la situazione non possa mai degenerare per questo bisogna lottare con ogni mezzo per evitare il verificarsi che la situazione degeneri. Tuttavia ritengo anche che una delle cause dell’insicurezza risieda anche nell’attenuazione dello stretto vincolo di comunità che ha contraddistinto il nostro Paese e la vita sociale nei nostri comuni lontani dalle aree metropolitane, dove le persone si conoscevano tutte e si riconoscevano e questo, di per sé, produceva maggiore sicurezza sociale. Oggi la comunità di un luogo, di un paese è in fase di profondo cambiamento e quindi perché si sedimenti e produca un nuovo modello di comunità basato su parametri e relazioni sociali diverse rispetto a quelli  vissuti dalle persone che hanno un’età adulta, c’è bisogno di tempo e di un salto generazionale. Più la comunità si riconosce e si identifica e più questa condizione produce il sentimento di maggior sicurezza che, come dicevo, spesso non è direttamente connesso ad una maggior sicurezza reale. Stiamo parlando del senso d’insicurezza. Per la sicurezza reale c’è bisogno che s’investa e si continui a lavorare per contrastare concretamente con la prevenzione, il controllo del territorio e l’investigazione i vari fenomeni criminali. Oggi ci troviamo di mezzo a questa fase di cambiamento e ne subiamo tutti gli effetti, positivi e negativi.  L’assestamento di alcuni fenomeni  sociali richiedono tempo e non  ci sono scorciatoie .

• L’Assessorato alla Sicurezza del Comune sta in qualche modo aiutando le forze dell’ordine?

Penso che il modello di sicurezza partecipata ove vari soggetti istituzionali siano essi espressione dello Stato o delle Amministrazioni locali collaborino efficacemente tra di loro, possa essere la risposta migliore sul terreno della lotta alla criminalità ed al senso d’insicurezza delle persone. Naturalmente questo deve avvenire nel rispetto di ruoli, funzioni e responsabilità reciproche sulla scorta di ciò che le norme di questo paese prevedono. Ogni fuga in avanti o il tentativo d’invadere cambi che riguardano altre figure istituzionali a ciò preposte rischia di produrre confusione, conflitti e di essere inefficace rispetto alle attese dei cittadini. Il ruolo delle Amministrazioni locali è molto importante e ci sono ambiti di possibile effettiva compartecipazione per creare una rete d’interventi che insieme producano maggior sicurezza. Anche il terreno delle politiche di sostegno agli appartenenti alle forze dell’ordine in varie forme e verso diversi profili che riguardano le competenze delle amministrazioni locali in modo da favorire l’insediamento  in un determinato territorio, la permanenza e l’integrazione nel contesto sociale in cui si opera è una condizione molto importante ed una politica gestionale da perseguire con forza e tempestività. In questo senso ci auguriamo che l’Assessore anche per i suoi trascorsi professionali possa cogliere questi aspetti che conosce bene e tradurli in azioni concrete che gli appartenenti alle forze dell’ordine, come cittadini che vivono ed operano in un determinato territorio si attendono anche per giudicare l’efficacia della gestione amministrativa dell’ente locale.

• Il Comune sta spendendo un milione di euro per installare una ventina di telecamere di sicurezza in città. Servono davvero? Chi visiona i filmati, ovvero esiste una “sala di controllo” e del personale che se ne occupi?

Sicuramente il controllo del territorio, in qualunque forma possa avvenire, ivi compreso quello delle video riprese può tornare sempre utile specie per i riflessi che può avere per supportare l’attività investigativa. Tale forma di controllo produce certamente anche riflessi sul versante preventivo e può costituire un deterrente per i malintenzionati. Non so se nella valutazione costi benefici sia la forma d’investimento più efficace o se, a parità di spesa, vi siano ambiti d’intervento, forse meno visibili e spendibili nei confronti dell’opinione pubblica ma probabilmente più efficaci.

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