LA SIFO: IL FARMACISTA DI REPARTO AFFIANCHERÀ IL MEDICO

LA SIFO: IL FARMACISTA DI REPARTO AFFIANCHERÀ IL MEDICO .

Persone Marco Venturini, Laura Fabrizio
Luoghi Roma, Torino, Padova, Ancona, Bari, Taormina
Organizzazioni Associazione Italiana di Oncologia Medica, Ministero della Sanità
Argomenti medicina, ospedale

12/ott/2011 11.09.39 Francy Antonioli Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.

Roma, 12 ottobre 2011 – Fornire consigli sulla gestione della terapia farmacologica, informazioni sull’effetto dei farmaci e spiegare al paziente come proseguire il trattamento a casa dopo la dimissione. Sono alcuni dei compiti del farmacista di dipartimento, la figura professionale che, affiancando il medico in corsia, porta significativi vantaggi sia ai pazienti - in termini di sicurezza e di maggiore consapevolezza delle cure cui si sottopongono - sia al Servizio Sanitario Nazionale in termini di risparmio, grazie a un uso più efficiente delle risorse. I dati emergono dal progetto pilota, avviato nel marzo 2010 e terminato nel giugno di quest’anno dal Ministero della Salute che ne ha affidato la conduzione alla SIFO (Società Italiana di Farmacia Ospedaliera e dei Servizi Farmaceutici delle Aziende Sanitarie). La sperimentazione condotta in 5 ospedali (Torino, Padova, Ancona, Bari, Taormina) ha evidenziato una riduzione nella necessità di scorte di farmaci in reparto fino all’88% grazie all’uso razionale dei medicinali. Il Progetto ha portato alla stesura di un manuale teorico-pratico (“Il farmacista di dipartimento quale strumento per la prevenzione degli errori in terapia e l’implementazione delle politiche di Governo clinico in ambito oncologico”), presentato oggi al Dicastero della Salute. “L’obiettivo – spiega la dott.ssa Laura Fabrizio, presidente SIFO - è stato quello di produrre un modello di riferimento per avviare l’introduzione del farmacista di dipartimento in tutte le aziende sanitarie italiane. Si tratta di un’innovazione assoluta nel campo della salute, che contribuisce significativamente alla sicurezza dei pazienti. In particolare può concorrere a prevenire gli errori in terapia e a minimizzarne gli esiti, intervenendo in ognuna delle fasi che caratterizzano il percorso del farmaco in ospedale: prescrizione, preparazione, trascrizione, distribuzione, somministrazione e monitoraggio. La presenza di un farmacista, anche durante le visite in reparto, riduce drasticamente gli eventi avversi con un notevole risparmio sui costi sanitari e una diminuzione della durata delle degenze”. Nel Progetto ministeriale sono stati coinvolti in particolare i Dipartimenti di Oncologia ed Ematologia, in cui vengono utilizzati trattamenti ad alto costo, che richiedono monitoraggio intensivo. Questi farmaci devono essere monitorati secondo procedure rigorose, possono presentare reazioni avverse anche di notevole entità e sono sottoposti a rigide norme di sicurezza sia per i pazienti che per gli operatori. “L’introduzione della figura del farmacista all’interno del dipartimento oncologico – sottolinea il prof. Marco Venturini, presidente eletto dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) - è di primaria importanza. Lavora in corsia a stretto contatto con il medico e permette una gestione più oculata del farmaco, abbattendo del 30% le possibilità di errori, come gli scambi delle medicine tra un paziente e l’altro. Dati sorprendenti ma reali, che si basano su risultati già registrati in alcuni ospedali italiani”.

blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl