PILLOLA CONTRACCETTIVA: IL 98% DELLE DONNE NON SA COME AGISCE

PILLOLA CONTRACCETTIVA: IL 98% DELLE DONNE NON SA COME AGISCE.

Persone Andreas Fibig, Francesco Primiero
Luoghi Roma, Europa, Germania, Svezia, Francia, Romania, Berlino, Regno Unito, Berlino, Bayer
Organizzazioni Università La Sapienza, FDA
Argomenti medicina, farmacologia, anatomia

27/gen/2012 10.47.55 Francy Antonioli Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.

Berlino, 27 gennaio 2012 – Solo il 2% delle donne in Europa sa come funziona la pillola anticoncezionale: mezzo secolo di vita e 100 milioni di utilizzatrici non bastano a dissipare i dubbi in fatto di contraccezione. Una ricerca condotta in Germania, Francia, Gran Bretagna, Svezia e Romania, da poco pubblicata sulla rivista Contraception, svela che, a prescindere dal livello culturale, la consapevolezza è davvero scarsa. E tre intervistate su 4 vorrebbero ricevere maggiori informazioni. “Questi dati spiegano chiaramente come mai resistano tuttora tanti pregiudizi e luoghi comuni su questo metodo – spiega il prof. Francesco Primiero dell’ Università di Roma “La Sapienza”, protagonista di un meeting internazionale di approfondimento che si tiene oggi a Berlino -. Il timore più diffuso è che la pillola possa essere dannosa per la salute, mentre numerose evidenze scientifiche indicano l’esatto contrario. In particolare, un recente aggiornamento dei dati relativi alla mortalità tra le oltre 46.000 donne seguite per poco meno di 40 anni in un importante studio britannico ha dimostrato come, nel lungo termine, quelle che hanno fatto uso di contraccettivi orali vivano più a lungo. Ma la pillola migliora anche la qualità di vita: le formulazioni più recenti sono state infatti sviluppate per offrire benefici aggiuntivi in termini di benessere, risolvendo alcuni disturbi femminili molto diffusi”. Fra i più frequenti, ci sono le mestruazioni abbondanti che provocano anemia e, nel 28% dei casi problemi di concentrazione e affaticabilità, la sintomatologia premestruale e l’acne, in particolare nelle adolescenti in cui può causare pesanti ripercussioni psicologiche e sulla capacità di relazione. “I progestinici di ultima generazione, come il drospirenone, rispondono meglio a queste esigenze, con un profilo rischi/benefici a favore dei benefici, aspetto condiviso anche dai comitati riuniti dall’FDA a dicembre 2011”, aggiunge il prof. Primiero. “Nell’immediato futuro la ricerca si concentrerà non solo su molecole innovative ma anche sulle migliori combinazioni e sul periodo di somministrazione – afferma il dr. Andreas Fibig CEO di Bayer, azienda leader nel campo della contraccezione -. Per ridurre il più possibile le fluttuazioni ormonali recentemente sono state introdotte formulazioni a 24 giorni (più 4 compresse placebo) o a 26 (più 2 placebo) ma la nuova frontiera sarà l’assunzione continua con un regime flessibile, che permetterà alla donna di gestire il timing  della “pseudo-mestruazione”. “La pillola rappresenta da sempre molto più di un anticoncezionale: possiede una valenza culturale, ha di fatto segnato il definitivo compimento del processo di emancipazione femminile – afferma il dr. Phil Smits, Sr Vice-President, Women’s Healthcare di Bayer -. Non solo migliora la gestione della vita sessuale e riproduttiva ma alcuni studi hanno dimostrato che riduce l’incidenza di tumori come ad esempio quello alle ovaie o all’endometrio.

blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl