ARRIVA IL PACE-MAKER PER INDURRE LA SAZIETÀ NEGLI OBESI

ARRIVA IL PACE-MAKER PER INDURRE LA SAZIETÀ NEGLI OBESI.

Persone Franco Bifulco
Luoghi Roma, Italia, Europa, Viterbo, Civita Castellana, Abano Terme
Organizzazioni IntraPace, Comunità Europea, Unione Europea
Argomenti medicina, anatomia, chirurgia, cardiologia, farmacologia, ospedale

11/apr/2012 09.21.10 Francy Antonioli Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.

Roma, 10 aprile 2012 - Centosessanta pazienti reclutati in Europa, cinquanta in Italia, e l’Ospedale di Civita Castellana  di Viterbo, diretto dal dott. Franco Bifulco, è uno dei quattro Centri in Italia prescelti per lo studio europeo sul pace-maker gastrico applicato ai pazienti obesi. Ma che cos’è questo dispositivo? É un sistema intelligente per cercare di far perdere peso ottenendo risultati simili a quelli indotti da altri interventi di chirurgia bariatrica, ma con ulteriore minore invasività, minor rischio di complicanze e ridotta necessità di modificare il proprio stile di vita alimentare. La nuova tecnologia, che si chiama Abiliti, verrà presentata nel corso del congresso SICOB (Società Italiana di Chirurgia dell’Obesità) che si terrà ad Abano Terme dal 18 al 20 aprile. Messo a punto dalla ditta IntraPace (ha ricevuto il marchio CE nell’Unione Europea), Abiliti consiste in uno stimolatore, basato su un principio di funzionamento simile ai pace-maker cardiaci, che invia impulsi elettrici allo stomaco del paziente in determinate fasce orarie, inducendo così senso di sazietà. Lo studio, della durata di 2 anni, è randomizzato, nel senso che i partecipanti sono stati assegnati in modo casuale a ricevere il trattamento sperimentale o il trattamento di controllo, in questo caso il bendaggio gastrico. Si tratta di pazienti obesi con indice di massa corporea (rapporto fra peso e altezza) compreso fra 35 e 50, affetti da disordine alimentare, ossia abitudine a mangiare fuori dai pasti, da destinare, con rapporto 2=1, rispettivamente all’impianto e al tradizionale bendaggio gastrico. Per condurre questo studio sono stati scelti, in Italia, quattro Centri di comprovata esperienza nel trattamento dell'obesità e nella chirurgia per questa malattia. La tecnica chirurgica, come per la chirurgia bariatrica classica, è laparoscopica, ma l’impianto del  dispositivo non comporta alcun bisogno di modificare parti anatomiche, come avviene invece per il bendaggio gastrico o il bypass gastrico, che comportano l’uno la restrizione della via digestiva, l’altro la restrizione associata ad una modifica della via di transito del cibo nell'intestino. Inoltre, entrambe le procedure impongono comunque limitazioni allo stile di vita dei pazienti e hanno significativi effetti collaterali, con tassi di complicanze che lasciano molti in attesa di un’alternativa migliore. Il dispositivo, invece, una volta impiantato e attivato, rileva quando una persona consuma cibo o bevande e invia semplicemente una serie di impulsi elettrici allo stomaco, che inducono la necessità di ingerire quantità di cibo ridotte per la presenza di una sensazione di pienezza. La stimolazione ad alta frequenza della parete dello stomaco aumenta infatti il senso di sazietà che già di per sé una persona avverte quando assume cibo o liquidi. L’effetto finale è quindi di ridurre il volume di sostanze esterne ingerite. L’unico impegno da parte dei pazienti portatori di pacemaker gastrico è di rispettare l’orario di assunzione dei pasti, dal momento che lo stimolatore invia segnali al di fuori delle fasi prandiali. Si tratta ovviamente di una stimolazione gastrica personalizzata su ciascun paziente e il sistema contiene rivelatori destinati a tenere traccia del consumo energetico e dell’attività fisica effettuata, monitorizzando quindi i progressi di un paziente verso l’obiettivo della  perdita di peso. I pazienti interessati all’arruolamento possono mettersi in contatto con l’Ospedale di Civita Castellana. Abitudini alimentari scorrette, unite a stili di vita sempre più sedentari, stanno provocando la cosiddetta “epidemia di obesità”. Nel 2005 l’Oms-Organizzazione mondiale della sanità aveva calcolato in circa 1,6 miliardi gli adulti sovrappeso e almeno in 400 milioni gli obesi. Entro il 2015 si stima che ben 2,3 miliardi di persone saranno in sovrappeso e 700 milioni saranno obesi. E il segmento in più rapida crescita è quello degli individui patologicamente obesi. Naturalmente queste categorie, sia le persone in sovrappeso sia gli obesi, sono a maggior rischio per alcune delle principali cause di morte prematura, fra cui il diabete di tipo 2 (il 90% delle persone che soffrono di questa patologia è in sovrappeso), la malattia coronarica (l’obesità è ampiamente riconosciuta come un fattore di rischio per malattia coronarica, la principale causa di morte nel mondo), l’ictus (un recente studio ha rilevato che l’obesità, in uomini di mezza età, può aumentare notevolmente il rischio di ictus), il cancro (recenti studi dimostrano che l’obesità aumenta il rischio di tumori alla mammella, all’utero, al colon, al rene e all’esofago). Essere obesi comporta inoltre costi notevoli per i sistemi sanitari di tutto il mondo. Oltre alla chirurgia, che ad oggi è l’opzione terapeutica più efficace per il trattamento dell’obesità patologica, pur con le variabili già elencate, esistono i piani dietetici uniti ad attività fisica, ma non garantiscono risultati duraturi nel tempo. Le terapie farmacologiche, invece, spesso inducono effetti collaterali indesiderati e devono essere interrotte. In questo senso il pacemaker gastrico può rappresentare, per i pazienti obesi che devono necessariamente dimagrire, un buon compromesso fra minore invasività e maggior beneficio possibile.

blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl