UE: 1100 milioni a favore della competitività delle piccole e medie imprese del Nord Ovest.

27/gen/2014 10.58.36 Scanderebech Contatta l'autore

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“Il Nord Ovest locomotiva dell’Italia ma anche dell’Europa”

 

 Dichiara l’On. Scanderebech: “a partire dall’anno in corso, il Piemonte, la Lombardia e la Liguria potranno beneficiare del nuovo FESR ( Fondo Europeo di Sviluppo Regionale dell’Unione Europea), che dovrebbe ammontare, per il periodo 2014-2020 e come quota pubblica complessiva, per il Piemonte a circa 400 milioni di euro,  per la Lombardia a circa 532 milioni di euro e per la Liguria a circa 168 milioni di euro.

Oggi, tra i 10 paesi più innovativi del mondo 6 sono europei, la Germania, la Finlandia, la Svezia, l’Austria, la Danimarca e la Francia. Non c’è l’Italia. Per questo le nostre aziende, per essere competitive, devono vincere la battaglia quotidiana non solo contro concorrenti globali, sempre più agguerriti e competitivi, ma anche e soprattutto contro le debolezze strutturali e burocratiche del sistema Italia, nonché combattere contro la difficoltà di accesso al credito, contro il prezzo dell'energia nonché contro troppo stringenti vincoli ambientali”.

 

“A tal fine, ritengo, continua Scanderebech, che deve essere favorita l’introduzione di nuovi modelli di attività che consentano al sistema produttivo del Nord Ovest di fare fronte ai principali fattori che ne hanno determinato il progressivo declino come l’insufficiente internazionalizzazione delle imprese e le loro ridotte dimensioni che ne limitano l’accesso al credito e le capacità competitive.

Il nostro distretto industriale, di contro, deve mettere a punto una linea di intervento con funzioni esplicitamente anticicliche, che sia in grado di ridare stimolo agli investimenti del sistema produttivo, in particolare ridando centralità alla manifattura, nonché investendo nelle imprese del settore agricolo, vitivinicolo ed alimentare, in modo da vincere la battaglia della sicurezza alimentare e della produzione di cibo sano e sostenibile”.

 

 “Per questo, la quota significativa messa  a disposizione  dai  fondi strutturali 2014-2020 dovrà costituire una delle principali fonti finanziarie di una rinnovata politica industriale basata sul manifatturiero e sulla promozione del Made in Italy, con lo scopo di valorizzare sinergicamente settori importanti come il commercio, l’artigianato locale, il turismo, i servizi, i beni culturali e l’agroindustria, al fine di favorire il progressivo spostamento delle imprese verso produzioni più efficienti ed in grado di valorizzare i punti di forza del tessuto produttivo”, conclude Scanderebech.

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