Meritocrazia per valorizzare chi milita sul territorio e più impegno sui comuni problemi della gente. Riflessioni del Vice Coordinatore Provinciale Vicario Pdl Domenico Damascelli

31/lug/2012 13.15.01 Domenico Damascelli Contatta l'autore

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Meritocrazia per valorizzare chi milita sul territorio e più impegno sui comuni problemi della gente

 

Riflessioni del Vice Coordinatore Provinciale Vicario Domenico Damascelli a margine della'Assemblea del Pdl di Terra di Bari "Dalla condivisione delle idee le scelte per il Pdl"


Un'affollata assemblea della classe dirigente del Pdl di Terra di Bari il 30 luglio è la dimostrazione del fatto che il partito è più che mai vivo, conta su una forza non indifferente e la sua gente ha una grande voglia di
partecipazione.

Nonostante sia un momento non facile per chi sia appassionato di politica, e ancor meno facile per chi milita in un partito, c'è tanta gente che sul territorio è attiva, ci crede e si sacrifica perché trascura la sua vita privata; perché cerca di mantenere aperta una sede, sostenendo faticosamente le spese; perché è lì, ad ascoltare i cittadini ora adirati per l'aumento della pressione fiscale montiana, ora scoraggiati da una crisi che ancora è presente nella nostra quotidianità.

Militanti, insomma, sempre pronti alle chiamate alle armi, sempre disponibili a qualsiasi battaglia, che nelle loro realtà locali combattono quotidianamente per un solo fine: difendere i valori e gli ideali di un simbolo in cui si riconoscono e per cui fanno tante rinunce, mossi soltanto dalla passione per la politica e animati dall'entusiasmo per la massima espressione dell'impegno civico.

E quando questa gente lo fa disinteressatamente, onoratamente e onestamente, i vertici di un partito hanno il dovere di riservare loro la massima attenzione, il reale coinvolgimento nelle scelte e la concreta condivisione nelle iniziative da intraprendere.

Invece di inseguire inutili giustificazioni, quando un risultato elettorale non è soddisfacente, è meglio fare un bagno di umiltà per comprendere le ragioni di una sconfitta e ripartire all'insegna di un nuovo e vigoroso
impegno.
È importante, però, che chi milita sia considerato.

Le liste del Pdl, ad ogni livello, devono essere rappresentate da cittadini pugliesi, onesti, con provate capacità e che stiano a contatto con la gente a differenza di chi preferisce rifugiarsi nella comoda nicchia d'un Palazzo.

E, poi, non si può frequentare già l'università senza aver prima svolto un percorso fatto anche di altri gradi di istruzione inferiore.

Questo andrebbe cambiato, basta con il qualunquismo di una sterile formattazione generazionale, perché chi merita ed è bravo lo è a 20 e a 60 anni, chi, invece, fa politica per affare e tornaconto personale, lo fa sia a 20 sia a 60 anni. Valorizziamo la nostra gioventù, ma quella in gamba, che non fa mancare mai il suo prezioso apporto organizzativo, di idee e di contenuti.

Quanto all'antipolitica e alla crisi dei partiti, penso che sia il frutto di una non oculata gestione della cosa pubblica, che, in un periodo di grandi difficoltà per tutti, ha portato gli elettori, giustamente, a stancarsi.

La gente ha ragione. Bisogna tagliare tante spese che oggi non sono più concepibili e rappresentano uno spreco, ma ciò non vuol dire che i movimenti stellati siano un punto di riferimento per i cittadini.

Tali movimenti sono alba e tramonto di un solo giorno, perché non hanno alcun ideale a cui ci si possa ispirare, ma, se non cambia nella mentalità della politica il modo di intendere la cosa pubblica, continueranno a riscuotere successo.

Una nuova legge elettorale è indispensabile per restituire alla gente il diritto di scegliere chi dovrà rappresentarla nelle istituzioni, ma non illudiamoci che ciò possa far crescere il consenso elettorale.

Il partito deve occuparsi di trovare soluzioni ai comuni problemi della gente: dell'artigiano, dell'agricoltore, del commerciante, di chi inizia a lavorare all'alba e termina al tramonto senza sapere per quanto tempo riuscirà a mantenere in vita la sua piccola attività lavorativa, di quei dipendenti che non sono certi di poter sperare in un futuro sereno, di quei giovani che rimandano il loro matrimonio per via di sopraggiunte difficoltà economiche, dei piccoli e degli anziani che rappresentano le fasce deboli della società.

Nel Pdl ci vuole fermezza, occorre spazzar via le nubi dell'incertezza e puntare dritto su un progetto nato un anno fa, che ci vede protagonisti nelle elezioni primarie per la scelta dei candidati, che eviti fughe in avanti o ritorni al passato, che sappia coinvolgere adeguatamente e dignitosamente tutte le sue realtà culturali e vada avanti con una classe dirigente scelta dalla gente soltanto in base alla meritocrazia, alle effettive capacità, alla preparazione e alla condotta etica e morale di ognuno.

Bari, 30 luglio 2012                                                                                                         Domenico Damascelli

                                   Vice Coordinatore Provinciale Vicario Pdl Bari

 
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