La scuola si sta attrezzando per il dialogo interculturale

14/feb/2008 20.10.00 ViviMartina.it Contatta l'autore

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La scuola si sta attrezzando per ildialogo interculturale

Un convegno perspiegare il progetto indirizzato agli studenti

MARTINA - Periniziativa della dirigente del II Circolo didattico dott.ssa MariaRosa Blonda, in collaborazione con la sede CRIT del III Circolodidattico, nei giorni scorsi nella Salaconsiliare del Palazzo Ducale è stato presentato un convegno daltitolo “Oltrel’etnocentrismo: la scuola ed il dialogo interculturale”.

Tale giornata distudio si è rivelata utilissima per tutti gli operatori scolastici eculturali non solo poiché ha consentito di approfondire attualissimetematiche multi/interculturali ma anche perché ha dato il via ad uncorposo progetto integrato di educazione interculturale che sistrutturerà lungo un periodo di due mesi, coinvolgendo tutte le scuoledel territorio. Il sindaco dott. Franco Palazzo ha detto chetale iniziativa mira a porre in evidenza come l’ambiente scolastico siaquello più idoneo per formare nei giovani una cultura costituita didialogo, comprensione, accoglienza e pace.

Una cultura che sirivela molto utile per garantire una serena convivenza tra popoli ecombattere ogni metastasi sociale dovuta a chiusure spirituali,prevenzioni, violenza, egocentrismo, bullismo, ecc.
L’assessore alla Cultura Leonardo Carrieriha sottolineato che il governo deve convincersi che la forma diinvestimento migliore è costituita proprio dal miglioramento delSistema-Scuola poiché essa è un’autentica fucina di formazione di unNuovo Umanesimo grazie a cui i ragazzi vengono guidati (al di là d’ogniparziale legge umana) a non dimenticare le proprie radicisocioculturali ed a rispettare e difendere Valori etici che sonofondanti per la nostra “umanità” . Non è sufficiente infatti“convivere” ma dar ai più giovani gli strumenti idonei a costruire unasocietà più umana”.

La dott.ssa MariaRosa Blonda ha detto che ogni corretta comunicazione interculturalesi fonda “su di una forte identità” esulla consapevolezza che proprio grazie ad essa “sia possibile incontrare gli altri attraversoil dialogo e l’empatia”.Occorre rendere la comunità “educante” e perciò pronta a intuire di farparte di un’unica “comunità di destino europea e planetaria” che semprepiù richiederà l’integrazione e non la sovrapposizione forzata diculture. Per tali motivi ci si avvarrà di “mediatori” che renderannopiù agevole tale non facile lavorare “insieme”. Tra l’altro il progettointegrato d’educazione interculturale diretto a genitori-operatori equindi la “Palestra” della ComunitàEducante di Martina Francapresceglierà la via del dialogo costruttivo; si terrà lontano da ogniforma di sia pure velata “tolleranza” e si avvarrà per il basilare efondante apporto contenutistico, etodologico e scientifico, dellapreziosa consulenza d’un valido “allenatore” il dott. AlbertoFornasari,da molti anni impegnato in ricerche a livello nazionale imperniate sutali tematiche in quanto egli è esperto in comunicazione e processimulti/interculturali del Dipartimento di Scienze Pedagogiche eDidattiche dell’Università di Bari.

Esso si scandirà indiversi momenti: formazione, aggiornamento per guidare a costruirebuone pratiche interculturali. Un laboratorio intitolato “Cinema ed Identità: educazione interculturalee narrazione cinematografica”,destinato alla Comunità educante per approfondire le tematiche dellaconvivenza tra diverse culture. Un terzo momento si terrà direttamentenelle classi che vorranno partecipare a tale progetto. Il prof. AlbertoFornasari ha detto che la realizzazione di un ”laboratoriointerculturale strutturato su un percorso filmico” costituisce unmomento formativo molto importante per l’educazione alla differenza edal pensiero plurale, proponendosi come validissima “pratica didatticainterculturale”; come possibilità di conoscere le modalitànarrative presenti in altre culture ed i differenti modi in cui vengonoorganizzati segni e simboli di esse.

L’esperienza dellavisione, poiché sollecita i processi di immedesimazione e di proiezionedello spettatore, diviene momento privilegiato per il decentramentocognitivo ed emotivo. Assistendo ad un film “lofacciamo con tutto il nostro essere e la nostra storia” econsentiamo alla nostra “enciclopediamentale ed alle nostre esperienze di riorganizzarsi e ridefinirsi”.Sperimentiamo la capacità di entrare in altri punti di vista per poitornare nei propri arricchiti da nuove conoscenze ed emozioni. Da ciòintuiamo anche la nocività delle interruzioni pubblicitarie per ilcorretto flusso delle “emozioni” ed “integrazioni” concettuali e lavalidità del suggerimento di Fornasari di ricorrere alla pratica delCineforum “per educare correttamente allediversità grazie al Cinema”.

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