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Il Programma del Festival della Valle D'Itria

24/05/2008 20:10 ViviMartina.it

Il Programma del Festival della Valle D'Itria

Festival della Valle d'Itria 200834°FESTIVAL DELLA VALLE D’ITRIA
Martina Franca, 17 luglio - 6 agosto 2008


OPERE
Tre prime rappresentazioni in tempi moderni
IL RE PASTORE
DON BUCEFALO
PELAGIO


CONCERTI
IL RE PASTOREDI MOZART E IL MONDO CAMPESTRE DEL '700
CANZONI E ARIE D'OPERA
PUCCINI E DINTORNI
MERCADANTE E I SUOI ILLUSTRI RIVALI

MUSICA SACRA
MESSA DI GLORIA

La34° edizione del Festival della Valle D’Itria dipanerà il suocartellone dal 17 luglio al 6 agosto 2008 seguendo un percorso tuttoitaliano nell’affascinante storia del melodramma fra ‘700 e ‘800.

Il ricco programmavedrà le nuove produzioni di tre opere liriche e cinque concerti, dicui uno di musica sacra, oltre che a Martina Franca anche in altrecittà pugliesi quali Noci, Bitonto, Barletta e San Marco in Lamis.

Fra gli autoriprotagonisti di questa edizione due tra i maggiori compositori nati inPuglia, Piccinni e Mercadante, dei quali verranno presentate alpubblico due opere serie, il Re Pastore, in prima esecuzione assolutain tempi moderni e Pelagio, prima rappresentazione in forma scenica intempi moderni.

Accanto alle due operedi genere serio una fra le più travolgenti opere buffe di metàOttocento, Don Bucefalo, che è anche una satira sul teatro in musica,scritta da un compositore settentrionale, Antonio Cagnoni, pococonosciuto nel panorama musicale di oggi, pur essendo stato noto efecondo al suo tempo e per questo degno di particolare attenzione dalFestival, che conferma la sua vocazione di autentico laboratorio diidee, di formazione di nuovi talenti musicali e che dedica particolareattenzione alla riscoperta e rivalutazione di opere ingiustamentetrascurate.
La parte concertistica di questa edizione verrà dedicata, in misuraimportante, a Giacomo Puccini, di cui si celebra il 150° anniversariodalla nascita. Di Puccini, il Festival proporrà un concerto vocale,Canzoni e arie d'opera, comprendente brani di raro ascolto dellaproduzione di uno dei musicisti più eseguiti al mondo, un concertosinfonico dal titolo Puccini e dintorni e, a chiusura del Festival, neltradizionale appuntamento con la musica sacra, la giovanile Messa diGloria.

Inoltre il Festivalsuggerisce, in sede concertistica, un ascolto parallelo a quellodell’opera di apertura, Il Re Pastore, proponendo una serata incentratasull’omonimo titolo mozartiano.
Infine, in questa edizione che vede la inedita proposta di Pelagio,l’ultima opera composta da Mercadante, non può mancare un appuntamentoche mette a confronto Mercadante e i suoi illustri rivali, con arietratte da Caritea Regina di Spagna, Il Giuramento, I due illustririvali, Il Bravo, I Normanni a Parigi, per quanto riguarda Mercadante emusicisti suoi contemporanei quali, fra gli altri, Gaspare Spontini.

le opereliriche

IL RE PASTORE
dramma per musica in tre atti
libretto di Pietro Metastasio
musica di Niccolò Piccinni
prima rappresentazione: Firenze, Teatro la Pergola, 1760
edizione critica a cura di Bernardo Ticci
prima esecuzione assoluta in tempi moderni

Niccolò Piccinni (Bari 1728 - Passy 1800), barese di nascita,napoletano per istruzione, francese di adozione, è uno fra i maggioricontributi offerti dalla terra di Puglia alla storia dell’opera, nonsolo italiana, nel diciottesimo secolo.
Molteplici i lavori realizzati da Piccinni, molti dei qualiappartenenti al repertorio dell’opera buffa, ma non meno importantisono quelli con soggetti seri, molti dei cui libretti appartengono allapenna del poeta Pietro Metastasio. Fra questi una particolareattenzione merita Il Re pastore, un melodramma, composto nel 1751 etratto dalla favola pastorale Aminta di Torquato Tasso.
Il primo debutto dell’opera picciniana risale al 10 agosto 1760 aFirenze nel Teatro la Pergola, ma la rappresentazione di cui abbiamomaggiori notizie è quella realizzata qualche anno dopo, precisamente il30 maggio 1765, nel Regio Teatro San Carlo di Napoli.
Questa rappresentazione è rimasta nella storia per la presenza, nelruolo di Aminta, del famoso contraltista Aprile, gloria musicale dellaMartina Franca settecentesca accanto a protagoniste quali la Girelli eCaterina Gabrielli, volti e voci notissime in quel periodo.
Nell’opera vengono celebrate le virtù e la saggezza dei regnanti, o dicoloro che sono di sangue reale, come il Re pastore Aminta (parteassegnata ai sopranisti). “Ignoto anche a se stesso”, Aminta è inrealtà Abdolonimo, legittimo erede del regno di Sidone, usurpato daStratone. Chi conosce la vera identità di Aminta chiede aiuto adAlessandro il Macedone, che sconfigge Stratone e pone sul tronol’ignaro erede. Ma, con eccesso di zelo, Alessandro vuole anchegarantirsi una pacificazione generale dando in moglie adAminta-Abdolonimo la principessa Tamiri, figlia del vinto Stratone. Nonsapendo che Aminta è fin dall’infanzia legato ad Elisa, e che Tamiri, asua volta ama, ricambiata nel sentimento, il nobile Agenore (colui cheaveva indotto Alessandro a intervenire a Sidone). Ovviamente ilmaldestro progetto di Alessandro serve a creare nel cuore di Aminta edi Agenore il consueto, stereotipato conflitto dovere – amore, e aingarbugliare un poco un’azione altrimenti quasi del tutto inesistente;ma alla fine non può mancare il logico ritorno delle coppie alladisposizione iniziale, con il trionfo di virtù e amore congiunti.
L’edizione rappresentata sarà pubblicata in CD.
Di Niccolò Piccinni il Festival ha rappresentato nel 1990 Cecchinaossia La buona figliuola, nel 1996 L’Americano, nel 2000 Roland –Premio Abbiati per la migliore iniziativa musicale.

direttore: Giovanni Battista Rigon
regia: Alessio Pizzech
scene e costumi: Guido Fiorato
Elisa Maria Laura Martorana
Alessandro Nicola Amodio
Aminta Massimiliano Arizzi
Agenore Razek François Bitar
Tamiri Daniela Diomede
Orchestra Internazionale d’Italia
Martina Franca, Palazzo Ducale, 17 e 19 luglio 2008, ore 21

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DON BUCEFALO
melodramma giocoso in tre atti
libretto di Calisto Bassi
musica di Antonio Cagnoni
prima rappresentazione: Milano, Conservatorio, 1847
edizione critica a cura di Anders Wiklund
editore Casa Ricordi, Milano
prima esecuzione assoluta in tempi moderni

Intorno alla metà dell’ottocento il genere buffo conobbe unaparticolare fortuna ed in questo periodo, fra una moltitudine dioperisti minori italiani, Antonio Cagnoni (Godiasco, Pavia 1828 –Bergamo 1896) raggiunse in età giovanile una grande notorietà grazie auno spartito proprio di genere giocoso, Don Bucefalo, grazie al qualela sua vena espressiva toccò l’apice. Il Don Bucefalo, parafrasatodalle Cantatrici villane di Valentino Fioravanti, si inserisce nelricco filone dei soggetti legati alla satira sul teatro in musica. Quila goffa figura del protagonista, un maestro di cappella borioso espietato, gli consente una moltitudine di gags musicali, non nuove, maestremamente divertenti, soprattutto se affidate ad un buoncantante/attore. Nella prima rappresentazione, eseguita alConservatorio di Milano il 28 giugno 1847, il ruolo vennemagnificamente ricoperto da Zucchini, e divenne il cavallo di battagliadel celebre ‘basso buffo’ Alessandro Bottero, che presentò l’opera aParigi, al Théâtre Italien, il 9 novembre 1865. Nell’opera abbondanoinventiva melodica e divertenti trovate; Cagnoni sfrutta con oculatezzale formule del genere buffo (bassi ciarlieri, tenori e soprani lirici,cavatine in due movimenti senza il ‘tempo di mezzo’, ricorso alrecitativo secco e ai dialoghi in dialetto napoletano), ricorre spessoai ‘parlanti’ e a una scrittura strumentale sorprendentemente densa.Tra le pagine più riuscite dell’opera (che fu ripresa con successo aMilano al Teatro Re nel 1847, alla Scala nel ’48 e al Carcano nel ’49,fino a un’esecuzione americana nel 1867 di cui dà notizia il New YorkTimes dell’epoca) spiccano il quartetto "Io dirò se nel gestire",l’aria "Ah! figliuol; date mente" (Don Bucefalo), il concertato "Chi miha tolto, poveretta" (finale del secondo atto) e la gustosissima scenadella prova d’orchestra "Trai, trai, trai, larà larà" (Don Bucefalo).
Don Bucefalo ode cantare alcune contadine di Frascati e ne rimanecolpito; offre loro lezioni di canto, lusingandole con promesse digloria. Giannetta, Agata e Rosa abboccano; quest’ultima si consoladella presunta vedovanza con il conte di Belprato e con il vecchio DonMarco. Ma Carlino torna inaspettatamente e apprende di quegli intrighiamorosi. La vicenda si snoda quindi tra i battibecchi delle contadine,che si contendono il ruolo di ‘prima donna’, le peripezie dei loroamanti e le velleità artistiche di Bucefalo; il culmine giunge nelterzo atto, allorché il maestro di musica allestisce la sua nuovaopera. Rosa ne è la ‘prima donna’ ma, proprio al momento della suaentrata in scena, ecco comparire Carlino che reclama la moglie, creandolo scompiglio generale. Don Bucefalo si dispera per il fallimento dellaprova; Agata e Giannetta, invidiose di Rosa, esultano per la suaimminente punizione; il conte trema. Naturalmente tutto finisce per ilmeglio e Rosa si pente, giurando fedeltà al marito ritrovato.L’edizione rappresentata sarà pubblicata in CD.

direttore: Massimiliano Caldi
regia: Marco Gandini
scene: Italo Grassi
costumi: Silvia Aymonino
Il Conte di Belprato Aldo Caputo
Don Bucefalo Filippo Morace
Gianetta Francesca De Giorgi
Carlino Massimiliano Silvestri
Don Marco Graziano De Pace
Rosa Angelica Girardi
Agata Date Mizuki
Coro Slovacco di Bratislava
Orchestra Internazionale d’Italia
Martina Franca, Palazzo Ducale, 20 e 22 luglio 2008, ore 21

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PELAGIO
musica di Saverio Mercadante
tragedia lirica in quattro atti
libretto di Marco D’Arienza
prima rappresentazione: Napoli, Regio Teatro San Carlo, 1857
revisione e trascrizione di Mariano Rivas
editore e proprietario Teatro Jovellanos De Gijò S.A. Asturias
prima rappresentazione scenica in tempimoderni

Con una lettera del 30 settembre 1856, Saverio Mercadante (Altamura1795 – Napoli 1870) scrive al Duca di Satriano - sopraintendentegenerale dei Teatri di Napoli - di aver adempito all’impegno presonell’ottobre 1855 di scrivere una nuova opera per il Real Teatro SanCarlo. Tale opera, l’ultima composta dall’artista, fu intitolataPelagio. Con essa Mercadante pose fine alle sue composizionimelodrammatiche e alla sua carriera operistica, rimanendo di diritto afar parte della grande tradizione non solo italiana ma mondiale.Pelagio andò in scena il 12 febbraio 1857, in chiusura di unadisastrosa stagione operistica del Teatro S. Carlo ma salvò danaufragio certo la malaugurata stagione grazie alla maestriadell’autore che fu in grado di far vibrare le più remote cordedell’anima di tutti i presenti, maturando, così, un successostrepitoso, passato alla storia attraverso le cronache del tempo. Ilperiodico “Verità e Bugie” del 14 febbraio 1857 annuncia che il teatroera “zeppo, stipato, gremito (…) un pavimento di teste umane”. Acominciare dal 1858, Pelagio fu rappresentato a Milano, fino a Lisbona,dove riscontrò un notevole successo. Nel nostro tempo, Pelagio è statoeseguito una sola volta, in forma di concerto, a Gijòn (città in cuiesso è ambientato) nel 2005.
L’opera, una tragedia lirica in quattro atti, si svolge in Gione enelle Asturie, fra il VII e VIII secolo. In questo periodo la penisolaiberica era invasa e dominata dagli Arabi. Pelagio, duce spagnolo,creduto morto sui campi di battaglia in Bezia, volle fortementeliberare la sua patria dai dominatori e nel 718 riuscì nell’impresa.Eletto re dai suoi compagni fondò una monarchia che fece la gloriadella Spagna.
Questa è la premessa con cui Marco D’Arienza, autore del libretto,introdusse l’opera, il cui intreccio risulta semplice quantoappassionante. Bianca, figlia di Pelagio, durante la lontananza delpadre che era ritenuto morto, sposa l’arabo Abdel facendosi prometterepace e tranquillità fra i popoli, nonché rispetto della loro fede. MaPelagio non è morto e quando ritorna da sua figlia la rimprovera diaver sposato un arabo; ma essa si giustifica dicendogli che è stataobbligata a far questa scelta per salvare il suo popolo, ciò non bastaa Pelagio il quale la ripudia per l’assurdo gesto compiuto.
Pelagio viene sorpreso e arrestato, ma Bianca corrompe le guardie e lolibera. In questo modo egli, prendendo occasione da una legge con cuisi imponeva agli spagnoli di rinnegare la loro fede, riunisce i suoi eprovoca una sommossa sconfiggendo gli arabi. Abdel, scoperto iltradimento di Bianca corre da lei e non perdona il suo comportamento,anzi l’accusa di essere la causa della sua fine e di quella del suopopolo. Giunge Pelagio, ma è troppo tardi, Bianca è stata uccisa daAbdel, il quale vistosi circondato dagli spagnoli, si precipita dalverone!
L’edizione rappresentata sarà pubblicata in CD. Di Saverio Mercadanteil Festival ha rappresentato nel 1984 Il Giuramento, nel 1990 Il Bravoe nel 1995 Caritea Regina di Spagna.

direttore: Mariano Rivas
regia: Jean-Louis Pichon
scene: Alexandre Heyraud
costumi: Frederic Pineau
Pelagio Costantino Finucci
Bianca Clara Polito
Abdel-Aor Danilo Formaggia
Giralda Paola Francesca Natale
Asan Stefano Olcese
Aliatar Giovanni Coletta
Mendo de Quexada Cristian Camilo Navarro Diaz
Coro Slovacco di Bratislava
Orchestra Internazionale d’Italia
Martina Franca, Palazzo Ducale, 2 e 4 agosto, ore 21

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i concerti

IL RE PASTORE DI MOZART E IL MONDOCAMPESTRE DEL '700
musiche di Wolfgang Amadeus Mozart

Il concerto si incentra sulla versione mozartiana del Re Pastore (K208). Il melodramma in due atti fu messo in musica da Wolfgang AmadeusMozart su un libretto che era una rielaborazione di GiambattistaVaresco (il librettista di Idomeneo) dell'omonimo melodramma diMetastasio, ridotto da tre a due atti. Composta a Salisburgo all'iniziodel 1775, l'opera fu scritta per il soggiorno dell'arciducaMassimiliano Francesco d'Austria, figlio dell'imperatrice Maria Teresad'Asburgo, su commissione dell'arcivescovo Colloredo.
La prima rappresentazione ebbe luogo il 23 aprile 1775 alla residenzaarcivescovile di Salisburgo. Il ruolo di Aminta fu interpretato dalcastrato Tommaso Consoli.

interpreti: Francisco Ruben Brito, RosaSorice, Paola Francesca Natale
pianista: Vincenzo Rana
Martina Franca, Chiostro del Carmine, 18 luglio, ore 21

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CANZONI E ARIE D'OPERA
musiche di Giacomo Puccini

Oltre a arie tratte dalle opere del compositore lucchese, il concertopresenterà numerose canzoni e romanze che restano di rara esecuzione,pur esprimendo una qualità musicale assolutamente adeguata al genioimmortale di Puccini.

interpreti: Mara D’Antini, LeonardoGramegna, Giovanni Coletta, Graziano De Pace
pianista: Ettore Papadia
Martina Franca, Chiostro del Carmine, 25 luglio, ore 21
Noci, Chiostro di San Domenico, 26 luglio, ore 21

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PUCCINI E DINTORNI
musiche di Giacomo Puccini, Pietro Mascagni

La qualità della scrittura orchestrale di Puccini e di alcuni fra isuoi contemporanei è finalmente riconosciuta dalla critica e dalpubblico contemporanei. Il concerto proporrà alcuni fra i piùinteressanti lavori scritti per orchetra da Puccini, Mascagni e altricompositori coevi, dal Capriccio sinfonico a Crisantemi, dal Preludiodi Edgar all’Intermezzo di Cavalleria rusticana alla Tregenda de LeVilli (l’unica opera pucciniana rappresentata al Festival, nel 1994,con il debutto del giovane Josè Cura)

direttore: Massimiliano Caldi
Orchestra Internazionale d’Italia
Martina Franca, Palazzo Ducale, 27 luglio, ore 21

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MERCADANTE E I SUOI ILLUSTRI RIVALI
musiche da Saverio Mercadante a Gaspare Spuntini

Un confronto fra Mercadante e i suoi contemporanei (gli “illustririvali” per parafrasare il titolo di una delle opere di successo delcompositore altamurano) con arie tratte da Caritea Regina di Spagna, IlGiuramento, I due illustri rivali, Il Bravo, I Normanni a Parigi e dabrani di autori a lui contemporanei, quali, fra l’altro, GaspareSpontini.

interpreti: Mara D’Antini, Francesca DeGiorgi, Daniela Diomede
pianista: Ettore Papaia
Martina Franca, Chiostro del Carmine, 30 luglio, ore 21
Sede da definire, 31 luglio, ore 21

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MESSA DI GLORIA
per soli, coro a quattro voci e orchestra
musica di Giacomo Puccini
nel centocinquantesimo anniversario della nascita del compositore

Scritta a Lucca nel 1880 in occasione del saggio di diploma e direttadello stesso autore per la festa del santo due anni dopo, il cui AgnusDei troveremo in seguito, trasformato in madrigale, nel secondo atto diManon Lescaut.

interpreti: Leonardo Gramegna, GianfrancoCappelluti
direttore: Ramón Tébar
Martina Franca, Basilica di San Martino, 1 agosto, ore 21
Bitonto, Cattedrale, 3 agosto, ore 21
Barletta, 5 agosto, ore 21
San Marco in Lamis, Cattedrale, 6 agosto, ore 21

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ALTREMANIFESTAZIONI

INCONTRI CON L’OPERA
Conversazioni a cura di Sergio Segalini

IL RE PASTORE
con Giovanni Battista Rigon, Alessio Pizzech, Guido Fiorato
Martina Franca, Palazzo Ducale, 19 luglio,ore 11,30

DON BUCEFALO
con Massimiliano Caldi, Marco Gandini, Italo Grassi, Silvia Aymonino
Martina Franca, Palazzo Ducale, 20 luglio,ore 11,30

PELAGIO
con Mariano Rivas, Jean-Louis Pichon, Alexandre Heyraud, Frederic Pineau
Martina Franca, Palazzo Ducale, 2 agosto,ore 11,30

AUDIZIONI
FESTIVAL DELLA VALLE D’ITRIA, edizione 2009
ACCADEMIA PAOLO GRASSI, biennio 2009/2010


L'Accademia Paolo Grassi organizza un corso di perfezionamento ditecnica e stile vocale di durata biennale riservato a giovani cantantilirici (età max: soprani, mezzosoprani, e tenori 30 anni, baritoni ebassi 32 anni).
L'Accademia Paolo Grassi riserva una parte dei posti disponibili aipropri diplomati che desiderano continuare l'attività di studio e diperfezionamento vocale su programmi particolari: il corso è annuale.
Martina Franca, Palazzo Ducale, 12 luglio -3 agosto, ore 11.00

INFORMAZIONI
Centro Artistico Musicale Paolo Grassi
Palazzo Ducale - I - 74015 Martina Franca (TA)
tel. 080.4805 100 pbx n. 2 linee - fax 080.4805 120
e-mail:festivaldellavalleditria@tin.itIndirizzo e-mail protetto dal bots spam , deveabilitare Javascript per vederlo
Sito web: www.festivaldellavalleditria.it

UFFICIOSTAMPA
e-mail:stampa@festivaldellavalleditria.itIndirizzo e-mail protetto dal bots spam , deveabilitare Javascript per vederlo
Sito web: www.festivaldellavalleditria.it

BIGLIETTERIA
Piazza XX Settembre - I - 74015 Martina Franca (TA)

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i percorsi ele attività del Festival
Il Festival della Valle d’Itria, nato nel 1975, propone titoli ineditie programmi di raro ascolto.
Un’attività quasi trentennale, alla quale per cinque volte è andatol’ambito riconoscimento del Premio Abbiati dell’Associazione nazionaledei critici musicali italiani.
Non si contano, nella storia del Festival, le opere riscoperte erivelate, veri e propri capolavori dimenticati del ricco patrimoniooperistico italiano ed europeo, le interpretazioni musicali rimastecelebri, le affermazioni di giovani e straordinari interpreti.
ricerca,edizioni musicali
L’attività di ricerca nel settore musicale, la realizzazione direvisioni e di nuove edizioni di opere liriche e la corretta prassiesecutiva costituiscono i punti di forza di ogni progetto.
Sono proprio le edizioni musicali uno dei più qualificati risultatiraggiunti in questi anni. Un’attività apprezzata anche dalla CasaMusicale Sonzogno che ha stretto un rapporto di collaborazione con ilCentro Artistico Musicale Paolo Grassi.
La rigorosa, raffinata e lungimirante linea culturale tracciata sin daiprimi anni ha consentito la definitiva affermazione di numeroseproduzioni operistiche di musicisti di scuola napoletana, soprattuttopugliesi, e di compositori europei vissuti tra l’Italia e la Francia.
altaformazione
Costante è l’impegno che il Festival dedica alle attività di formazioneprofessionale dei giovani cantanti. L’Accademia Paolo Grassi è statacostituita nel 1997 a Martina Franca dal Centro Artistico MusicalePaolo Grassi per offrire ai giovani talenti occasioni di studio e diformazione sulla tecnica e lo stile vocale. L’Accademia si avvale dellacollaborazione del Piccolo Teatro di Milano e dei Conservatori diMonopoli e di Lecce.
educazionemusicale
Avvicinare i giovani al mondo del teatro musicale è stato uno degliimpegni primari del Festival. Una attività di educazione deigiovanissimi (dal canto, all’arte scenica, alla scenografia, aicostumi) ormai istituzionalizzata e inserita nei progetti pluriennali,promossi dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e dall’EnteTeatrale Italiano, insieme alla compagnia Teatro C.R.E.S.T di Taranto.
collaborazioni, coproduzioni
Sempre più intensa la collaborazione con teatri e Festival di cittàitaliane e straniere (Montpellier, Saint-Etienne, Gissen, Dortmund,Bari, Catania, Osimo, Savona,Venezia), università (gli atenei pugliesidi Bari e di Lecce e l’Université de Paris-Sorbonne) ed importanticentri di studio in Italia ed all’estero per la coproduzione di opereliriche e l’organizzazione di attività di studio e ricerca.
discografia
Di gran pregio, di altissima qualità, la produzione discografica delleopere rappresentate, più volte premiata.
bibliotecaPaolo Grassi
Oltre diecimila volumi, seimila dischi e migliaia di documentiarchivistici costituiscono la Biblioteca della Fondazione Paolo Grassi,fonte di studio e di ricerca per il mondo dello spettacolo unica nelSud Italia, nata sui fondi appartenuti a protagonisti della vitaculturale italiana quali Paolo Grassi, Rodolfo Celletti e Gioconda DeVito.
premi,riconoscimenti
Numerosi i riconoscimenti ottenuti sia per la qualità delle proposteartistiche che del qualificato livello professionale organizzativoraggiunto, tra i quali vanno ricordati: i cinque prestigiosi premiAbbiati, assegnati dalla critica musicale italiana, per due volte, allamigliore iniziativa musicale dell’anno (nel 1985, Anno Europeo dellaMusica, e nel 2000), alla migliore interprete (Mariella Devia, 1985),alla migliore regia (Guido Monticelli, 1998), ed ancora, alla miglioreinterprete (Patrizia Ciofi, 1999). Il Festival ha ottenuto ilriconoscimento della Presidenza del Consiglio dei Ministri comemanifestazione d’interesse internazionale e, nel 1994, ha ottenutodalla Presidenza della Repubblica la medaglia d’onore riservata aiBenemeriti della Cultura e dell’Arte.
membership
Dal 1998 il Festival della Valle d’Itria fa parte dell’EuropeanFestivals Association di Ginevra.
E’ inoltre socio fondatore di ItaliaFestival - Agis, l’organismo cherappresenta i maggiori festival italiani.

Staff ViviMartina.it
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