31 ottobre 2009: Colpo di scena all’Ecomuseo della Valle d'Itria

31 ottobre 2009: Colpo di scena all'Ecomuseo della Valle d'Itria Innanzi ai rappresentanti di cinque dei comuni coinvolti nel progetto e all'assessore alla Pianificazione del Territorio della Regione Puglia, è andata in scena l'imbarazzante "non scelta" da parte dei comuni di Fasano e Martina Franca Il progetto dell'Ecomuseo della Valle d'Itria rappresenta uno dei cardini sui quali fondare la cooperazione territoriale tra i comuni di Alberobello, Cisternino, Fasano, Locorotondo, Martina Franca e Monopoli.

02/nov/2009 19.03.55 ViviMartina.it Contatta l'autore

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news su Martina FrancaInnanzi ai rappresentanti di cinque dei comuni coinvolti nel progetto e all’assessore alla Pianificazione del Territorio della Regione Puglia, è andata in scena l’imbarazzante “non scelta” da parte dei comuni di Fasano e Martina Franca

Il progetto dell’Ecomuseo della Valle d’Itria rappresenta uno dei cardini sui quali fondare la cooperazione territoriale tra i comuni di Alberobello, Cisternino, Fasano, Locorotondo, Martina Franca e Monopoli. Lo strumento per l’emersione delle peculiarità dei territori saranno le mappe di comunità. Per mezzo di un analitico e si spera proficuo dialogo con la cittadinanza si dovrebbero ritrovare le radici ed il senso di appartenenza delle comunità al proprio territorio, per rappresentare un volano di sviluppo culturale e turistico.
Sono stati preselezionati cento giovani laureati, i quali all’interno di un breve, ma intenso percorso formativo hanno potuto appurare le metodologie d’intervento e le possibili fonti di progetto.
Ognuno dei partecipanti ha presentato una sua proposta, successivamente valutata da una commissione comunale presieduta dal coordinatore del progetto, per giungere alla selezione dei cinque operatori ecomuseali.
Nella giornata di sabato 31 ottobre 2009 si è giunti alla comunicazione dei risultati finali. Sono stati selezionati e menzionati i ragazzi dei comuni di Alberobello, Cisternino, Locorotondo e Monopoli. Il colpo di scena ha riguardato Fasano e Martina Franca. Per i due comuni c’è stata una sospensione di giudizio. In tale circostanza abbiamo ascoltato frasi ed esclamazioni come “dopo quello che avete fatto”, “Martina? Ancora!?”.
Problemi tecnici? Capacità di giudizio offuscata dalla bontà dei lavori presentati?
La verità è che ci sono state più “segnalazioni” di quante ne fossero possibile compiacere.
Perché di accontentare si tratta, visto che il lavoro si protrarrà per un anno e avrà un compenso di cinque mila euro per selezionato nell’intero arco temporale. Probabilmente in questi tempi di crisi anche la più esigua risorsa è accuratamente veicolata verso la miglior utilizzazione possibile, con l’intento di ingrassare il neofeudalesimo del quale siamo interpreti.
La verità è che i giochi dei potentati per legittimare la propria autoreferenzialità e far da tramite in ogni manifestazione del nostro territorio, si sposa ormai imprescindibilmente con la rassegnazione a non poter agire diversamente.
Ecco con amara sorpresa le mappe di comunità iniziano inesorabilmente a tracciare il profilo antropologico delle nostre comunità, degli intrecci così ben fluidificati da rappresentare uno strumento imprescindibile di controllo su ogni manifestazione delle attività pubbliche.
Se c’è inflazione intellettuale allora è forse tempo di ritrovare dignità nel lavoro manuale così caro alle nostre progenie. Benché probabilmente è da loro che discende la necessità di trovare gli “appoggi” dai padrini del caso abbassando la coppola.
Prima dell’inutile proselito di vergogna verso il cosiddetto “sistema”, del quale siamo i meccanismi dinamici, avrei solo un’ultima proposta da fare: vista la perversione dei giochi di potere truccati da democrazia, e visto la legittimazione della maggioranza ad usare il sistema della segnalazione, perché di un larghissima maggioranza indignata si tratta, propongo di normare affinché tale consuetudine diventi legge. Così tutti ci adegueremo e non avremo più ragioni per irritarci.
E così finalmente ci sarà trasparenza nel meccanismo delle raccomandazioni. E finalmente in maniera visibile piuttosto che la conoscenza, ciò che peseranno saranno “le conoscenze”.

Antonio Serio

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