Aspra ha ricordato il grande Ignazio Buttitta

01/ago/2007 16.00.00 Marina Mancini Contatta l'autore

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Ci sono occasioni da non perdere, sono quelle che ti permettono di conoscere
un grande uomo non solo per la sua opera ma anche per il ricordo che ne serba
chi “resta”.

Ricordo che viene trasmesso attraverso la musica, le immagini, le vivide
memorie di chi ha vissuto con lui.

Una di queste occasioni Bagheria l’ha offerta ieri sera con la manifestazione
organizzata per ricordare Ignazio Buttitta nel 10 anno della sua scomparsa.

Nel suggestivo sfondo del lungomare di Aspra, resa meno calda da una leggera
brezza, uomini e donne che hanno vissuto, studiato, intervistato, cantato ed
amato il grande pota dialettale bagherese si sono incontrati per celebrarlo:
si tratta di Evghenij Solonovic dell'Università di Mosca, uno dei più grandi
studiosi di Buttitta, italianista, critico e traduttore letterario, Melo
Freni, scrittore, giornalista e regista teatrale, Otello Profazio
riconosciuto come uno dei cantanti dialettali più importanti del Sud,
insignito del disco d'oro e ancora i professori, Tommaso Romano già assessore
alla cultura del Comune di Palermo e Umberto Balistreri, esperto di poesia,
arte e ambiente che ha coordinato l’incontro; presente anche la figlia di
Buttitta, Flora.


Il Sindaco Biagio Sciortino, l’assessore alle politiche culturali e
ambientali Giovanni Di Bernardo, e l’assessore al Decentramento Aurelio
D’Amico, hanno accolto i convenuti e fatto da padroni di casa per ospitare
gli “amici” di Buttitta a piano Stenditore, luogo che, come riferisce la
figlia, sarebbe stato tra i preferiti, scelti anche dallo stesso artista.

Un grande poeta, senza aggettivi, non siciliano, non italiano” definisce
Solonovic, Ignazio Buttitta, sottolineando che la sua poetica superava
steccati e confini, ed è da considerare mondiale.
Il traduttore di Buttitta ricorda i suoi “viaggi sentimentali” in Sicilia a
partire dal 1958 quando lo conobbe, passando poi al 1966 quando venne a
trovarlo ad Aspra nella sua casa, dove Buttitta cucinò per lui, sino
all’ultimo, quando si recò in ospedale, negli anni 70, “un ospedale comune,
qualsiasi” sottolinea Solonovic perché “egli era poeta del popolo, voleva
stare tra i suoi lettori e tra i suoi personaggi” senza mai ergersi a grande
poeta vate.

Patrocinato dalla Sovrintendenza archivistica per la Sicilia del Ministero
dei Beni culturali, dalla Provincia di Palermo e della Città di Bagheria,
l'evento, organizzato dall'associazione culturale "Giuseppe Bagnera, ha
promosso, tra l'altro, il volume di Domenico Ferraro, con introduzione di
Melo Freni “Il poeta ed il cantastorie”, il volume contiene un cd - rom con
le poesie di Buttitta cantate dal cantastorie calabrese, Otello Profazio.

Tommaso Romano, già assessore alla cultura del Comune di Palermo, ha
evidenziato come il libro sottolinei il rapporto con la Sicilia del poeta
bagherese, le lotte dei braccianti per la terra, il dramma dell’emigrazione,
la mafia, temi che con Profazio che musica Buttitta entrano nel del
repertorio del canto popolare.

Otello Profazio non si è risparmiato; durante la serata ha proposto canti ed
interpretazioni dei versi di Buttitta, inframmezzati da ricordi di vita
vissuta, ha interpretato nel senso più autentico la poesia del poeta
siciliano, perché non si è limita a leggerla ma la sentirla interiormente.

Rosa Balistreri, Ciccio Busacca, Nonò Salomone, sono alcuni dei più celebri
cantori che insieme ad Otello Profazio hanno cantato e musicato le opere
del “Premio Viareggio” Buttitta.

Accorato, caldo e gentile il ricordo della figlia Flora, da cui ci si
attendeva una memoria familiare più che dagli altri ed invece per dimostrare
la portata del pensiero del padre, la signora Buttitta si è soffermata sui
temi principali della sua poetica: l’amore per il popolo, il rispetto del più
debole, la legge morale, la libertà, le lotte contadine e la conservazione
della propria cultura.

Pubblico delle grandi occasioni, dunque ieri sera a Piano Stenditore,
intellettuali, artisti bagheresi, cultori del verso (non ne citiamo alcuno
per non offendere chi potremmo dimenticare) attenti sino alla fine quando,
dopo la consegna dei premi Zeffiro, è stato proiettato il film-documentario
edito dalla Rai “Un’ora con Ignazio Buttitta” di Melo Freni.

Straordinariamente attuale il pensiero di Buttitta, sciorinato tutto
nell’ottimo lavoro di Freni che abbiamo avuto il piacere di avere accanto
mentre le immagini scorrevano, e al commento di allora, Freni ha aggiunto per
noi il commento dell’attimo in cui le immagini si traducevano in ricordo.

Marina Mancini



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