COMUNICATO STAMPA: Protezione civile

25/set/2006 16.10.00 Comune di San Miniato Contatta l'autore

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COMUNICATO STAMPA

 

contro il rischio idraulico

Protezione civile, piano in adozione

Ne discute il consiglio comunale nella seduta di domani

 

SAN MINIATO, 25/09/2006. Supponiamo che da diverse settimane piova senza sosta. Che sopra i ponti che attraversano l’Arno si guardi con preoccupazione al livello del fiume, le cui acque scorrono con forza sotto i piloni di sostegno, dove vanno a sbattere numerosi tronchi di alberi, trasportati dalla violenza della corrente. E supponiamo che alla sala operativa del Comune, a palazzo Migliorati a San Miniato, arrivi un messaggio di allerta: l’Arno è in piena e nel giro di 24 ore la situazione potrebbe peggiorare. E’ a quel punto che scatta il piano di protezione civile. Un piano la cui adozione sarà in discussione durante la seduta del Consiglio comunale di domani, 26 settembre. 

 

“E’ noto a tutti che il nostro territorio è sottoposto a rischio idraulico, nel senso che non possiamo escludere che eventi di portata eccezionale facciano straripare di nuovo l’Arno” dice Daniela Magozzi, l’assessore ai lavori pubblici e alla protezione civile. “Negli anni passati -prosegue l’assessore- sono già stati effettuati numerosi interventi per diminuire al massimo questo rischio in Valdegola e lungo tutto il corso dell’Arno. Altri ne saranno fatti. Si pensi alla nuova cassa di esondazione controllata a Roffia. Alla fine l’Arno sarà messo in sicurezza, ma nel frattempo? In attesa che le tali opere siano completate abbiamo predisposto un piano di protezione civile in caso di eventi eccezionali, come un’alluvione appunto”.

 

Come funziona il piano di protezione civile? Quali procedure si attivano? Quali misure di protezione vengono adottate e come devono comportarsi i cittadini? Alla Misericordia di San Miniato è stato allestito un presidio meteo attivo 24 su 24 che ha il compito di ricevere le comunicazioni di allerta via fax ed sms. Quando le condizioni meteo e il livello delle acque fanno presagire una situazione a rischio, allora si attiva il piano comunale di protezione civile che prevede più fasi e livelli di allarme. Nella fase di “Attenzione”, la sorveglianza sui fiumi si intensifica e il Sindaco convoca una prima riunione del Centro operativo comunale. Nella seconda fase, di “preallarme”, quando le acque dei fiumi hanno raggiunto il livello di guardia, il sindaco attiva i responsabili dei mezzi di soccorso e di intervento, il responsabile dei servizi essenziali e dell’attività scolastica, i responsabili delle strutture operative locali e della viabilità. Il sindaco, inoltre, informa la prefettura, la provincia, la regione, il dipartimento della di Protezione Civile, l’Asl, le associazioni di volontariato con funzioni di protezione civile e i Comuni vicini. La terza fase è invece quella di “allarme” vero e proprio: la pioggia raggiunge intensità paragonabili  a quelle che in passato hanno causato delle piene rovinose; l’acqua dei fiumi raggiunge la sommità degli argini e gli argini danno segni di cedimento o rischiano di essere tracimati. Viene istituito il centro operativo comunale e vengono predisposte le prime misure per il soccorso. La quarta fase è quella della “emergenza”, con il fiume che sta  straripando. Si cerca di definire l’area interessata dall’alluvione e si valutano le necessità e i punti critici per l’utilizzo di mezzi, risorse e personale a servizio della popolazione. La quinta e ultima fase è il “dopo evento”: il fiume ha smesso di straripare e continuano la sorveglianza dei luoghi a rischio e la vigilanza con tecnici comunali, polizia municipale e volontariato per il rientro della popolazione; l’attività di assistenza sociale e psicologica alla popolazione; i controlli sanitari sull’acqua sugli animali, le disinfestazioni, l’assistenza alla popolazione.

 

“Tra le misure che saremo tenuti a prendere in caso di emergenza ci sarà quella di evacuare tutte le scuole del comune -dice Magozzi- e quella di far concentrare la popolazione esposta alle inondazioni in luoghi sicuri, i cosiddetti centri di ammassamento, che nel nostro territorio sono stati individuati presso l’area sportiva di Fontevivo, a San Miniato Basso”.

 

“Voglio rassicurare tutti che eventi come uno straripamento dell’Arno sono eventi eccezionali -precisa l’assessore Magozzi- che si manifestano solo nel caso di piogge molto intense e continue. Quindi nessun allarmismo. Il piano di protezione civile è una cautela che ogni buon amministratore deve prendere per non lasciare niente al caso e per coprire ogni eventualità. Il nostro compito è prevedere le eventualità peggiori anche se la possibilità che esse si realizzino sono remote”.  (dp)

 


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