COMUNICATO STAMPA
citta slow
San Miniato aderisce a Terra Madre
Progetto per promuovere la produzione alimentare e la rete dei produttori artigiani agricoli
SAN MINIATO, 31/10/2006. Il Comune di San Miniato, quale membro delle Cittàslow, ha aderito al progetto Terra Madre, che ha riunito nei giorni scorsi a Torino da tutto il mondo, oltre 1.600 comunità del cibo, tra cui quella degli agricoltori e degli allevatori di San Miniato.
“La comunità di San Miniato - si legge sul sito internet di Terra madre- si compone di agricoltori e allevatori, che intendono salvaguardare antiche cultivar e razze animali in via di estinzione, e di artigiani che trasformano e vendono i loro prodotti direttamente sul territorio comunale, provinciale e regionale. I membri della comunità, in tutto una quindicina di persone concordi nel bandire ogni tipo di veleno o pesticida, allevano chianine, suini di cinta senese, maiali grigi, polli livornesi. Tra i prodotti più significativi che si vogliono introdurre nei ristoranti, sui mercati, negli esercizi commerciali, ci sono carciofi, cereali, legumi, frutta, olio extravergine di oliva, formaggi, salumi, conserve vegetali. In particolare la varietà di carciofo che qui si coltiva nasce con ogni probabilità tra il 1870 e il 1890 e da allora costituisce una presenza importante dell’agricoltura della zona”. Il referente della comunità è Serse Dainelli, della azienda agricola Carpareto di San Miniato.
E a Torino erano presenti anche gli amministratori locali sanminiatesi. “L’adesione a Terra madre testimonia la nostra posizione contro un sistema che non permette l’accesso al mercato ai piccoli produttori artigianali -dice il sindaco Angelo Frosini- costretti, a confrontarsi con la schiacciante concorrenza della produzione e distribuzione agro-alimentare di massa, un fenomeno che nel sud del mondo ha degli effetti disastrosi”.
“Molti erano i sindaci delle Cittàslow presenti a Terra madre -dice Raffaella Grana, assessore al turismo- a ribadire che l’attenzione alla qualità della vita non può limitarsi al nostro territorio, ma deve essere un principio che vale per ogni città nel mondo”. (dp)