COMUNICATO
STAMPA
E' imponente lo spettro di luci
dinamiche su un gigantesco mulino a vento che gira nell'aria e si staglia nel
buio sul mare di Copenaghen. L'effetto lo ha creato l'italiano Gabriele Amadori
che, insieme a molti altri artisti europei, partecipa con la sua opera alla
manifestazione Lux Europae in corso nella capitale danese che ospita la
presidenza UE, fino al 5 gennaio.
Ogni sera gli abitanti di Copenaghen potranno ammirare le tante
installazioni luminose con degli effetti speciali che le rendono vere e proprie
opere d'arte disposte in diversi punti della città. Ma l'enorme struttura del
moderno mulino a vento illuminato da Amadori con la sua dinamica ha una
particolare spettacolarità. Gabriele Amadori è stato invitato in Danimarca
dall'Istituto Italiano di Cultura che ha anche patrocinato il suo progetto
formato da un impianto molto complesso. Per
l'occasione si sono dovute fabbricare
tre grandissime lampade a luce bianca con dei prismi capaci di operare
con il movimento una formidabile scomposizione della luce nei colori
complementari del rosso, del blu e del verde, proiettati sulle pale del mulino
e nello spazio. Il resto lo hanno fatto l'abilità e l'esperienza di Gabriele
Amadori che nei suoi progetti, allestiti in gran parte del mondo, è sempre
riuscito a fare incontrare la scienza con l'arte.
Questo connubio fra l'arte e la scienza
ha le prime origini nei suoi studi di ingegneria elettrotecnica e poi
nella sua formazione a Praga, negli anni Sessanta, alla Lanterna Magica, in
contatto con i migliori scenografi del mondo.
"A me ha sempre interessato il
mondo dell'interdisciplinarietà" dice Amadori. Sin dalla più giovane età
il suo interesse per l'elettrotecnica applicata al mondo della luce e dell'ottica
si è accompagnato alla passione per il
teatro e per la pittura.Con i suoi quadri ha allestito finora 250 mostre in
giro per il mondo e poi, come light-designer, ha progettato innumerevoli
installazioni illuminotecniche in Italia e all'estero.
"Il light-design", ci
spiega, "è quello che mi ha aiutato di più a trovare degli altri linguaggi nel connubio fra arti
figurative, musica e tecnologia.
E il mondo dell'ottica mi è servito
per ideare una macchina che ho chiamato Tableau Vivant, che è la sintesi di
tutti i miei interessi culturali. Questa macchina ha circa 100 motori che
muovono altrettanti allestimenti scenici composti da 600 diversi elementi che
cercano di rappresentare la musica nel
tempo reale". Il Tableau Vivant,
uno spettacolo che fonde musica, azione e pittura, è stato realizzato per
Bologna 2000. Sponsorizzato dall'Unesco, oggi è in tour europeo fino al 2004
dove terminerà con l'Espò di Barcellona.
La descrizione del progetto di
Amadori può essere consultata nel sito: http://www.luxeuropae2002.dk/ e nel sito: http://www.visitcopenhagen.dk/composite(1761).htm
Dott. Sergio Scapin
Direttore
Istituto Italiano di
Cultura
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