COMUNICATO STAMPA
"IL
NEMICO FRATERNO" NELLA GIORNATA DELLA MEMORIA
Grazie
al senso umanitario degli italiani, decine di migliaia di ebrei furono salvati
negli anni atroci Del fascismo e delle deportazioni naziste.
Molti
diplomatici e molti militari non riuscirono a sopportare l'idea del genocidio
di donne, bambini, di gente innocente che avrebbe dovuto essere uccisa e
deportata una volta approvata in Italia la legge "sulla difesa della
razza". Escogitando diversi espedienti burocratici queste persone
misero
in salvo oltre 40 mila ebrei contravvenendo agli ordini di Mussolini,
nonostante fino a quel momento fosse ancora dominante l'ideologia fascista.
Sono
vicende che verranno ricordate il 27 gennaio, la data in cui vennero abbattuti
i cancelli di Auschwitz e che è stata proclamata in
Italia come il Giorno della Memoria, con la proiezione del documentario
"Il Nemico Fraterno" nell'auditorium dell'Istituto Italiano di
Cultura.
L'autore
del filmato, Joseph Rochlitz,
prende spunto dalla storia di suo padre, un ebreo che venne salvato da militari
italiani durante l'occupazione nazista in Croazia. Da qui si dipana una lunga
inchiesta sull'occupazione italiana in alcune zone della Francia, della Grecia
e della Yugoslavia, con interviste, foto e preziosi
documentari dell'epoca, che testimoniano il coraggio e la determinazione con
cui molti Ambasciatori, Consoli e rappresentanti delle forze armate italiane si
contrapposero alle persecuzioni mettendo a rischio la propria vita.
Dott. Sergio Scapin
Direttore
Istituto Italiano di
Cultura
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