CONSEGNATE LE BANDIERE BLU ALLE SPIAGGIE DELLE MARCHE E DEL LAZIO

Basta pensare che il cambio dell olio di un automobile, se versato in mare, inquina una superficie grande come un campo di calcio.

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19/lug/2005 11.55.13 Andrea Pietrarota Contatta l'autore

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CONSEGNATE LE BANDIERE BLU ALLE SPIAGGIE DELLE MARCHE E DEL LAZIO


L’impegno di COOU e COBAT a fianco della FEE per la tutela del mare


 
Le Bandiere Blu sulle spiagge delle Marche e del Lazio   

Lo scorso venerdì 15 luglio, una grande festa ha celebrato la cerimonia ufficiale di consegna della Bandiera Blu conferita per la seconda volta consecutiva al Comune di Civitanova Marche, assegnata dalla FEE, la Fondazione Internazionale per l’Educazione Ambientale in stretta collaborazione con il COBAT e il COOU, i Consorzi Nazionali istituiti per legge per la raccolta e il riciclo di batterie esauste ed oli usati, che da anni sono impegnati per evitare la dispersione in mare di questi rifiuti altamente pericolosi per l’ecosistema marino. Alla cerimonia hanno partecipato Giulio MARINO il Segretario Generale della Fee Italia, Vincenzo Pullè GRIECO Responsabile Area Nord del Coou e Chiara BRUNI Responsabile Comunicazione del Cobat, Sergio MARSETTI Assessore al Turismo, Giulio SILENZI Presidente della Provincia, Ottavio BRINI Consigliere Regionale, Carmelo ARONICA Sua Eccellenza il Prefetto e Massimo MOSCONI il Comandante di Vascello. Le altre spiagge marchigiane insignite del vessillo blu sono state quelle di Pesaro, Gabicce Mare, Senigallia, Sirolo, Numana Bassa, Porto Recanati, Porto San Giorgio, Cupra Marittima, Grottammare e san Benedetto del Tronto.

Sabato 16 luglio, è stata invece la volta di Gaeta le Bandiere Blu sono state conferita ai Comuni di Gaeta, Sperlonga, Sabaudia, Anzio e (per il porto), Nettuno
A consegnare l’ambito vessillo ai Sindaci dei Comuni, ancora una volta il Segretario Generale della FEE Italia, Giulio MARINO insieme con il Coordinatore delle aziende di raccolta del Centro Sud del COOU, Marco PAOLILLI il Responsabile Campagne Speciali del COBAT Luigi DE ROCCHI, che parleranno della pericolosità di oli e batterie esauste.
  
Alle due manifestazione ha partecipato anche Trenitalia, che  sostiene con convinzione la Campagna Bandiere Blu 2005, in sintonia con il suo quotidiano impegno in difesa dell'aria e dell'ambiente di tutto il Paese.


COOU E COBAT: l’importanza del recupero di oli lubrificanti usati e batterie esauste   

Oli e batterie esauste, se eliminati in modo scorretto, si trasformano in potenti agenti d’inquinamento. Le implicazioni ambientali di uno improprio comportamento sono, infatti, devastanti, poiché l’olio lubrificante crea nell’acqua una sottile pellicola che non consente lo scambio di ossigeno e dunque il mantenimento della vita dell’ecosistema sottostante. Basta pensare che il cambio dell’olio di un’automobile, se versato in mare, inquina una superficie grande come un campo di calcio.  Le batterie utilizzate dai natanti per l’avviamento dei motori, una volta esaurite, sono rifiuti estremamente pericolosi per via dell’elevato contenuto in sostanze tossiche e aggressive, quali piombo e acido solforico. Gettare in mare questi rifiuti è, quindi, un gesto irresponsabile che provoca seri danni alla flora ed alla fauna sottomarine.  Se raccolti con cura e riutilizzati, forniscono un contributo positivo alla bilancia dei pagamenti del nostro Paese, consentendo di risparmiare sulle importazioni di piombo e petrolio.       

I dati di raccolta di COOU e COBAT,  nazionali e locali

Nel 2004 il COOU ha raccolto 210.037 tonnellate di oli usati, raggiungendo il record dei venti anni di attività del Consorzio. La quantità di olio raccolto è pari all’87% dell’olio raccoglibile; il Consorzio con 106.000 tonnellate di olio portato a rigenerazione, detiene il primato europeo. Nella sola Regione Marche sono state raccolte circa 5.132 tonnellate di olio lubrificante usato e nel Comune di Civitanova Marche 170 tonnellate. Nel Lazio, invece sono state raccolte  12.057 tonnellate di olio usato, nel Comune di Gaeta sono state raccolte 60 tonnellate, e nelle province di Latina e Roma  rispettivamente 1.535 e 7.521.


Sempre l’anno scorso, il COBAT ha raccolto e avviato al riciclaggio quasi 192.000 tonnellate di batterie esauste (pari a circa 16 milioni di pezzi), con una percentuale di recupero prossima alla totalità dell’immesso, che ha posto l’Italia al vertice mondiale nella raccolta di questi rifiuti pericolosi e facendo risparmiare 76 milioni di euro sull’importazione di metallo piombo. Solo nelle Marche, nel 2004 sono state raccolte circa 6.500 tonnellate di accumulatori esausti e solo nel Comune di Civitanova Marche 140 tonnellate.. Nel Lazio, invece, sono state raccolte nel 2004 oltre 15.700 tonnellate di accumulatori esausti, con la Provincia di Latina e il Comune di Gaeta che hanno registrato rispettivamente 3.800 e 21,600 tonnellate di accumulatori raccolti. Nei primi 6 mesi del 2005 nel Lazio sono state raccolte e avviate al riciclo quasi 9.000 tonnellate di accumulatori, con un incremento di pari al 10,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso
   
L’impegno di COOU e COBAT per la tutela del mare   

L’impegno dei due Consorzi è ora quello di recuperare le percentuali che ancora sfuggono alla raccolta. “La nautica è uno dei settori maggiormente a rischio per il corretto recupero di batterie esauste ed oli usati - hanno dichiarato i rappresentanti di COOU e COBAT - il nostro impegno nell’assegnare la Bandiere Blu, a fianco della FEE, fa parte di un progetto più ampio, denominato "Isole nel porto", volto a garantire strutture adeguate per la nautica affinché non vengano dispersi nell'ambiente neanche piccoli quantitativi di questi pericolosi rifiuti”.     
  
Le isole nel Porto

Il COOU e il COBAT si sono attivati dal 1999 per sollecitare le Autorità Marittime e le Autorità Portuali nella creazione delle “Isole nel Porto”, strutture funzionali collocate in punti strategici dove gli utenti della nautica da diporto e non, possono consegnare gli oli usati e le batterie, contribuendo così a ridurre notevolmente il rischio di dispersione in mare. Ad oggi sono già 59 le isole ecologiche installate in 31 porti italiani, quali Mola di Bari (BA), Barletta (BA), Trani (BA), Taranto, Manfredonia (FG), Ancona, Trieste, Viareggio (LU), Pescara, La Spezia, Savona, Olbia, Cagliari, Castellammare di Stabia (NA), La Maddalena (SS), Golfo Aranci (SS), Palau (SS), Trapani, Porto Empedocle (AG), Riposto (CT), Porto Viro (RO), Marina di Carrara (MS), San Benedetto del Tronto (AP), Sperlonga (LT), Terracina (LT), Gaeta (LT), Castiglione della Pescaia (GR), S. Teresa di Gallura (SS), Maratea (PZ). E attualmente sono in trattativa numerosi altri porti di interesse sia commerciale che turistico come Siracusa, Rimini, Formia (LT), Bari.    
 

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Andrea Pietrarota
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