Riforma delle pensioni: finanziaria 2010

Le novità sono diverse sia per chi è già andato in pensione si perché prevede di andarci tra pochissimi anni; ovviamente non si tratta di belle novità!

15/dic/2010 20.22.00 Alexius Contatta l'autore

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Con la riforma delle pensioni, presente nella manovra economica finanziaria del 2010, il Governo ha intaccato ancora di più il già delicato settore pensionistico.
Le novità sono diverse sia per chi è già andato in pensione si perché prevede di andarci tra pochissimi anni; ovviamente non si tratta di belle novità!

I primi importanti cambiamenti li troverà già chi andrà in pensione nel nuovo anno. Dal 2011 la possibilità di andare in pensione non sarà più legata all’età anagrafica, infatti anche chi avrà già maturato 40 anni di contributi non potrà andare in pensione. Con quella che il Governo ha definito “finestra unica”, la manovra ha posto un obbligo nel quale una volta raggiunti 40 anni di contributi bisognerà attendere altri 12-18 mesi (a seconda se si è dipendenti pubblici o privati) per ricevere la vera pensione sul proprio conto: così facendo, la pensione verrà corrisposta dopo non meno di 41 anni, e intanto il Governo prende tempo.
L’età pensionabile per anzianità e vecchiaia sale a 61 per le donne e 66 per gli uomini.

Cambiano anche i parametri necessari al calcolo dell’entrata in pensione, ovvero le rendite salgono da 96 a 97, questo significa che si potrà andare in pensione anche con soli 36 anni di contributi ma comunque sempre a 61 anni (36 + 61 fa infatti 97).

Altra nota molto dolente (ma non è l’unica) è che entro il 2016 (e non più entro il 2018), l’età pensionabile delle donne del settore pubblico sarà di 65 anni, senza però dimenticare che anche per questa categoria ci sarà la “finestra unica”.

Per i prossimi anni le cose non sembra che miglioreranno, quindi per il momento è meglio non illudersi in un miglioramento nel settore pensioni.

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