COMUNICATO STAMPA

Mi¬gliaia e migliaia di nordafricani che si lasciano alle spalle mise¬ria, guerre e disperazione alla volta delle coste italiane.

31/mar/2011 13.24.48 Li.SI.A.P.P. Contatta l'autore

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«11mila detenuti tunisini in fuga»: Manna (LiSiAPP), rischio "infiltrati" tra i profughi.
 
 LISIAPP: Preoccupazione di immigrati-detenuti scappati dalla Tunisia e approdati a Lampedusa.
 Sull'emergenza profughi è caos. I botta e risposta tra gli esponenti della stessa maggio¬ranza sul tema dell'accoglienza, ormai, non si contano più. Le strutture che dovranno ospitare i rifugiati, ancora, non ci sono. Nel frattempo però gli sbarchi proseguono, incessanti. Mi¬gliaia e migliaia di nordafricani che si lasciano alle spalle mise¬ria, guerre e disperazione alla volta delle coste italiane. Impos¬sibile stabilire quanti sono, da dove vengono e, soprattutto, se si tratta di profughi o clandesti¬ni. Lo afferma, in una nota,il Dr. Mirko Manna Segretario Generale del Li.Si.A.P.P.(Libero Sindacato Appartenenti Polizia Penitenziaria).
Per il Segretario Generale dunque ''non sarebbe da escludere che vi siano ex detenuti gia' espulsi dal nostro Paese, che stanno cercando di rientrare, approfittando degli eventi in Tunisia e in tutto il Nord africa .
Oltre ciò, sottolinea Manna , c’è il timore che tra i disperati che fuggono da bombe e dittature possano nascondersi anche delinquenti, come gli 11mila tunisini fuggiti dalle car¬ceri durante la rivoluzione con¬tro Ben Ali dei mesi scorsi. Dete¬nuti che nella stragrande mag¬gioranza dei casi non sono anco¬ra stati ri-arrestati.
Cio' dimostrerebbe, tra l'altro - prosegue il leader dell' Lisiapp - quanto siano ormai realistiche il grido d’allarme lanciato dalla nostra O.S. e dalle altre sigle sull’emergenza delle carceri italiane sul sovraffollamento anche dal fatto che ormai abbiamo toccato quota 68.000 detenuti presenti.
C’è un'altra questione delicata affermano dall’ Li.Si.A.P.P., quello che la polizia penitenziaria non è stata coinvolta nell’emergenza, cosa grave perchè attraverso l'utilizzo nei campi di accoglienza del sistema Afis/Siap in uso alle matricole degli istituti penitenziari, si potrebbe salvaguardare la collettivita' dall'ingresso fraudolento e sotto falsa identita', di criminali gia' condannati in Italia e che costituiscono un pericolo per l'ordine e la sicurezza pubblica.

FINE COMUNICATO
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