LIBERO SINDACATO APPARTENENTI POLIZIA PENITENZIARIA

04/set/2011 15.20.45 Li.SI.A.P.P. Contatta l'autore

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Emergenza polizia penitenziaria di Rebibbia : MANNA (Lisiapp) ora basta si dia ascolto agli agenti.

 
Sciopero della fame e sonno da parte degli agenti dell'istituto femminile di Rebibbia
 
 
 Il Segretario Generale del Libero Sindacato Appartenenti Polizia Penitenziaria dott. Mirko MANNA: “la nostra organizzazione sindacale è sempre al fianco degli agenti di polizia penitenziaria per portare alla luce sempre le numerose problematiche che affliggono il corpo.” Gli agenti della polizia penitenziaria del carcere femminile di Rebibbia hanno intrapreso da un po di giorni uno sciopero della fame e del sonno come protesta contro i tagli al personale. Gli agenti denunciano in una lettera al direttore della struttura l’insostenibilità della situazione lavorativa. “Quello che sta succedendo è molto grave �“ sostiene il dott. MANNA, Segretario Generale del LiSiAPP -, siamo profondamente vicini con le agenti dell’Istituto femminile di Rebibbia. A loro va tutta la nostra stima e gratitudine per il lavoro eccezionale che svolgono quotidianamente. Il Libero Sindacato Appartenenti Polizia Penitenziaria sarà al loro fianco nella richiesta legittima di rispetto della dignità e resistenza umana al lavoro. Non è accettabile una situazione per cui il governo, che va strombazzando giustizia e legalità, apporti tagli orizzontali all’intero comparto della sicurezza; basti pensare ai mezzi della polizia penitenziaria ferme perché non ci sono soldi per il carburante”. Le donne dichiarano sciopero ad oltranza, finché non verrà incrementato il personale, rimanendo all’interno dell’istituto senza mai rientrare a casa. L’ ala ‘rosa’ del penitenziario romano, già sovraffollato, difficilmente potrebbe continuare a garantire un servizio efficiente, a fronte di una riduzione massiccia dell’organico. “Gran parte delle carceri italiane soffrono di sovraffollamento e nei prossimi mesi ci sarà un aggravamento dovuto alla recente immigrazione clandestina proveniente dal Nord Africa, la quale sicuramente porterà qualche migliaio di detenuti in più da gestire. Ci rivolgiamo al Ministro della Giustizia �“ conclude il Segretario Generale - affinché prenda provvedimenti immediati ed accolga la richiesta dell’apertura di un tavolo di dialogo con i sindacati”.
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