POLIZIA PENITENZIARIA - MANNA (LiSiAPP) Ancora un altro suicidio nella Polizia pen.

12/apr/2011 18.02.53 Libero Sindacato Appartenenti Polizia Penitenziari Contatta l'autore

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“E’ davvero difficile trovare le parole non solo per commentare l’ennesima tragica notizia, quant’anche per esprimere la nostra solidarietà alla famiglia ed a tutti i colleghi. Oggi è un altro giorno di dolore e di lutto che investe la polizia penitenziaria. In sole 72 ore due suicidi (Mamone e Caltagirone). Troppo. Davvero troppo per non chiedere con forza che si attivi, finalmente, quel tavolo di confronto sul disagio del personale che, si qui, l’Amministrazione Penitenziaria ci ha sempre negato. Non intendiamo strumentalizzare queste tragedie, ma è pur vero che l’incidenza di suicidi nel Corpo è davvero anomala e pertanto ne vanno investigate le cause. Ricordiamo che in due anni sono circa 20 gli appartenenti al Corpo che si sono suicidati” E’ visibilmente scosso e commosso il Segretario Generale del Li.Si.A.P.P. il Libero Sindacato Appartenenti Polizia Penitenziaria dr. Mirko MANNA, nel commentare il suicidio, a Caltagirone dell’Assistente di Polizia Penitenziaria. Secondo le ricostruzioni,l’Assistente si e' suicidato mentre raggiungeva la struttura per iniziare il turno di lavoro. L'uomo ha accostato la macchina al ciglio della strada e si e' impiccato a un albero. Secondo MANNA il male che attraversa i poliziotti penitenziari colpisce ancora. “Se è vero, come è vero, che è scientificamente provato che la sindrome da burnout ha grande incidenza nel Corpo ( tanto che sono centinaia le unità che riportano patologie da stress e depressione) è consequenziale affermare che il lavoro e le condizioni di lavoro sono patogene. Abbiamo cercato, invano, di sensibilizzare il Ministro Alfano e il capo del DAP sulle afflittive e infamanti condizioni di lavoro dei poliziotti penitenziari di prima linea. Il loro silenzio sul tema offende e indigna” Il Li.Si.A.P.P. non manca di ribadire la necessità di attivare i centri d’ascolto per contrastare almeno a livello lavorativo questi tragici gesti. “ In ragione del doveroso rispetto che nutriamo nei confronti dei nostri colleghi caduti e di quanti ogni giorno affrontano l’indicibile condizione penitenziaria il LiSiAPP adotterà tutte le forme di comunicazione inerente a questo tema, coinvolgendo le istituzioni locali se il Dap non vorrà mantenere impegno ai centri d’ascolto e non solo trovare le giuste parole per rimotivare e ridare speranza ma soprattutto portare notizie di atti concreti propedeutici a superare le gravi difficoltà. Siamo stanchi - conclude il Segretario Generale del Li.Si.A.P.P. - di annunci dal vago sapore pubblicitario”.

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