(Li.Si.A.P.P.) Edilizia penitenziaria tutto fermo - Intanto continuano le aggressioni al personale.

Edilizia penitenziaria tutto fermo - Intanto continuano le aggressioni al personale.. L'ampliamento e la realizzazione di nuovi penitenziari per far fronte all'emergenza sovraffollamento messo in cantiere dal Governo risulta ancora in alto mare Oltre un anno fa veniva sbandierato il Piano carceri con l'ampliamento e la realizzazione di nuovi penitenziari per far fronte all'emergenza sovraffollamento messo in cantiere dal Governo, non finisse come il piano caserme (nuove stazioni dei carabinieri in mezza Italia, per dare più sicurezza ai cittadini, un progetto ipotizzato nel 2004 e non ancora ultimato.

20/apr/2011 13.34.10 Libero Sindacato Appartenenti Polizia Penitenziari Contatta l'autore

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L'ampliamento e la realizzazione di nuovi penitenziari per far fronte all'emergenza sovraffollamento messo in cantiere dal Governo risulta ancora in alto mare

 

Oltre un  anno fa veniva sbandierato il Piano carceri con l’ampliamento e la realizzazione di nuovi penitenziari per far fronte all'emergenza sovraffollamento messo in cantiere dal Governo, non finisse come il piano caserme (nuove stazioni dei carabinieri in mezza Italia, per dare più sicurezza ai cittadini, un progetto ipotizzato nel 2004 e non ancora ultimato. Intanto afferma il Dott. Mirko MANNA Segretario Generale del Libero Sindacato Appartenenti Polizia Penitenziaria LiSiAPP , organizzazione sindacale di categoria, continuano i suicidi dietro le sbarre.

Ciò stante , rimarca il Segr. Gen. LiSiAPP siamo ad oltre 40 del 2011 e fa si che sia un bilancio, fallimentare, di quel piano rimasto l'ennesimo elenco di buoni propositi e protocolli di intesa senza futuro.
"Oggi - scrive Manna -, un anno e quattro mesi dopo, i detenuti sono 67.648, cioè 2.658 in più rispetto al numero per cui la situazione fu accostata a una calamità. E i posti in più? Pochi, pochissimi. C`è chi dice duemila, con un`approssimazione probabilmente per eccesso, ma sarebbe comunque una cifra inferiore all`incremento degli «ospiti».

 Dunque la realtà è peggiorata.
Ma non solo per la crescita dei detenuti, ma anche sottolinea il Segr. Gen. del LiSiAPP aumentano di giorno in giorno le aggressioni agli operatori di polizia che tra mille difficoltà riescono a mantenere l’ordine all’interno delle strutture penitenziarie anche subbendo queste vile aggressioni frutto di una carente impalcatura istituzionale.

 Parte delle nuove prigioni - continua Manna -  che si è riusciti a costruire sono vuote perché mancano i soldi per metterle in funzione. E soprattutto manca il personale della polizia penitenziaria. Sempre nel gennaio 2010 il ministro della Giustizia Alfano dichiarò che a breve sarebbero entrati in servizio altri duemila agenti. A luglio ribadì la promessa, abbassando i reclutamenti «in prima battuta» a mille. Sono passati altri nove mesi, e ancora si attende l`ingresso di nuovi agenti.

Attualmente sono in corso le selezioni alcune centinaia di allievi agenti provenienti dalle forze armate. Ma tutto ciò non basta.

Quando arriveranno il grosso promesso?, paventa qualcuno, saranno meno di quelle che nel frattempo hanno lasciato il servizio per raggiunta pensione o altri motivi. Sono i numeri di una crisi che l`annunciato impegno del governo non è riuscito a scalfire. Di cui la politica generalmente si disinteressa - a parte pochi esponenti sparsi nei diversi partiti -, ma che continua a lasciare il personale di polizia penitenziaria in condizioni al limite della sopportazione.
La politica è sorda anche ai suoi stessi proclami e così mentre, noi viviamo in una logica fatta di annunci, gli operatori sono chiamati sempre in qualsiasi momento a mantenere l’ordine e la legalità all’interno delle strutture penitenziarie, e quando si scaldono gli animi nella società oltre le mura a pagare in primis sono sempre gli agenti di polizia penitenziaria con le aggressioni.

Infine aggiunge Manna non dimentichiamo che gli operatori di polizia sono chiamati a sventare numerosi tentativi di suicidi. Questa è l'Italia, ha 150 anni di battaglie civili vinte, ma è come se fosse nata ieri avendo già perso.

 



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