POLIZIA PENITENZIARIA : Manna (Li.Si.A.P.P.) Assurdo silenzio delle istituzioni su emergenza carceri.

22/apr/2011 18.54.39 Libero Sindacato Appartenenti Polizia Penitenziari Contatta l'autore

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Gli istituti penitenziari italiani sono ormai al collasso con un sovraffollamento che si attesta intorno al 151 per cento
 
A quindici mesi dallo stato di emergenza proclamato dal governo per le carceri italiane, la condizione di sovraffollamento si è "ulteriormente aggravata", nonostante la creazione di 1.265 nuovi posti, perché i detenuti sono cresciuti a un ritmo doppio, per la precisione di 2.533 unità. A sottolinearlo è il Libero Sindacato Appartenenti Polizia Penitenziaria Li.Si.A.P.P. per voce del suo Segretario Generale il Dott. Mirko Manna che riprende il grido d’allarme del Centro studi di 'Ristretti Orizzonti' che, nell'elaborare i dati del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria aggiornati al 31 marzo scorso, rileva che i detenuti sono 67.600 (erano 65.067 a gennaio 2010, quando fu dichiarato lo stato di emergenza), 22.280 in più della capienza regolamentare (fissata a quota 45.320, contro i 44.055 di 15 mesi fa) mentre i condannati ammessi ad una misura alternativa alla detenzione in carcere sono solo 16.018, e appena 1.788 (tra cui 430 stranieri) coloro che da dicembre scorso hanno beneficiato della cosiddetta legge 'svuota carceri' che consente la detenzione domiciliare a chi ha un anno di pena residua da scontare. Il fatto rimarca il Segr. Gen. del Li.Si.A.P.P. che siano solo 16.018 i condannati in misura alternativa (dei quali 8.604 in affidamento ai servizi sociali, 858 in semilibertà e 6.556 in detenzione domiciliare) è spiegabile tutto ciò con l'entrata in vigore nel 2005 con la cosiddetta legge 'ex Cirielli' che nel tagliare i tempi di prescrizione ha però allo stesso tempo stretto le maglie delle misure alternative per i recidivi. E infatti, se nel 2003 i detenuti erano 56.081 mentre in misura alternativa c'erano ben 48.195 persone, nel 2004 i detenuti erano 56.064 e i condannati in misura alternativa 50.228, mentre l'anno successivo sono scesi a 49.943. La misura penale esterna, principale strumento cui sii è fatto ricorso negli ultimi anni per evitare il sovraffollamento, per effetto della 'ex Cirielli' e anche di alcune norme sulla sicurezza è tornata ad essere quella dei primi anni 90 (nel 1994, ad esempio, c'erano 52mila detenuti e 13mila persone in misura alternativa) Decisamente esigui affermano da Ristretti Orizzonti - anche i numeri dei condannati al lavoro di pubblica utilità (appena 41 in tutta Italia) e dei detenuti ammessi al lavoro esterno (423). Più consistenti quelli delle sanzioni sostitutive: 2.023 persone sono sottoposte alla libertà vigilata e 104 alla libertà controllata. Quanto alla presenza dei detenuti stranieri, su 67.600 sono 24.834 (di cui 1.255 donne): tra questi ultimi, i più numerosi sono i marocchini (5.209, pari al 21%), seguiti dai romeni (3.609, il 14,5%), dai tunisini (3.144, il 12,7%), dagli albanesi (2.873, l'11,6%) e dai nigeriani (1.235, il 5%). Gli imputati, infine, sono 28.220, di cui oltre la metà (14.260) in attesa di primo giudizio. I condannati con sentenza definitiva sono 37.591, gli internati 1.698, di cui 1.535 negli ospedali psichiatrici giudiziari.

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