CARCERI : Polizia penitenziaria (Li.Si.A.P.P.) Gli istituti penitenziari del Lazio al limite dell'emergenza.

27/apr/2011 12.05.51 Libero Sindacato Appartenenti Polizia Penitenziari Contatta l'autore

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Il grido dall’allarme lanciato dalle organizzazione sindacali “ormai abbiamo  sfondata la presenza nella regione di 6500 detenuti”

 

Gli istituti penitenziari del Lazio sono ormai al limite del collasso. Lo afferma il Segr. Gen. del LiSiAPP il libero sindacato degli appartenenti alla polizia penitenziaria dr. Mirko Manna, che insieme alle altre O.S. lanciano l'allarme sovraffollamento: in poco più di un anno il numero dei detenuti ha sfondato quota 6.500. In tutta la regione il sovraffollamento è ormai un dato endemico. Particolarmente difficile la condizione dell'Istituto femminile di Rebibbia (cento donne in più rispetto alla capienza massima di 274). A ciò si aggiunge che in carcere sono presenti ancora molti bambini da 0 a 3 anni insieme alle madri recluse.


 Oltre a ciò sottolinea Manna i detenuti presenti attualmente nei 14 isitutit penitenziari  della Regione Lazio - sono circa 6.531, per la prima volta in assoluto oltre quota 6500 in poco meno di 60 giorni, da gennaio ad oggi, i reclusi sono aumentati di 154 unità: sono questi i dati che certificano, in maniera inequivocabile, l'inutilità nel Lazio della legge svuota carceri.

Un giudizio impietoso ma sostenuto da dati inoppugnabili. Il 15 febbraio i detenuti erano 6.398, il 27 marzo sono arrivati a toccare quota 6.531, 1870 in più rispetto alla capienza regolamentare. Il sovraffollamento è ormai un elemento strutturale per tutti gli istituti penitenziari della Regione. A Latina, afferma Manna i detenuti dovrebbero essere 86 sono invece più del doppio, Viterbo fa registrare 300 detenuti in più rispetto alla capienza, Frosinone conta oltre 200 reclusi in più.

Per non parlare di Roma, nel carcere di Rebibbia Nuovo complesso il sovranumero è di 500 unità a Regina Coeli la situazione è più o meno la stessa. Particolarmente difficile la condizione dell'Istituto femminile di Rebibbia (cento donne in più rispetto alla capienza massima di 274). A ciò si aggiunge che in carcere sono presenti ancora molti bambini da 0 a 3 anni insieme alle madri recluse.

Esistono poi dei paradossi come quelli che da tempo ha segnalati da Li.Si.A.P.P. , senza ricevere risposte efficaci, il Segretario Generale  si sofferma sulle strutture di Rieti e Velletri. Ci sono circa 300 posti inutilizzati perchè manca il personale di Polizia penitenziaria. Il problema del   sovraffollamento, le inadeguatezze delle strutture, e la cronica carenza di risorse umane e finanziarie e tutte le altre criticità del sistema carcere dovrebbero essere risolte con un intervento strutturale che parta dalla politica ma che parli poco di politica. Purtroppo, in questo momento, le priorità dell'agenda politica e delle istituzioni preposte sono altre.

 

 

 



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