CARCERI POLIZIA PENITENZIARIA:Manna (LiSiAPP),in Italia gli istituti penitenziari si trovano in un vuoto totale.

CARCERI POLIZIA PENITENZIARIA:Manna (LiSiAPP),in Italia gli istituti penitenziari si trovano in un vuoto totale.. Si moltiplicano le mozioni alla Camera sulla situazione emergenza carceri.

05/mar/2011 20.59.35 Libero Sindacato Appartenenti Polizia Penitenziari Contatta l'autore

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Si moltiplicano le mozioni alla Camera sulla situazione emergenza carceri. E si rallenta la soluzione.  

 

Lo stato dei fatti e ancora peggio. Ad affermarlo è una nota della Segreteria Generale del LiSiAPP il Libero Sindacato Appartenenti Polizia Penitenziaria , le proposte dell’esecutivo sul piano carceri che prevede interventi sostanziali relativi sia all’incremento del personale che alla costruzione di nuovi istituti penitenziari sta raccogliendo sempre più mozioni che però non riescono ad uscire dalle aule del Parlamento.  Ieri la Camera, per l’ennesima volta, si è discusso di un pacchetto di 7 mozioni presentate da tutti gli schieramenti politici. D’altronde, dati alla mano, la situazione sta peggiorando costantemente, mentre le soluzioni fino ad ora messe in atto, sono state unicamente dei procedimenti tampone, i cui effetti sono stati presto annullati.
Il primo intervento afferma il Segretario Generale del LiSiAPP dr. Mirko Manna, doveva risolvere in parte il problema affluenza carceraria è stato proprio l’indulto, visto che già dall’anno successivo, il 2007 fino al 2010, la popolazione carceraria è quasi raddoppiata, si è finiti per annullare così qualsiasi beneficio del provvedimento. Da quasi 40 mila si è passati ad oltre 67 mila, mentre a causa dei tagli ai fondi pubblici, i costi giornalieri pro capite sono scesi a 113, circa 60 euro in meno del 2008.  Ciononostante le mancate riforme nel sistema sono già costate negli ultimi dieci anni 29 miliardi.
Così le 206 strutture penitenziarie, che avrebbero una capienza di 45.022 unità, hanno attualmente raggiunto il 151% di tasso di sovraffollamento. Le carceri in condizioni più sofferenti sono a Padova, Roma, Rebibbia femminile, Sulmona, Roma Regina Coeli, Fermo, Perugia, Milano San Vittore, Napoli e Poggioreale e altre realtà piccole come Imperia, Carinola, Viterbo etc.
Inevitabilmente tutte queste situazioni di emergenza si ripercuotono sul personale di polizia penitenziaria già stremato da una carenza di organico fermo da anni come denunciano dal LiSiAPP da molti mesi e un vuoto d’ organico di oltre 6.000 unità, creando un rapporto del tutto insufficiente di un poliziotto ogni 2 detenuti.    
Inoltre continua Manna, più del 43% dei reclusi è composto da imputati in attesa di giudizio a regime di detenzione cautelativa, che pur non avendo subito ancora la sentenza definitiva, vengono trattati alla stessa stregua dei veri e propri condannati. L’ingolfamento processuale sul penale, infatti, a differenza di quello civile, non solo non è stato oggetto di nessuna riforma sostanziale, ma al contrario rischia di peggiorare ancora di più.
In questi ultimi anni infatti sono stati adottati dei provvedimenti che invece di risolvere i problemi, li ha incrementati. Fra questi, oltre alla creazione di nuovi reati, vi è anche la decisione di tradurre la detenzione per pene minori in sanzioni pecuniarie che però, dato il loro costo elevato, non sono affatto alla portata di tutti.
Anche il tanto annunciato piano carceri, che avrebbe dovuto incrementare i posti, non solo è stato decurtato di oltre 10mila, ma fino ad oggi ne sono stati realizzati soltanto 2.000, aggiungendo nuovi padiglioni alle strutture già esistenti ed alcuni carenti strutturalmente.
Un ulteriore situazione poco comprensibile è stato anche il decreto svuota carceri del quale hanno beneficiato soltanto 1.788 detenuti, dei quasi 8.000 potenziali destinatari. Tutto ciò, nonostante le polemiche, quindi si è risolto in un buco nell’acqua, visto che la maggior parte dei detenuti, spesso stranieri, manca di una casa o di una famiglia, e quindi delle condizioni necessarie per ottenere le misure alternative, mentre la rete dei servizi sociali, che potrebbe supplire a tale problema, è del tutto insufficiente.    

Per concludere il LiSiAPP sottolinea che attualmente stenta a partire anche la presa in carico della salute dei detenuti da parte del servizio sanitario pubblico, dal momento che la maggior parte degli ospedali non è ancora attrezzata per accogliere il recluso.  

 





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