CARCERI POLIZIA PENITENZIARIA : Manna (Li.Si.A.P.P.) Sovraffollamento e carenza di personale, una polveriera che sta per esplodere nei carceri italiani.

Sovraffollamento e carenza di personale, una polveriera che sta per esplodere nei carceri italiani.. Tra i tanti istituti di pena in grave emergenza ci sono quelli siciliani che si trovano in gravi condizioni precarie Nella sola provincia di Catania durante gli ultimi anni sono morti ben dodici agenti di polizia penitenziaria, non ultimo un agente che si è impiccato in un bosco, tra omicidi, suicidi e infarti.

05/mag/2011 20.47.20 Libero Sindacato Appartenenti Polizia Penitenziari Contatta l'autore

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Tra i tanti istituti di pena in grave emergenza ci sono quelli
siciliani che si trovano in gravi condizioni precarie

Nella sola provincia di Catania durante gli ultimi anni sono morti ben
dodici agenti di polizia penitenziaria, non ultimo un agente che si è
impiccato in un bosco, tra omicidi, suicidi e infarti. Un dato
allarmante affermano dalla Segreteria Generale del Li.Si.A.P.P. il
Libero Sindacato Polizia Penitenziaria, che spesso passano sotto
silenzio, quasi come se gli uomini in divisa, quella divisa che lo
stato riconosce solo alle cerimonie e invece fà finta di non conoscere
per tutto il resto dell’anno che quotidianamente entrano in un carcere
per lavorare non esistessero, come se appartenessero ad un figlio di
un dio minore. Una settimana fa il guardasigilli elogiava il corpo a
margine del giuramento dei commissari della polizia penitenziaria
affermando il carattere “inclusivo” del Corpo di Polizia Penitenziaria
all’interno della squadra Stato e ha confermato la vicinanza del
Governo e dell’Amministrazione Penitenziaria nelle situazioni di
difficoltà e l’impegno a sostenere le legittime aspettative per la
crescita del Corpo di Polizia Penitenziaria. Nello specifico proprio
nella terra del Ministro Alfano sottolineano dal Li.Si.A.P.P. si
snocciolano dati al dir poco allarmanti. Per iniziare, nell’istituto
di pena di Catania è presente un organico di 321 agenti uomini e 19
donne di Polizia Penitenziaria, ma 96 sono stati distaccati al Nucleo
Traduzioni e Piantonamenti e in altri servizi, pertanto sono in
servizio 244 unità in totale a fronte di un organico previsto di 402
uomini e 33 donne, cioè 435. Di fatto l’organico è carente quasi del
42 per cento. I detenuti, invece, dovrebbero al massimo essere 221,
mentre attualmente sono 580 detenuti: quasi il triplo rispetto al
previsto. A peggiorare le cose, contnua la nota del Li.Si.A.P.P. da
sei anni il personale non fruisce di caserma per interminabili lavori
di ristrutturazione e, anche qualora si completassero i lavori, non
sono stati previsti i fondi per l’acquisto di mobili e suppellettili
per l’arredo della caserma. Inoltre, sono stati negati i fondi per il
servizio navetta che, a causa delle difficoltà per l’inagibilità della
caserma, accompagnava il personale per il pernottamento alla Scuola di
S. Pietro Clarenza. Mancano anche i fondi per i contratti di pulizia e
manutenzione ordinaria. Al personale, inoltre, non sono state pagate
le missioni effettuate l’anno precedente e lo straordinario non viene
pagato interamente al personale nonostante sia chiamato a svolgerlo
nel servizio giornaliero espletato. Il personale, infine, ha passato
l’inverno al freddo senza poter fruire di caloriferi e senza
intervento Ministeriale sarà costretto a morire di caldo nelle garitte
dotate di vetri antiproiettile, dove la temperatura arriva a circa 50
gradi nei mesi più caldi. Il carcere di Bicocca invece ha un organico
previsto di 220 unità, mentre il personale in servizio effettivo è di
163 unità di cui 33 distaccati fuori sede, un in aspettativa e un
sospeso. La capienza regolamentare dell’Istituto è di 150 detenuti, ma
ad oggi sono presenti circa 180 detenuti sistemati in metà edificio
perché l’altra metà è chiusa per lavori di ristrutturazione. Con il
sovraffollamento, altresì, sono venute meno le condizioni
igienico-sanitarie, mentre la cucina detenuti è in stato di assoluto
degrado e totalmente in contrasto con le normative sulla sicurezza:
andrebbe immediatamente chiusa; La carenza di organico ormai è
insostenibile, anche a causa di un errore iniziale nella formulazione
delle piante organiche insufficienti sin dall’inizio. Al personale,
peraltro, non sono state liquidate le missioni effettuate l’anno
precedente e lo straordinario non viene liquidato interamente. Anche a
Bicocca mancano fondi per i contratti di pulizia e manutenzione
ordinaria, inoltre il personale ha passato l’inverno al freddo a causa
dell’impianto di riscaldamento di fatto dismesso. Il Nucleo Traduzioni
e Piantonamenti di Catania Bicocca è stato costituito nel 2005, la
pianta organica assegnata era costituita da 161 unità. Ora,
effettivamente in servizio sono rimasti in 132. L’organico è stato,
quindi, ridotto del 40 per cento negli ultimi anni senza mai avere
delle integrazioni; il personale opera sempre con meno unità rispetto
a quanto previsto dalle normative vigenti per le scorte e i
piantonamenti. I mezzi di servizio non sono perfettamente idonei,
spesso sono privi di climatizzatori e fatiscenti: mancano persino i
fondi per il lavaggio degli automezzi. Al personale, inoltre, non sono
stati pagati i servizi di missione effettuati dall’aprile 2010 a
dicembre 2010, oltre ad alcuni mesi del 2011. Per continuare su questa
scia , continuano dalla Segreteria Generale del Li.Si.A.P.P.
l’istituto penitenziario di Giarre fu realizzato per ospitare solo
detenuti a custodia attenuata, oggi sono invece presenti circa 115
detenuti di cui appena 22 a custodia attenuata. A fronte di un
organico previsto di polizia penitenziaria di n. 45 unità, di fatto
sono presenti in Istituto solo 20 Agenti titolari più 14 distaccati da
altri istituti, per un totale di 35 - compreso il Comandante di
reparto - che non bastano, ovviamente, a garantire la sicurezza
dell’Istituto, e poter fruire di riposi e congedi. Quasi tutto il
personale, peraltro, deve ancora fruire del congedo ordinario 2010. La
carenza di organico costringe il personale a snervanti turnazioni,
mentre nel servizio notturno sono impegnate al massimo 3 agenti (ma
spesso sono solo 2). Assurdo, poi, che a taluni lavoratori sia stata
ridotta la classifica annuale, nonostante abbiano sventato 4 suicidi.
E ancora, la struttura di Caltagirone , che doveva essere un fiore
all’occhiello dell’Amministrazione Penitenziaria, benché di recente
costruzione è afflitta dall’umidità e dall’assenza di sistemi di
automatizzazione, oltre che da un sistema fognario insufficiente per
una struttura sovraffollata (302 detenuti contro i 170 di capienza
massima). Anche qui, la carenza di organico - 118, rispetto ai 158
previsti - è ormai divenuta insostenibile: alcuni agenti coprono 3-4
posti di servizio e nei turni notturni e serali sistematicamente
vengono soppressi alcuni posti di servizio ritenuti fondamentali per
la sicurezza dell’istituto. Inoltre, la carenza di personale di
polizia penitenziaria non permette di utilizzare il blocco 10 e il
reparto infermeria. Alla scuola-detenuti, frequentata da circa 50
alunni, viene peraltro impiegata una sola unità di Polizia
Penitenziaria quando, invece, ne dovrebbero essere impiegate almeno 4.
Intanto alla Segreteria Generale LiSiAPP giungono notizie non
confortanti dal punto di vista dell’emergenza carceri che alla camera
le mozioni presentate per risolvere le problematiche carceri non sono
una questione prioritaria.

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