MANNA (LiSiAPP) Le carceri in piemonte al limite dell'emergenza sociale

Mirko Manna segretario generale del LiSiAPP libero sindacato appartenenti alla polizia penitenziaria - le strutture piemontesi si trovano in una drammatica situazione amministrativa ed operativa che affligge il personale di polizia penitenziaria,a questo si aggiungono -sottolinea Manna- gli eventi critici che si verificano all'interno di esse.

Persone Mirko Manna
Luoghi Italy, Piedmont, Novara
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27/mag/2011 12.49.12 Libero Sindacato Appartenenti Polizia Penitenziari Contatta l'autore

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“Una situazione allarmante con un sovraffolamento pari al 144%”

L’emergenza carceri è ormai cronica in Italia: sovraffollamento dei detenuti, condizioni di vita non idonee, attività lavorative di formazione e di recupero educativo che non possono essere svolte per mancanza di personale e di spazi. Ogni detenuto costa giornalmente allo Stato 112 euro, sono quasi quota 70 mila i detenuti con un esborso di 8,5 milioni di euro al giorno.

Esordisce cosi il Dott. Mirko Manna segretario generale del LiSiAPP libero sindacato appartenenti alla polizia penitenziaria - le strutture piemontesi  si trovano in una drammatica situazione amministrativa ed operativa che affligge il personale di polizia penitenziaria,a questo si aggiungono -sottolinea Manna- gli eventi critici che si verificano all’interno di esse. Dall’inizio dell’anno nelle carceri piemontesi tre i detenuti che hanno tentato il suicidio e sono stati salvati in extremis dai poliziotti penitenziari; nove sono le unità di polizia penitenziaria ferite a seguito di aggressioni da parte di detenuti. Senza dimenticare i gravi disordini accaduti nella struttura detentiva di Fossano e le tensioni che si registrano in molti penitenziari piemontesi come Asti, Novara, ecc.

Purtroppo continua il Segr. Gen. LiSiAPP le problematiche sono simili alle altre strutture della penisola come, la mancanza e carenza di organici e sovraffollamento.

La situazione carceraria italiana affermano dalla Segreteria Generale LiSiAPP  è causata da una legislazione che produce ‘carcere’ anche solo per pochi giorni. Si parla da tempo del Piano carceri’, ma non si sa ancora esattamente in cosa consiste.

Il personale complessivo della polizia penitenziaria che opera nelle strutture regionali dovrebbe assommare, secondo un decreto ministeriale del 2001, a 3516 unità. Ne sono presenti, invece, 2591 per una carenza organica pari al 27%. Gli istituti di penai del Piemonte potrebbero ospitare al massimo 3444 detenuti e invece se ne contano 5036, per un sovraffollamento medio pari al 144 %. Insomma -conclude Manna - gli elementi per essere molto più che preoccupati ci sono tutti e, auspichiamo un intervento che va oltre le solite propagande politiche.

 



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