CARCER Frongia (LISIAPP), Milano Opera inaccettabili insinuazioni su polizia penitenziaria

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25/giu/2011 11.39.15 Libero Sindacato Appartenenti Polizia Penitenziari Contatta l'autore

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"A margine dell’ennesima morte all’interno della struttura penitenziaria milanese, si sparge ancora fango sull’operato e la professionalità degli agenti".

 

 Non possiamo che condividere il dolore dei familiari del giovane extracomunitario marocchino deceduto nel carcere di Milano Opera nelle scorse ore, ma non possiamo in alcun modo accettare perlomeno fino a quando non dovesse essere dimostrato in maniera inconfutabile il contrario le continue insinuazioni che vengono riportate dalla stampa sulle responsabilità dirette dei nostri colleghi nella morte di questo giovane". Così in una nota Luca Frongia, segretario generale agg. del LiSiAPP (Libero Sindacato Appartenenti alla polizia penitenziaria), interviene sulle prime notizie apparse sugli organi di stampa.

"Al di là del dolore dei familiari del povero giovane e del loro sacrosanto diritto a sapere quello che è realmente successo al loro congiunto, riteniamo assolutamente deprecabile ogni forma di strumentalizzazione politica e mediatica di questa drammatica vicenda", dice Frongia. "Il racconto dei fatti e degli sciagurati accadimenti che hanno riguardato il giovane extracomunitario non possono prescindere, per onestà intellettuale e deontologica di chi ha il dovere di indagare sulla vicenda dal punto di vista penale, amministrativo, politico o giornalistico .

Inoltre afferma il Segretario Generale agg. del Lisiapp , risulterebbe sempre dagli organi di stampa che esisterebbe una missiva anonima indirizzata alla direzione del carcere dove spiegherebbe in modo dettagliato e inconfutabile cosa sia accaduto.

In tale contesto, di inconfutabile, per ora sottolinea Frongia c’è solo il solito fango riversato sull’operato della polizia penitenziaria,e dei suoi agenti,impegnati in prima linea a fronteggiare l’emergenza cronica del sovraffollamento e in condizioni precarie strutturali.

A ciò unitamente al Segretario Generale del Sappe Donato Capece prima organizzazione sindacale della polizia penitenziaria respingiamo con forza tale aggressione mediatica, ma aspettiamo che si faccia luce su questa situazione.

Come sottolineato conclude il Segretario generale Frongia gli operatori di polizia penitenziaria negli ultimi periodi sono oggetti di continue aggressioni come nell’ultimo caso dell’agente ferito con dell’olio bollente da un detenuto che gliela lanciato sul corpo, oltre che il tentato suicidio di qualche giorno fà di un agente proprio nella struttura di Milano Opera.

 
f.to
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