CARCERI : Manna (Lisiapp) Atmosfera di condanna sugli agenti della polizia penitenziaria in servizio nella casa circondariale di Lecco da parte degli organi di stampa.

CARCERI: Manna (Lisiapp) Atmosfera di condanna sugli agenti della polizia penitenziaria in servizio nella casa circondariale di Lecco da parte degli organi di stampa..

Persone Angelo Panzeri, Manna, Mirko Manna
Luoghi Roma, Lecco
Argomenti sicurezza sociale, diritto, diritto penale, politica

Allegati

24/lug/2011 18.18.54 Libero Sindacato Appartenenti Polizia Penitenziari Contatta l'autore

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“A margine dell’episodio di evasione, si continua a infangare la
professionalità degli agenti della polizia penitenziaria mettendo a
rischio la sicurezza personale e dell’ordine all’interno delle
strutture penitenziarie”

Fango e ancora Fango. Questo è il risultato dell’articolo che alcuni
giorni fa è uscito nel lecchese e nel resto del paese che accusa due
agenti di polizia penitenziaria di corruzione e convivenze su un
episodio di evasione accaduto nella struttura penitenziaria di lecco
il 16 luglio del 2010. Ad affermarlo è il Dott. Mirko Manna Segretario
Generale del LISIAPP (Libero sindacato appartenenti Polizia
Penitenziaria ) che descrive il clima che con l’uscita di quel
articolo a influito lanciando accuse e fango sull’operato degli agenti
di polizia penitenziaria.
Nella nota Manna esprime 'preoccupazione' per questo increscioso
episodio su come il sig. Angelo Panzeri, la persona che ha firmato
l’articolo che si è lanciato in una dettagliata relazione
dell’accaduto ed avanzando e distribuendo sentenze di condanna agli
agenti coinvolti. Tale situazione, ha scaturito una serie di tensioni,
assolutamente controproducenti nella struttura penitenziaria di Lecco,
- aggiunge Manna - ci induce richiedere oltre alle urgenti valutazioni
di pertinenza al caso, che tra il Personale indagato dovrebbe essere
protetto dalla privacy , hanno condotto congetturando ipotesi di reato
sulle righe del giornale “Il Giorno”. A questo sottolinea con forza il
Segretario Generale del Lisiapp, si è infangato la professionalità
degli operatori di polizia fornendo nomi e cognomi di quelli coinvolti
ma anche avanzando ipotesi fuori luogo su altri agenti in servizio in
quel giorno, facendo si che si creasse un clima di caccia alle streghe
all’interno della struttura penitenziaria oltre che l’articolo ha
creato un pericolo per la sicurezza dell’ordine all’interno
dell’istituto. Dall'analisi del materiale raccolto - spiega Manna,
l’Organizzazione sindacale Lisiapp potrebbe agire per le vie legali
contro il sig. Panzeri che ha firmato l’articolo e all’organo di
stampa che gli ha permesso di diffondere i dati degli agenti, per
difendere il prestigio e l’immagine del corpo di polizia penitenziaria
e di quei operatori di polizia chiamati in causa nell’articolo e per
tutti quelli citati in modo generico ma riconducibili perche in
servizio quel giorno.


--
 f.to
Ufficio stampa e comunicazione

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LIBERO SINDACATO APPARTENENTI POLIZIA PENITENZIARIA
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