Carceri: Lisiapp, dall'inizio dell'anno 136 casi di aggressioni violente nei confronti dei poliziotti penitenziari.

Esordisce cosi con fermezza il segretario generale del Lisiapp (Libero sindacato appartenenti alla polizia penitenziaria) il dott. Mirko Manna, che sottolinea sono stati nove mesi da vera battaglia all'interno delle strutture penitenziarie del paese e come al solito sul campo sono rimaste le solite vittime, le donne e uomini della polizia penitenziaria.

Persone Luca Frongia, Mirko Manna, Palma
Luoghi Roma
Organizzazioni Capo Dap, Lisiapp, Europarlamento
Argomenti politica, diritto, sicurezza sociale, ministeri, istituzioni

14/set/2011 19.42.23 Libero Sindacato Appartenenti Polizia Penitenziari Contatta l'autore

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con preghiera di publicazione.
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Manna, “Il ministro Palma e il Capo Dap si facciano carico di una
seria riforma che il corpo di polizia ha bisogno”

In questi giorni di fine estate, dopo che abbiamo assistito a
manifestazioni nel pieno e giusto interesse della popolazione detenuta
e poco per il personale di polizia penitenziaria con l’adesione anche
di organi sindacali del corpo cosa che ci rimane un po’stupidi, ci
accingiamo a tirare le somme dei primi nove mesi di violenze,
aggressioni e proprio perché non ci facciamo mancare nulla di suicidi
e tentati suicidi di poveri colleghi. Esordisce cosi con fermezza il
segretario generale del Lisiapp (Libero sindacato appartenenti alla
polizia penitenziaria) il dott. Mirko Manna, che sottolinea sono stati
nove mesi da vera battaglia all’interno delle strutture penitenziarie
del paese e come al solito sul campo sono rimaste le solite vittime,
le donne e uomini della polizia penitenziaria. Il numero è
impressionante. 136 casi di vili aggressioni violenti e gratuite nei
confronti degli operatori di polizia da parte di detenuti. Siamo di
fronte ad una vera emergenza che la società civile non sa oppure non
vuole apprendere, perche non ho mai visto uno sciopero della fame o
della sete come di solito attua quel gruppo extraparlamentare che
tanto si batte per i detenuti e il sistema carcere avanzare una
manifestazione per la polizia penitenziaria. Certo - continua Manna -
ognuno si batte per i propri scopi , ma non trovo giustificazioni nel
caso di un organizzazione sindacale autonoma del corpo sia a favore
per l’amnistia o indulto senza che si parli mai delle condizioni del
personale di polizia e il disagio che si vive quotidianamente compreso
le violenze. A malincuore ricordo che in questi primi nove mesi
lasciamo sul campo cinque nostri colleghi che hanno deciso per
motivazioni varie ma che sicuramente possano rientrare nel complessivo
disagio che accomuna ognuno di noi , ebbene questi colleghi hanno
scelto l’estremo gesto quello del suicidio. L’ultimo in ordine di
tempo qualche giorno fa a torino dove il povero collega si è sparato
un colpo di pistola davanti al cimitero della città. “Li piangiamo
tutti i nostri colleghi” afferma il dr. Luca Frongia segretario
generale aggiunto, ci troviamo in una condizione precaria, chiediamo
da mesi gli adeguamenti delle risorse finanziarie per la manutenzione
ordinaria e straordinaria delle caserme e degli spazi a disposizione
del personale di Polizia Penitenziaria che sono costretti a vivere a
distanze enormi dalle proprie famiglie, delle misure per l’edilizia
agevolata al fine di ricongiunge le famiglie, un coinvolgimento del
Parlamento Europeo relativamente alla possibile nazionalizzazione
della detenzione per i soggetti con condanna in giudicato. Riteniamo
continua sempre Frongia che questa soluzione possa perseguirsi
attraverso un adeguamento della normativa comunitaria, tenuto conto
che il detenuto già può scegliere se espiare la pena nel proprio Paese
da scegliere invece tramutarlo in obbligo. Proprio in questo ultimo
punto la nostra organizzazione Lisiapp ha richiesto ed ottenuto un
incontro a bruxelles al parlamento europeo per discuterne con il vice
presidente della massima istituzione europea. Inoltre per concludere
spiega il segretario generale aggiunto le nostre priorità sindacali
passano anche attraverso la riqualificazione della Polizia
Penitenziaria, attraverso una riforma organica del decreto di riforma
del Corpo che preveda tra le priorità l’istituzione di una Direzione
Generale del Personale di Polizia Penitenziaria nell’ambito delle
articolazioni del D.A.P. , l’ istituzione di un tavolo tecnico
permanente amministrazione-sindacati affinché si avvii una
ricognizione delle piante organiche della polizia penitenziaria, e
ancora lo stanziamento di fondi specifici per aumentare l’automazione
degli accessi e ripristinare il funzionamento dei sistemi di sicurezza
attualmente inutilizzati (video-sorveglianza, sale regia, allarmi, al
fine di ripristinare un adeguato standard di sicurezza evitando cosi
le evasioni e infine lo stanziamento di fondi per la sostituzione dei
mezzi e strumenti in dotazione alla polizia penitenziaria e in
particolare al servizio per le traduzioni e piantonamenti.
Contiamo molto conclude Manna sull’appoggio dei nostri colleghi per
stimolare l’amministrazione Dap e il dicastero della Giustizia per
assumere seriamente posizioni di riforme che riguardino esclusivamente
tutti gli uomini e donne della polizia penitenziaria.



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