Le 4 giornate dell'Indignazione narrate dal Sociologo Vladimiro Modolo

Barricate vengono innalzate dai Black Bloc su tutta la zona di San Giovanni con cassonetti incendiati e transenne in mezzo alla strada.

Persone Mario Draghi, Vladimiro Modolo, San Giovanni
Luoghi Roma, Italia, Europa, Giappone, Stati Uniti d'America, Val di Susa
Organizzazioni No Tav, Wall Street, Fondo Monetario Internazionale, Banca Centrale Europea, Banca Mondiale, Banca d'Italia, Ministero della Difesa
Argomenti politica, militare, istituzioni

16/ott/2011 15.03.55 Dr. Pietro Bardoscia Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.

Il mondo cambia. La crisi dell'economia reale è profonda e strutturale, e colpisce trasversalmente ogni fascia sociale. Per la prima volta nella storia, la data del 15 Ottobre vede ben 952 città di tutto il mondo unite per il cambiamento globale contro le politiche finanziarie dell'austerità imposte dall'FMI e dalla Banca Mondiale.

In America, come in Europa, come in Giappone, centinaia di migliaia di persone hanno riempito le strade di tutto il mondo con cortei pacifici, occupazioni ed azioni dimostrative in luoghi ritenuti simbolo della crisi mondiale: Wall Street, le banche, le sedi della Borsa, etc.

Nel vecchio continente, la protesta degli Indignados spagnoli si è allargata a macchia d'olio agli altri paesi dove da inizio settimana e fino al 15, ci sono tenute assemblee pubbliche, cortei spontanei ed azioni dimostrative contro la Banca Centrale Europea e le politiche dei tagli al welfare imposte ai vari governi nazionali dalla BCE.

A Roma, la protesta, iniziata mercoledì 12 con un presidio permanente davanti alla Banca d'Italia, è proseguita fino al corteo del 15 Ottobre. 200.000 persone, secondo alcune stime. Associazioni, centri sociali, studenti, precari. C'è il comitato No Tav della Val di Susa, i comitati referendari per il diritto all'acqua, semplici cittadini "indignati" dalla crisi economica. Ci sono i Draghi ribelli, che ironizzano sul futuro presidente della BCE Mario Draghi e che parlano di default "selettivo", Tobin Tax, regole per la finanza internazionale e nuovo welfare. 99, è il numero simbolo della protesta, il 99% dell'umanità contro l'1% dei ricchi possidenti speculatori.

Giovani per lo più, ma non solo, accomunati dall'incertezza del loro futuro. "Senza reddito, senza lavoro, senza diritti, ma anche senza paura", si sente urlare da un camion. Rivendicano il diritto all'insolvenza e quindi il diritto a non vedersi scaricato addosso il peso della crisi con i tagli che Trichet ha richiesto al governo italiano. Affermano di non voler pagare il debito causato dalle speculazioni finanziarie degli ultimi 20 anni e come dice lo stesso futuro presidente della BCE, hanno ragione.

Ma a passare dalla ragione al torto bastano pochi infiltrati, 500 forse 1000, 1500 al massimo. Anch'essi giovani, anzi giovanissimi, provenienti da ogni parte d'Italia con l'intento di distruggere ogni cosa che gli capiti a tiro. Le prime macchine prendono fuoco già alle 14 e 30, mezzora dopo l'inizio del corteo su via Cavour. Le devastazioni proseguono prima su via dei Fori Imperiali e successivamente su via Labicana prima di trasformarsi in guerriglia urbana nella piazza di San Giovanni.

Sono le 16 quando i Black Bloc prendono letteralmente possesso del corteo. Bancomat, Poste, un ufficio di proprietà del ministero della Difesa, vengono dati alle fiamme.

Gli scontri durano per due ore e mezzo con le forze dell'ordine impossibilitate a contenere le frange violente (diranno poi che fino a san giovanni non potevano intervenire poichè avrebbero finito con lo spezzare il corteo e causare problemi alla maggioranza dei manifestanti pacifici).

Barricate vengono innalzate dai Black Bloc su tutta la zona di San Giovanni con cassonetti incendiati e transenne in mezzo alla strada. L'acre odore di lacrimogeni si leva nel cielo così come i fumi dei vari incendi appiccati lungo il tragitto del corteo.

La Polizia respinge con blindati ed idranti il gruppo degli "incappucciati" ed i feriti non mancano. 70 secondo i dati del Pronto Soccorso del Policlinico Umberto I. Una dozzina di feriti tra le forze dell'ordine.

Terminati gli scontri, la piazza di San Giovanni sembra teatro di guerra. Migliaia di san pietrini, vetri e bottiglie rotte rendono addirittura difficile il passaggio a piedi.

Il corteo, con quasi tre ore di ritardo, riprende il percorso deviando in più direzioni, mentre alcuni focolai di scontro tra Black Bloc e polizia proseguono su Via Merulana.

I movimenti e le forze politiche prendono le distanze dai Black Bloc chiedendo che la violenza non oscuri il significato politico importante di così tante persone in piazza. Il timore è che non sia solo la capitale ad andare in fumo ma anche le buone intenzioni con cui la scadenza del 15 Ottobre era stata programmata.

1000 forse 1500 incappucciati violenti. 200.000 manifestanti pacifici. L'1% contro il 99%. La minoranza è ancora una volta il nemico contro cui lottare.

blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl